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25 Ottobre 2014 - Ultimo aggiornamento: 23:20
Argomento: 
Bergamo
Tre ministri, molte autorità e una folla hanno assistito all'inaugurazione del Museo della Cattedrale di Bergamo alla vigilia della festa patronale di Sant'Alessandro.

Museo della cattedrale
Il tesoro, lo scrigno
e il valore della scoperta

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Il tesoro, il suo scrigno. Lo slogan di presentazione per il museo della cattedrale inaugurato sabato 25 agosto in Città Alta alla vigilia della solennità di Sant’Alessandro racchiude quasi tutto. Quasi.

Manca il valore di questo tesoro.

Non economico, s’intende. E monsignor Francesco Beschi, vescovo di Bergamo, nei suoi discorsi di questi giorni rimarca il senso di quel valore. Lo ha fatto anche sabato sera davanti a tre Ministri, alle autorità, ai fedeli e ai cittadini, ai turisti e ai curiosi.

“C’è un affresco che abbiamo ritrovato che raffigura Santa Maria della Misericordia – afferma il vescovo Beschi – e questo significa che l’ardore della prima comunità cristiana di Bergamo era spinto dalla misericordia, dalla solidarietà, dalla carità”.

Quindi sottolinea l’impegno economico affrontato dalla diocesi di Bergamo nel realizzare il complesso museale e subito aggiunge: “Siamo consapevoli delle difficoltà economiche dovute alla crisi, ma l’investimento in cultura non ha fatto venir meno un altrettanto impegno della Chiesa di Bergamo verso persone e famiglie in difficoltà”.

Poi monsignor Beschi si sofferma sugli sguardi dei santi degli affreschi ritrovati. “Occhi che indagano, occhi che sono finestre sul mondo, occhi che ci interrogano e che necessitano di luce – conclude – la luce della fede alla quale la nostra diocesi è chiamata, per raccoglierne l’eredità e per tramandarla alle giovani generazioni”. Emozionato il vescovo siede in prima fila, tra tre ministri: Anna Maria Cancellieri, ministro dell’Interno; Lorenzo Ornaghi, ministro della Cultura e Giulio Terzi di Sant’Agata, ministro per gli Affari Esteri.

I tre ministri, giunti in Città Alta poco prima delle 17 hanno visitato il nuovo museo e poi si sono fermati per un incontro con il vescovo Beschi prima di partecipare al convegno inaugurale sotto le volte del Palazzo della Ragione.

“Sono profondamente commossa” ammette Cancellieri che rammenta quando, Prefetto di Bergamo, passeggiava in piazza Vecchia nei momenti di riposo. “In un perimetro così ridotto Bergamo vanta un complesso di tesori, ma mai avrei immaginato che sotto la Cattedrale ci fosse una realtà così importante, tanto splendore e tanta storia. Credo che Bergamo oggi si sia arricchita di un patrimonio culturale importante".

Per il ministro dei Beni e delle attività culturali, Lorenzo Ornaghi: "Questo museo è uno dei posti più belli e storicamente più importanti che ho visto negli ultimi tempi.
 Spero che si verifichi anche per gli altri visitatori quello che è accaduto a me vedendo queste pietre che 'parlano' che raccontano una grande storia".

Il ministro Terzi evidenzia come Bergamo con questa nuova scoperta aggiunge: “un tassello importante ai suoi splendori e mi auguro che possa diventare capitale europea della cultura nel 2019”.

Al termine il taglio del nastro, mentre la folla freme per ammirare i tesori e lo scrigno emersi nel sottosuolo del Duomo di Bergamo: le tracce di un sito romano, il profilo della cattedrale paleocristiana di San Vincenzo e della successiva cattedrale romanica, oltre alla ricostruzione rinascimentale dell'architetto Filarete.

Una scoperta che non può essere solamente culturale, archeologica, storica e religiosa. Forse ha un valore che, oltre alla Chiesa di Bergamo, tutti i bergamaschi dovrebbero riscoprire. Perché nessuno possiede e gode di un tesoro, se non si condivide. 

Commenti

Paolo:
Davvero avvilenti, ed incredibili, le immagini delle gallerie fotografiche delle "autorità" (o ritenute tali, dato che le vere personalità istituzionali non appaione essere più di una quindicina) sedute attorniate dal popolo transennato in piedi! Non sembra di essere in Europa nel 2012. Altrettanto incredibile è il silenzio della stampa su questo aspetto.

lotty:
lei invece vada a leggersi un po' di storia, nessuno può negare il valore artistico delle opere ma mentre la chiesa si"adornava" di tesori la maggior parte della gente non aveva da mangiare e doveva sopportare lo sfruttamento anche da parte del potere temporale del clero. Anzi anche il potere sulle anime che così avrebbero guadagnato il paradiso! Lei che ne sa di più, spieghi....

gioanpadan:
Non continuiamo a giudicare i nostri antenati con la mentalità materialista del nostro tempo. Per l'uomo medievale era un valore privarsi di una parte del suo benessere per abbellire la casa di Dio, aperta a tutti, oppure per opere di misercordia. Era un'esigenza spirituale della società e delle coscienze del tempo. Poi è chiaro che in qualche situazione il clero abbia approfittato, ma è poi stata la Chiesa medesima a mettere rigore nell'uso dei beni con il Concilio di Trento. Se non ci fosse stato questo spirito, quali beni culturali avrebbe oggi l'Italia e l'Europa?!?!

lotty:
la casa di dio? Anche se dio esistesse non avrebbe bisogno di case terrene, l'esigenza delle coscienze la modellava il clero predicando l'inferno che non esiste, la mentalità materialistica non è del nostro tempo, è sempre esistita e proprio la chiesa l'ha sempre esercitata con il potere temporale che non ha mai smesso di praticare.

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