Escalation da brividi per la cassa integrazione nelle aziende metalmeccaniche della Bergamasca. La Fiom Cgil ha reso noti i dati dei processi avviati nel mese di aprile: un lunghissimo elenco di
370 aziende che ricorre agli ammortizzatori per fronteggiare la crisi. In totale sono addirittura 22 mila e 291 i lavoratori coinvolti in cassa integrazione ordinaria, straordinaria e mobilità. Un numero aumentato esponenzialmente rispetto a dicembre 2008. "Sul finire del 2008 le aziende hanno avviato le procedure per 7716 dipendenti, saliti a 11 mila a febbraio, 17 mila a marzo e infine i 22 mila di aprile - spiega Mirco Rota, segretario della Fiom Cgil -. Bisogna comunque sottolineare che il dato del mese in corso si riferisce anche alle aziende che hanno aperto la cassa per più settimane, si spingono cioè fino a giugno e luglio, a ridosso delle chiusure estive". Dato che denota una certa apprensione degli imprenditori bergamaschi rispetto al futuro immediato. L'uscita dalla crisi è ancora molto lontana. "Il 70% delle aziende (263 su 370) ha chiesto la cassa per tredici settimane, il massimo - continua Rota - significa che la ripresa, se si può considerare tale, avverrà a settembre. Oltretutto fortunatamente grazie a una nostra contrattazione i lavoratori nonostante il periodo di cassa matureranno le ferie e i permessi, altrimenti ad agosto sarebbe stato un guaio. Io non sarei così ottimista come molti economisti o imprenditori. La situazione occupazione è ancora drammatica".
L'unico settore che per ora riesce a parare i colpi è quello elettromeccanico. "Abb Sace, Schneider e Lovato non hanno avviato nessun procedimento, in tutti gli altri settori invece è necessario ricorrere alla cassa. Non sono da meno le gandi aziende e i marchi storici come Brembo, Tenaris Dalmine, Same".
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