21 Dicembre 2014 - Ultimo aggiornamento: 13:29
Argomento: 
Allarme Coldiretti
Per il mondo agricolo il nuovo anno inizia all'insegna della preoccupazione. A sottolineare l’inquietudine che serpeggia nel settore è il presidente della la Coldiretti Bergamo Alberto Brivio.

Agricoltura a Bergamo
tra Imu, benzina e crisi
sarà un anno in salita

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Per il mondo agricolo il nuovo anno inizia all'insegna della preoccupazione. A sottolineare l’inquietudine che serpeggia nel settore è la Coldiretti di Bergamo, che ha rilevato segnali di apprensione tra i propri associati.

“Purtroppo negli ultimi tempi - spiega il presidente provinciale Alberto Brivio – le imprese si sono trovate a fare i conti con molti elementi negativi, che si stanno abbattendo sulle imprese agricole in modo insostenibile, a partire dall’introduzione dell’IMU prevista nel decreto 'Salva Italia'. Sappiamo che in questa fase difficile tutti devono fare la propria parte, ma riteniamo giusto che la terra coltivata da una impresa agricola debba avere un trattamento fiscale ben diverso da quello riservato a chi la detiene per fini speculativi o hobbistici. Se l’impostazione non verrà rivista, la manovra avrà un impatto pesante su terreni agricoli e fabbricati rurali, dalle stalle ai fienili fino alle cascine e ai capannoni necessari per proteggere trattori e attrezzi, andando a tassare quelli che sono, di fatto, mezzi di produzione. Si tratta di una stortura che deve assolutamente essere corretta. Occorre differenziare la tassazione tra chi di agricoltura vive e chi la fa a tempo perso”.

In provincia di Bergamo si stima che mediamente le aziende si troveranno quintuplicata la somma che pagavano in passato. Se a questo si aggiunge la rideterminazione delle aliquote contributive di coltivatori diretti, mezzadri e coloni, con ulteriori oneri, per molti sarà un vero e proprio salasso. “Non vogliamo sottrarci ai nostri doveri – precisa Brivio - ma sono indispensabili misure eque che favoriscano la crescita e queste misure per ora non ci sono. L'agricoltura produce beni primari ed è un fattore chiave per lo sviluppo del Paese. E’ inoltre fondamentale per la difesa del suolo e il presidio del territorio, creando un valore aggiunto importante anche per altri settori, come ad esempio il turismo, il commercio e l’indotto in generale. Per non parlare della sua strategicità dal punto di vista dell’approvvigionamento alimentare. Al fine di evitare una forte penalizzazione per un’attività che sta richiamando l’interesse dei giovani, salvaguardando importanti aspetti culturali e i prodotti tipici, ci auguriamo che i sindaci sappiano farsi interpreti delle esigenze dell’agricoltura”.

Il settore agricolo deve fare i conti anche con il nuovo record raggiunto in questi giorni dalla benzina e l’aumento delle tariffe energetiche. “Questi rincari – prosegue Brivio – avranno un effetto valanga sui consumatori e metteranno in crisi anche i produttori agricoli. Avranno infatti un doppio effetto negativo: ridurranno il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie e faranno aumentare i costi nella fase produttiva. Il caro carburante e il costo dell'energia si riflettono in tutta la filiera, con gravi ripercussioni soprattutto per quelle attività agricole che necessitano di riscaldamento come le serre e l’essicazione dei foraggi, ma anche la trasformazione e la conservazione degli alimenti. E’ assurdo che un litro di benzina verde costi il 70 % in più di un litro di buon latte acquistato presso i nostri distributori self service”.

Resta molta alta anche la preoccupazione per la riforma del catasto che si teme andrà a colpire ulteriormente le aziende agricole. “Fortunatamente – conclude Brivio – è stata smentita l’ipotesi di una tassa sul vino che avrebbe arrecato un danno incalcolabile a un comparto dell’agricoltura bergamasca che ultimamente è molto cresciuto dal punto di vista qualitativo e che a livello nazionale svolge un ruolo da traino per il Made in Italy nel mondo dove nel 2011 ha realizzato un aumento del 14 per cento nelle esportazioni. L’agricoltura può portare sviluppo e occupazione a patto che venga sostenuta e non stretta tra balzelli e prelievi iniqui. La Coldiretti sta assicurando la massima collaborazione nel cercare di individuare eventuali misure a costo zero da mettere a disposizione per il rilancio della competitività del settore. Per assurdo però, è da un anno che siamo in attesa dell’applicazione della legge sull’etichettatura per dare maggiore competitività alle nostre produzioni. Confidiamo nella cosiddetta “fase 2” o ”della crescita” che vedrà impegnato il Governo Monti nell’ individuare le azioni a favore delle imprese per il rilancio economico del nostro Paese, a partire dal preannunciato provvedimento per semplificare norme e procedure a carico delle imprese agricole”

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