I misteri di Bergamo / 5 - Continua l'appuntamento con leggende e storie misteriose della nostra città. A causa di un sortilegio riuscito male, una fanciulla finì nella stanza di un chierico, che la vede apparire di notte per mesi, senza cedere alle sue grazie. Era il 1603 e le donne innamorate combinavano già troppi guai...
Le seduzioni della donna invisibile
Le puntate precedenti
Nel nostro mondo che ha sempre più bisogno di Super-eroi da fumetto e di Gabibbi giustizieri, dove il reality cancella la realtà , la nostra splendida città ci sorprende stavolta precorrendo i tempi con una delle scoperte scientifiche più estreme, una scoperta che infrange le leggi che al momento conosciamo e che supera la fantascienza : la scoperta dell'invisibilità !
Non stupitevi , a Bergamo può succedere e succede di tutto ...
Succede un bel giorno ( 5 settembre 1603 ) che un Chierico Regolare Teatino ( quelli di S. Agata per intenderci ) sulla strada per il Convento, senza farci caso , pose un piede in un cerchio disegnato per terra. Ed ecco che si scatena una magia: senza saperlo il giovane Chierico Alessandro Biffi è caduto in un maleficio.
Vi svelo subito il sulfureo retroscena : c'era una fanciulla di Bergamo Alta che , invaghitasi di un bel giovinotto, progetta di “catturarlo magicamente”. Ma come?
Si rivolge a un Negromante sordido complice di una vecchia Maga (oggi queste cose non possono più accadere ...) che le forniscono una formula esoterica corredata di trappola satanica : occorre disegnare in una strada un cerchio salmodiando i versetti satanici rituali sul percorso consueto della persona da affascinare. Se il concupito avesse per primo posato un piede nel cerchio sarebbe stato teletrasportato (avete presente Star Trek ?) nella cameretta della bramosa cacciatrice, visibile solo a lei e invisibile naturalmente a tutti gli altri !
Ma ... c'è sempre un pericoloso contrappasso in ogni contratto luciferino : se però altra persona ,diversa dal concupito , avesse casualmente per prima posto un piede nel cerchio negromantico, allora sarebbe stata la fanciulla a dover essere teletrasportata “da magica forza” nella camera dello sconosciuto e solo a lui sarebbe stata visibile...
E così purtroppo avvenne : non l'ignaro giovinotto oggetto di bramosa caccia magica ma proprio il casto Chierico pose un piede sulla trappola infernale e quindi “si trovò questa femina in cella, da lui solo veduta & per mesi & mesi più volte, giorno & notte seco si ritrovasse, dormendo nello stesso letto (!). Ma lo sventurato irriducibile Alessandro non cedette mai alle lusinghe del sesso (!).
Non riuscendo a sedurlo con la lussuria la miserabile fanciulla tentò di prenderlo per la gola offrendo “zuccari, frutta & altre cose comestibili, che tutte sempre rifiutò !”
Toccò allora alla cacciatrice divenuta preda lamentarsi della propria diabolica sorte e quindi il diciassettenne Chierico dovette rivolgersi al Maestro dei Novizi per sciogliere l'incantesimo.
Ma né “benedittioni né essorcismi” sortirono alcun effetto, anzi “ ...la stessa giovine teneva inginocchiata il vaso dell'acqua benedetta, senza che lei fosse veduta, ma solo il vaso quasi in aria sostenuto...”
INCREDIBILE : la fanciulla era invisibile mentre il vaso colmo di acqua levitava inspiegabilmente nell'aria !! Si dovette ricorrere al Vescovo Giovan Battista Milani “... col cui mezzo & opra fur rotti i magici incanti e la fanciulla finalmente liberata...”
Però.... c'è sempre un però : la fanciulla ammise di essersi recata solo tre volte la settimana nella cella del Chierico Alessandro e quindi ... solo il demonio, assunte le sembianze della bramosa fanciulla, avrebbe potuto tentare il giovine religioso !
Pensate che sia stata solo un'allucinazione collettiva ?
Eccovi il seguito ancora più incredibile...
Siamo arrivati al 13 gennaio 1604 (4 mesi circa dopo l'inizio del maleficio) ed il nostro giovine Chierico si stava lamentando in Convento delle proprie sulfuree disavventure con il Maestro dei Novizi e con altri Chierici. Uno di questi ,di nome Giacomo , al sentire il racconto sulla donna invisibile a tutti , se ne uscì con una battuta spiritosa e lasciva sul comportamento che, se fosse stato al posto di Alessandro, avrebbe tenuto “in presenza di una bella donna”.
Non aveva finito di parlare che l'irascibile donna invisibile gli mollò un invisibile ma sonoro manrovescio che scaraventò il presuntuoso Giacomo “giù per la scala a rompicollo!”
Che peccato che per colpa del casto Alessandro e del “macho” Giacomo la formula della invisibilità sia scomparsa con la donna che l'aveva vanamente utilizzata. Ah , le donne innamorate !
Sabato 7 Marzo 2009
PAOLO MOSCHINI
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