• Oggi
  • Domani
  • Dopo domani
25 Ottobre 2014 - Ultimo aggiornamento: 20:47
Argomento: 
Mapello
Il papà di Dario si firma con nome e cognome e mette il nome vero del figlio, ma preferiamo non renderlo pubblico. Riteniamo importante piuttosto il contenuto della letttera che ha mandato al provveditorato e che chiede venga pubblicata.

"Vogliono bocciare
mio figlio in 1a elementare
Ma io non ci sto"

Versione stampabileSend by email

Il papà di Dario si firma con nome e cognome e mette il nome vero del figlio, ma preferiamo non renderlo pubblico. Riteniamo importante piuttosto il contenuto della letttera che ha mandato al provveditorato e che chiede venga pubblicata.

Spettabile dr.ssa,

le scrivo per sottoporle all’attenzione l’incresciosa vicenda di nostro figlio Dario, frequentante la prima elementare alla scuola primaria di Mapello, in provincia di Bergamo, il paese dove io, mia moglie e i ragazzi ci siamo trasferiti all’inizio dell’anno in corso.

Dario è un bambino solare, in pace col mondo e sognatore e chiunque lo abbia conosciuto ne è rimasto affascinato, vuoi forse per il fare “d’altri tempi” verso le persone e verso i genitori, coi quali ha un rapporto splendido.

Nato di 34 settimane, all’asilo è stato molto assente perché, nei primi due anni è sempre stato malato e avrà frequentato in tutto si è no due mesi di asilo, di conseguenza non ha potuto raggiungere i livelli richiesti dagli insegnanti.

Spostato all’asilo di Locate, ha incontrato maestre meravigliose che lo hanno portato a recuperare quasi tutto il tempo perso, con gran fatica e impegno da parte del bambino.

Su consiglio delle maestre e di suor Anna (che mai finirò di ringraziare per la sua fantastica capacità di comprendere i piccoli) abbiamo portato Dario alla ASL di Brembate per una valutazione psico-fisica-neurologica preventiva, proprio perché ci avevano detto che sarebbe potuta servire per la scuola elementare qualora qualcuno avesse messo in dubbio le capacità di nostro figlio.

Dalle analisi delle dottoresse è emerso un quadro normale, di un bambino perfettamente sano sotto tutti i punti di vista. Questa relazione è stata data alla scuola elementare di Locate dove all’inizio avevamo iscritto il bimbo (abitavamo a Ponte S. Pietro).

Dopo qualche mese Dario avvisava cambi d’umore, faceva la pipì a letto (mai fatta in vita sua) gridava spesso…

Io e mia moglie abbiamo chiesto chiarimenti alla scuola perché dai discorsi del piccolo era la maestra di italiano a creare questi problemi perché “urlava sempre” e lo terrorizzava. Abbiamo avuto un confronto con il preside e due maestre di Dario tra cui la maestra in questione. All’inizio la signora ha dimostrato subito un pregiudizio nei confronti nostri e del bambino, poi ho cercato di riportare i toni verso un livello decisamente civile e ho più volte ribadito la mia stima nei confronti della signora, alla quale davamo tutta la fiducia che presupponessimo meritava.

All’inizio di quest’anno traslochiamo in una villetta alla Piana di Mapello, nostro sogno da sempre non vivere in condominio per dare ai figli un giardino, natura e tranquillità. La scuola del paese ci dà la possibilità di avere il pulmino che preleva il piccolo quasi davanti casa e per noi è l’ideale.

Il 26 Gennaio Dario inizia la scuola ma una delle sue maestre gela subito mia moglie chedendole stizzita il perché abbiamo trasferito il bimbo ora e non all’inizio dell’anno (presente l’altro figlio, di 29 anni) come se la cosa le desse molto fastidio ma non potesse avere alternative.

Ci siamo subito resi conto delle differenze di metodo usato per nostro figlio rispetto agli altri bambini: compiti diversi, un insegnante “di aiuto” per alcune ore senza che nessuno ci avvisasse della cosa (il direttore scolastico, bontà sua, con grande arroganza mi disse che loro non sono tenuti ad informarci - ma stiamo scherzando??).

Dopo un mese e mezzo a mia moglie l’insegnante di italiano, la cui preparazione psico-pedagogica evidentemente è fuori dal comune, dice a mia moglie che Dario dovrebbe ripetere l’anno!

Ho parlato con diversi insegnanti e psicologi, amici e non, i quali mi hanno confermato l’assoluta impossibilità professionale ad affermare una cosa del genere dopo così poco tempo a meno che tale affermazione non sia motivata da un preconcetto esistente verso il bambino; mia moglie era sotto shock -ovviamente- e preoccupata per come mio figlio vivesse questa incresciosa “ghettizzazione” da parte di queste persone.

Compito di chi insegna non è forse portare alunni provenienti da classi, culture, preparazione e gradi di apprendimento diversi, ad un livello omogeneo? Sta all’insegnante adeguarsi ai diversi bimbi e portarli dove la scuola prevede che siano alla fine dell’anno e non il contrario, almeno per i piccoli. Il concetto che pretende che tutti partano allo stesso livello mi sembra fantasioso ed un tantino demagogico.

