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20 Aprile 2014 - Ultimo aggiornamento: 11:02
Argomento: 
Fim Cisl Bergamo
L’analisi sull’andamento occupazionale nel settore metalmeccanico nel primo semestre 2012 da parte di Fim Cisl fa emergere, purtroppo, una situazione molto preoccupante: 344 aziende in difficoltà e 11.250 lavoratori coinvolti nell'utilizzo di ammortizzatori sociali.

Metalmeccanica in crisi
A Bergamo coinvolte
344 aziende

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L’analisi sull’andamento occupazionale nel settore metalmeccanico nel primo semestre 2012 da parte di Fim Cisl fa emergere, purtroppo, una situazione molto preoccupante.

In un quadro lombardo in cui resta molto alto il numero delle aziende in crisi, Bergamo, considerata anche la sua natura manifatturiera, risulta essere il territorio più coinvolto. Sono 344 le aziende bergamasche in difficoltà, con un totale di 14.993 addetti, dei quali 11.250 coinvolti nell’utilizzo di ammortizzatori sociali: un numero che equivale a circa il 20% dei coinvolti in tutta la Lombardia. Altro dato preoccupante è quello che riguarda i processi di licenziamento che interessano 331 lavoratori. Dati negativi, nei quali si inserisce qualche nota lieta, come quella dei 29 lavoratori assunti a tempo indeterminato dalla N&W di Valbrembo.

“Siamo ben lontani dai picchi del secondo semestre 2008 e di tutto il 2009 – ha sottolineato il segretario di Fim Cisl Bergamo Valentino Gervasoni – ma il perdurare della crisi sta producendo una robusta selezione: a rischiare sono soprattutto quelle aziende già fragili e che si rivolgono a un mercato interno”.

“Le previsioni per il secondo semestre – ha continuato Gervasoni – non sono purtroppo delle migliori e noi, come Fim, riteniamo che sia necessario intervenire su tre direttrici. Bisogna mettere in campo politiche attrattive per nuovi investimenti: anche se gli sforzi fino ad ora non hanno dato risultati soddisfacenti dobbiamo insistere in questa direzione. Il tema dell’accesso al credito, poi, è sempre centrale: bisogna garantirlo tanto alle aziende in sofferenza quanto a quelle che resistono e stanno lavorando, che sono la prima base per una ripresa. La priorità, però, è un’altra: alle aziende che stanno bene chiediamo uno sforzo per dare una risposta alle migliaia di lavoratori che stanno perdendo il posto di lavoratori, per riuscire a recuperarne almeno una parte”.

In quest’ultima direzione, il segretario della Fim Cisl spinge sullo strumento dell’apprendistato, “disponibile in varie forme e fortemente incentivato: assumiamo uno, due apprendisti, concediamo soluzioni di orario part-time alle lavoratrici e lavoratori che hanno esigenze di conciliazione. Può essere il modo per rompere questa situazione d’inerzia”.

In chiusura Gervasoni lancia un quesito: “Nei prossimi mesi dovremo pensare seriamente a come incentivare l’occupabilità delle persone. Cosa costa di più alla collettività? Spendere ingenti risorse in ammortizzatori passivi o finanziare percorsi di ingresso o reingresso nel mercato del lavoro?”

Commenti

GB:
Ma come si fa a parlare ancora di apprendistato per i giovani, quando in tante aziende anche bergamasche c'è gente che ha maturato l'età pensionabile anche attaccandosi alla legge dell'amianto ed in esse continuano a lavorare togliendo opportuinità a ai giovani stessi? Secondo il mio parere a questa gente la pensione andrebbe revocata facendogli restituiore tutto ciò che hanno percepito e magari con gli interessi!!!!!

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