• Oggi
  • Domani
  • Dopo domani
26 Novembre 2014 - Ultimo aggiornamento: 07:02
Argomento: 
Allarme Cgil-Cisl-Uil
La crisi ha spinto Bergamo in una situazione di rischio occupazionale del tutto eccezionale per la nostra provincia: è per questo che i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil hanno presentato un documento unitario in cui chiedono interventi immediati per creare nuove imprese e generare occupazione.

Crisi di portata storica
Il sindacato a Bergamo
preme per cambio di rotta

Versione stampabileSend by email

La crisi ha spinto Bergamo in una situazione di rischio occupazionale del tutto eccezionale per la nostra provincia: è per questo che Luigi Bresciani, Ferdinando Piccinini e Marco Cicerone, segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, hanno deciso di presentare un documento unitario in cui chiedono che vengano ripensate con tempestività le politiche di sviluppo in grado di promuovere la creazione di nuove imprese e di generare nuova occupazione.

Provvedimenti che risultano essere ancora più urgenti nelle aree della val Brembana e della val Seriana, le più esposte alla crisi e coinvolte da processi di reindustrializzazione. L’obiettivo, come è sottolineato nel documento, deve essere ridurre la disoccupazione e la precarietà, stimolare la domanda e sperimentare interventi in aree industriali dismesse.

L’eccezionalità della crisi che coinvolge Bergamo sta tutta nei numeri che riguardano l’occupazione: numeri decisamente inferiori rispetto ai dati regionali e nazionali ma che per la nostra provincia rappresentano spiacevoli novità. Il tasso di disoccupazione è arrivato al 5% e la preoccupazione maggiore riguarda il mondo giovanile che tocca quota 19%: secondo dati aggiornati al 31.12.2011 risulterebbero interessate ad una effettiva ricerca di lavoro circa 40mila persone disoccupate o inoccupate.

L’incremento della disoccupazione, delle procedure di mobilità e gli innumerevoli casi di crisi aziendali hanno innalzato fatto impennare anche l’utilizzo degli ammortizzatori sociali: nel primo semestre del 2012 gli iscritti alla mobilità con la legge 236/93 (licenziamenti individuali in aziende sotto i 15 dipendenti) e con la 223/91 (licenziamenti in aziende sopra i 15 dipendenti) hanno praticamente quasi raggiunto i valori di tutto il 2011. In ascesa il ricorso alla cassa integrazione e, secondo un calcolo approssimativo, escludendo la cassa ordinaria, risulterebbero a rischio occupazionale circa 5.300 lavoratori.

La situazione economica è ulteriormente aggravata dalla pesantissima crisi che sta coinvolgendo il settore delle costruzioni, da sempre punto di forza del sistema economico bergamasco: negli ultimi anni si è registrato un calo complessivo di più del 20% degli addetti.

Preoccupante anche la forbice che si sta creando tra occupati e popolazione: dal 2000 al 2007 l’occupazione era sempre cresciuta più della popolazione mentre a partire dal 2008 la tendenza si è invertita.

I sindacati chiedono prima di tutto interventi immediati e un piano provinciale straordinario per le politiche del lavoro che sappia finalizzare nuove e più ampie politiche di riqualificazione e rioccupazione. Va poi modificato il sistema della doti regionali evitando la dispersione delle risorse. Una particolare attenzione deve essere riservata all’inserimento lavorativo dei giovani, delle donne e degli ultracinquantenni e al sostegno degli accordi sindacali territoriali realizzati sul versante dell’apprendistato. Come ultimo punto nell’ambito dell’occupazione si chiede di incentivare le aziende che privilegiano strumenti di ripartizione del lavoro quale il contratto di solidarietà.

Per quanto riguarda lo sviluppo territoriale le linee guida si basano principalmente sull’individuazione di alcune aree del territorio (come possono essere quelle dell’ex Legler di Ponte San Pietro, della Honegger di Albino e dell’ex Indesit di Brembate) per sperimentare progetti nuovi d’impresa in settori innovativi e sull’incentivo alla ricerca, l’internazionalizzazione, l’innovazione e la messa in rete dei soggetti del territorio. Importante anche l’aggregazione e il consolidamento delle piccole attività produttive e la verifica dello stato dell’arte su Fondo Immobiliare e SGR.

I tre segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil sono infine risultati sulla stessa lunghezza d’onda nel definire come fondamentale l’orientamento dei contratti di secondo livello su obiettivi di produttività e competitività per favorire nuovi modelli di organizzazione del lavoro ed investimenti in formazione e innovazione e lo sviluppo di una contrattazione di forme di welfare integrativo aziendale e/o territoriale.

Commenti

Ernesto:
Questo tipo di organizzazione sindacale ha fallito gli obiettivi. L'attuale polverizzazione ed estrema settorializzazione ha tolto potere alla contrattazione, la separazione pubblico/privato ha creato mostri. Certo in primis la responsabilità politica ma è indubitabile la compartecipazione sindacale alla messa a punto dei benefici pensionistici storici della pubblica amministrazione, il defict impdap incorporato nell'inps se non mi sbaglio costa annualmente cifre non distanti dal risparmio per lo Stato legato allo spingere a livelli assurdi l'età di pensionamento. E questa nuove regole di pensionamento determinano una disoccupazione giovanile impressionante.Errori spaventosi.

Max:
Concordo con la tua analisi Ernesto, la sola cosa con cui mi trovo in disaccordo è che io non li reputo errori, sapevano benissimo cosa stavano facendo e dove volevano arrivare. CGIL, CISL e UIL hanno firmato il patto sociale del 1993 e il pacchetto Treu, poi seguendo la stessa strada,CISL e UIL sono andate avanti da sole firmando decine di accordi separati che per i creduloni servivano per isolare i "comunisti" della FIOM e della CGIL, ma nei fatti, servivano e sono serviti solo ed esclusivamente per abbassare il potere di acquisto degli stipendi e per distruggere i diritti dei lavoratori. Ed ora, rieccoli uniti in complicità col governo Monti a seguire le politiche degli ultimi 19 anni.

Aggiungi un commento

Da non perdere:

Gli addii

NECROLOGIE

#BERGAMO PUBBLICA QUI LE TUE FOTO!

  • Se usi Instagram puoi pubblicare qui su Bergamonews i tuoi scatti.
  • Per farlo inserisci nel testo della foto @bergamonews e verrà inserita qui dentro automaticamente.
@bergamonews instagram