La Rai ha rifiutato il trailer di Videocracy il film di Erik Gandini, il regista bergamasco autore del documentario in gara nella sezione "Le giornate degli autori" alla Mostra del cinema di Venezia. Tronisti, veline, Lele Mora,
Simona Ventura, Fabizio Corona: sono questi i protagonisti del film, che tra reality e volgarità, prende in considerazione gli ultimi trent'anni della televisione italiana, arrivando alla considerazione conclusiva che la tv ha preso il posto della democrazia. Una tesi che sta facendo discuer. Soprattutto perché il regista bergamasco punta il dito esplicitamente contro il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Proprio per questo motivo la Rai ha deciso di non mandare in onda il trailer. La tv di Stato spiega che, anche se non siamo in periodo di campagna elettorale, il pluralismo alla Rai è sacro e se nello spot di un film si ravvisa un critica ad una parte politica ci vuole un immediato contraddittorio e dunque deve essere seguito dal messaggio di un film di segno opposto. A preoccupare la Rai sembra essere questo dato mostrato nel film: "L'80% degli italiani utilizza la tv come principale fonte di informazione". Dice la lettera di censura dello spot: "Attraverso il collegamento tra la titolarità del capo del governo rispetto alla principale società radiotelevisiva privata", non solo viene riproposta la questione del conflitto di interessi, ma, guarda caso, si potrebbe pensare che "attraverso la tv il governo potrebbe orientare subliminalmente le convinzioni dei cittadini influenzandole a proprio favore ed assicurandosene il consenso".
"In una videocrazia la chiave del potere è l’immagine - ha detto il regista in una intervista apparsa sul Corriere.it -. In Italia solo un uomo ha dominato le immagini per tre decenni. Prima magnate della tv, poi Presidente, Silvio Berlusconi ha creato un binomio perfetto, caratterizzato da politica e intrattenimento televisivo, influenzando come nessun altro il contenuto della tv commerciale nel Paese. I suoi canali televisivi, noti per l’eccessiva esposizione di ragazze seminude, sono considerati da molti uno specchio dei suoi gusti e della sua personalità" sostiene Erik. Il documentario verrà proiettato il prossimo 3 dicembre. Appuntamento nei giorni seguenti per le polemiche. Durante la settimana della critica saranno presentati, tra gli altri, anche Good morning Aman di Claudio Noce, Metropia di Tarik Saleh e Domaine di Patric Chiha.
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