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23 Novembre 2014 - Ultimo aggiornamento: 00:15
Argomento: 
Dibattito
Marco Bellini, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo, e l'ex Ministro dell'Ambiente Edo Ronchi si confrontano sull'acciaieria Ilva di Taranto. L'impianto inquina, la magistratura chiede il sequestro e la chiusura per bonificare l'area e modernizzare gli impianti affinché non inquinino. La decisione divide l'opinione pubblica tra il diritto alla salute e il diritto al lavoro. Tu che cosa ne pensi?

Ilva tra salute e lavoro
Industriale ed ecologista
a confronto: di' la tua

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L'acciaieria Ilva di Taranto, la più grande d'Europa, conta sei altiforni. Secondo la magistratura di Taranto l'acciaieria inquina e ordina il sequestro degli impianti, la chiusura e la bonifica.

Il diritto al lavoro - l'impianto pugliese dà lavoro ad oltre 11 mila lavoratori - e il diritto alla salute infiamma e divide l'opinione pubblica.

Marco Bellini, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo, e l'ex Ministro dell'Ambiente Edo Ronchi si confrontano a Bergamonews sull'acciaieria di Taranto.

“La vicenda dell’Ilva di Taranto dimostra come in Italia ci sia la volontà di distruggere l’industria. L’intero problema sia stato approcciato senza una visione e una cultura industriale - afferma Bellini -. Si è agito d’istinto, mentre si poteva intervenire in modo più razionale, creando un piano di azione che fosse coerente con la politica industriale, salvasse il lavoro e tutelasse l'ambiente e quindi la salute dei cittadini di Taranto”.

Secondo Edo Ronchi, già Ministro dell'Ambiente, invece: "Per anni si è inquinato, si ripete spesso in questi giorni che bisognava intervenire prima, ed è vero, ma l'ennesima deroga sposterebbe il problema più in là senza risolverlo. C'è il problema del lavoro si dice, ma se è per questo c'è anche il problema della casa eppure non è permesso l'abusivismo. Si rispetti la legge, poche settimane per un progetto di riqualificazione e poi si parta. Non è interesse di nessuno chiudere l'Ilva, ma l'interesse di tutti è la salute. Si lavori nel rispetto della Legge".

Apriamo un dibattito. Tu che cosa ne pensi?

Commenti

Stefano:
Anche noi bergamaschi abbiamo la nostra Ilva, l'aeroporto di Orio al Serio. E quando i dati sulle malattie correlate allo scalo lo confermeranno,magari tra un decennio, che bravi saremo a indignarci. Forse e' meglio pensarci adesso?

Ernesto:
Credo non esista al mondo una produzione siderurgica primaria senza una quota più o meno alta di inquinamento . Premesso che alla produzione siderurgica non si può rinunciare (penso siamo tutti d'accordo) il ritornello è quello che ci accompagna in ogni cosa in questi anni di globalizzazione : è possibile accettare la globalizzazione del mercato senza globalizzare regole e diritti ? Come si compete con acciaio prodotto in condizioni di sicurezza ambientale infima ? Non sto dicendo che il principale problema dell'ilva sia questo per il semplice fatto che non lo so , certamente è un tema nel quale ci imbattiamo sempre più. Ed è intollerabile.

Carlo Pezzotta:
Mah... che paese strano! Che gente strana! Gli ambientalisti 30 anni orsono predicavano la stessa cosa!! L'assurdità è che noi italioti ci siamo sciacquati la bocca predicando che avevamo un polo siderurgico fra i più grandi del mondo, quando nel mondo si procedeva a ridurli ed a distribuirli per meglio controllare le emissioni. Poi, con gli industriali che ci troviamo in Italia, alla quale non gliene frega niente dello sfruttare l'ambiente, le casse dello stato per piangere crisi (poi vanno a comperare finanziarie e assicurazioni), invece di investire sulla sicurezza ambientale, cosa possiamo pretendere!!

OL GIUPI:
Tu ti sposti col calesse trainato da un somaro, oppure sopra un motore a scoppio?...Nel secondo caso anche tu contribuisci ad emettere inquinamento...

Kurt Edram:
Dobbiamo avere l'intelligenza di mettere in discussione il nostro sistema,che nel tempo si è snaturato.La nostra economia non può essere solo funzione dei massimi utili ricavabili per le tasche di pochi ma la visuale va allargata.Se col progresso servono meno risorse umane per la produzione di beni sufficienti a tutti a questo punto la salute di chi è delegato alla produzione deve diventare prioritaria come quella di tutti i fruitori dei beni prodotti.Cioè si deve produrre con la massima sicurezza industriale e ambientale prodotti che abbiano la massima affidabilità anche per i consumatori.Ed è chiaro che la prima responsabilità nel fissare le regole e controllarne il rispetto è dei governi.

giuan de ghisa:
Purtroppo l'Italia è il paese delle deroghe. Una presa in giro continua per non fare rispettare le leggi. Evidentemente qualcuno all'Ilva credeva di derogare continuamente, ma stavolta ha trovato vita dura: niente di paragonabile comunque a quella che per anni ha imposto a chi abita e lavora lì.

echo:
Ma tutti quei costosissimi codici etici e manuali di qualità aziendale cosa sono in realtà? Degli specchi per allodole?

gioachino murat:
LA RISPOSTA E' OVVIA NON CHIUDERE CONTINUIAMO MA TENENDO PRESENTE DUE COSE PRIMO MONITORARE LE FONTI DI INQUINAMENTO NEL CICLO PRODUTTIVO ATTUALI ADESSO E PROVVEDERE.QUESTO SAREBBE UN GROSSO CONTRIBUTO PER LA SALUTE DEI LAVORATORI E DEI CITTADINI.SECONDO LA BONIFICA DEL TERRENO PUO' ATTENDERE.POICHE METTERE IN REGOLA GLI IMPIANTI COSTA BISOGNA SOTTRARRE L'ILVA DA COLPI DI MANO DEL GIP,QUESTA NON è UNA CONTRADDIZIONE QUELLO CHE STO PER DIRE.IO CHIUDEREI L'ILVA SE FOSSE IMPOSSIBILE FERMARE L,INQUINAMENTO

edoardo:
Ancora con 'ste guerre fra industria e ambiente? siamo nel 2012 e abbiamo abbastanza esperienza per affermare che un ciclo di produzione che non tuteli l'ambiente in cui è inserito è antieconomico, perchè ai profitti di oggi (e di pochi individui) si sostituiranno i costi per il risanamento di domani (solitamente distribuiti sullo stato). Vale per l'ILVA, vale per tutte le realtà produttive del mondo.

Luciano Avogadri:
4. lo Stato si fa carico della messa in sicurezza dell'impianto e dell'ambiente circostante, perchè, se ci sono, parte di responsabilità sono pregresse e diffuse nel tempo, e soprattutto perchè eventuali Stati concorrenti esteri farebbero così, senza sovraccaricare l'azienda di questi costi. 5. Se ci sono illegalità della Proprietà, vanno punite. 6. Interrompere la produzione è pazzesco, perchè significa solo togliersi gli attributi per far rabbia alla moglie.

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