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31 Ottobre 2014 - Ultimo aggiornamento: 22:58
Argomento: 
Settimana Energia
Il concetto dell’energia applicato all’abitare collaborativo. E’ stato questo il tema al centro del convegno “Il nuovo abitare tra bellezza ed energia del gruppo” organizzato dall’Ordine degli Architetti di Bergamo nell’ambito della “Settimana per l’Energia”.

Il Cohousing? Alternativa
residenziale anticrisi

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Il concetto dell’energia applicato all’abitare collaborativo. E’ stato questo il tema al centro del convegno “Il nuovo abitare tra bellezza ed energia del gruppo” organizzato dall’Ordine degli Architetti di Bergamo nell’ambito della “Settimana per l’Energia”, la manifestazione organizzata dall’Associazione Artigiani di Bergamo, con la collaborazione di Confindustria Bergamo, che vede in programma - fino al 13 novembre - eventi, congressi e seminari sui temi energetici e ambientali.

Dopo i saluti di Alessandra Salvi, responsabile del servizio ecologia e ambiente del Comune di Bergamo, nell’occasione moderatrice dei lavori, Luciano Valle, responsabile del Tavolo tecnico-scientifico del Centro di Etica Ambientale, partendo dall’analisi del concetto di “Bellezza”, ha sottolineato come il mondo moderno – improntato sulla tecnica e l’affermazione del sé -, abbia portato l’uomo ad una sorta di isolamento dalla comunità sociale, con conseguente perdita dei valori che, da sempre, sono alla base del vivere “insieme”. Occorre rivedere il concetto di “tempo” per ri-trovarci come parte del Creato, ha sostenuto Valle, ripensando le città come luoghi di incontro e di relazioni più autentiche e soddisfacenti.

Ed è in questa direzione che si inserisce il “Cohousing”, una comunità residenziale e collaborativa tra persone che, come “una grande famiglia”, condivide spazi abitativi e servizi, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita rispondendo anche ai nuovi bisogni sociali, soprattutto in tempi di crisi.

Ad illustrare questa forma di “convivenza”, che ha iniziato a prendere piede in Italia dal 2000, Nadia Simionato e Marco Bolis della società Cohousing.it che si occupa della realizzazione di progetti in tale campo: dalla ricerca delle aree idonee, alla progettazione sostenibile degli interventi, dal design degli spazi e servizi comuni agli arredi e corredi.

Tramite alcuni esempi realizzati a Milano, è stato possibile vedere come il progetto di “Cohousing” riesca a coniugare il concetto della sostenibilità energetica (costruzioni efficienti e all’avanguardia), sociale (la persona è al centro ed è fonte di energia collaborativa) ed economica. I relatori hanno quindi evidenziato come, all’autonomia della propria abitazione, il “Cohousing” aggiunga i vantaggi di avere a disposizione e in comune servizi, risorse e spazi per maggiori benefici sociali, culturali e ambientali. Più socialità, più collaborazione, più aiuto reciproco fanno di questa scelta di vita un “secondo welfare”.

Marta Corubolo, del Dipartimento INDACO del Politecnico di Milano, ha infine mostrato la progettazione e le diverse fasi di gestione di questa forma di abitazione sociale contemporanea, soffermandosi anche su alcune criticità: ci vogliono almeno 6/8 anni prima di vedere pienamente a regime un “Cohousing”.

A concludere il convegno Simona Leggeri vice presidente ANCE che, nell’invitare ad una riflessione sui piani di governo del territorio dei nostri comuni, ha posto l’accento sull’importanza di “riappropriarci” delle nostre città anche come luoghi di incontro e di socialità, elementi spesso sacrificati da logiche economiche.

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