Ora, dopo che Dario ha finito la scuola, il direttore scolastico e il corpo insegnante vogliono far passare la bocciatura di Dario come un “bene per il bambino e la sua autostima!!”

Mia moglie durante il colloquio si è sentita dire che per il bene del piccolo è meglio che sia bocciato così potrà interrogarsi sul perché è stato bocciato, così da migliorarsi. Un bambino di sei anni? Un adulto può porsi una domanda del genere, fare “autocritica”, ma un bimbo la prende come una punizione!!

Ma che razza di insegnante è una persona che ragiona così? Per non parlare del fatto che ha dovuto cambiare scuola a Gennaio e ambientarsi ai nuovi compagni, ai nuovi insegnanti e ora per il suo bene e “autostima” glieli cambiamo di nuovo?

Io da padre ieri sera ho dovuto asciugare le lacrime di mio figlio che ha saputo che la maestra, a cui voleva bene, non lo vuole mandare in seconda!

E’ questa la scuola che deve formare gli uomini di domani? Una volta un bambino distratto era considerato un po’ birbante, ora lo devi portare dal neuropsichiatra infantile perché sicuramente ha un deficit o un ritardo.

Prima un bimbo si definiva vivace, oggi iperattivo e bisogna approfondire; prima era un giocherellone e ora è immaturo, prima era un mammone ora ha un rapporto morboso e oscuro con la mamma.

Il concetto di razza ariana è fortunatamente tramontato o è tornato sotto un’altra forma? Quando la sua maestra mi scrive sul diario “…ho dato ha Dario una scheda” è un madornale errore oppure è una creativa?

Mi dica lei, che rappresenta l’istituzione scolastica, cosa dovrei fare ora con mio figlio e con una scuola che sta tentando in tutti i modi di rovinargli la vita, la vita che lui ama così tanto.

Cordiali saluti

Lettera firmata

Commenti

Daniele:
Tenetelo nella stessa sezione, al bambino con problemi devono pensare gli insegnanti. Non è sicuramente un caso semplice, ma dubito che vostro figlio possa subire traumi permanenti a causa della presenza di questo elemento.. del resto, chi non ci ha mai avuto a che fare durante le scuole? Questi sono piccoli problemi che i bambini devono affrontare da soli -tenendo ben presente che i problemi individuali di quel bambino devono essere tenuti sotto controllo dagli insegnanti- è una delle tante esperienze che aiutano a crescere.

Gianfranco S.:
Grazie Daniele, ed è proprio ciò che penso.La direttrice vuole adottare la soluzione più semplice,anche un domani al posto di mio figlio ci potrà essere un altro bimbo e cosa fanno continuano a "tutelare" il bimbo "destablizzante".Noi non ci siamo mai lamentati. Mai! Anche quando mio figlio ha fatto sfoggio di turpiloquio insegnatogli dall'amichetto e che la direttrice vuole tutelare "perchè non sa come dirlo ai propri genitori"(sic)

Andrea:
Personalmente credo che sia esagerata la scelta delle insegnanti di bocciare un bambino di prima elementare, in primo luogo per il fatto che convenzionalmente non si è quasi mai adottata, da 20 anni a questa parte, la bocciatura il primo anno di scuola, per ragioni più pedagogiche che didattiche e in secondo luogo perchè dimostra una incapacità dell'ingegnere di adattamento ai bisogni del bambino. Tuttavia, va valutato attentamente anche l'aspetto umano della situazione: se questo bambino ha un ritardo, una vivacità eccessiva, o qualsiasi altra cosa, è giusto che questi siano corretti. Mi auguro che la discutibile scelta delle maestre non abbia conseguenze sui rapporti sociali del piccolo.

Alessandra:
Se un bambino non ha raggiunto determinati obiettivi alla fine dell'anno scolastico è giusto che non venga promosso sia che abbia 6 anni che 16 .... Mi viene spontanea una domanda: questo bimbo sa leggere e scrivere ??? Perchè questo credo sia uno dei requisiti per passare in seconda elementare. Finiamola di fare la guerra alla scuola e agli insegnanti: non tutti sono validi ma la maggior parte si. MAMMA DI DUE FIGLI DI 12 E 16 ANNI

Mamma:
Si, legge scrive e fa le operazioni entro il numero 20 come il resto della classe. È solo più lento, nel senso che invece di un minuto ci mette un minuto e mezzo.. Poi da parte della scuola è mancata la comunicazione alla famiglia. Abbiamo saputo lalcune cose a scuola finita, nonostante avessimo chiesto un colloquio ci è stato risposto che dovevano incontrare altri genitori perchè con noi ci eravamo visti ben tre volte!!!! Troppe per loro!!!

Alessandra:
Allora evidentemente questa bocciatura per loro è un sistema per sopperire alla mancanza di un'eventuale aiuto che suo figlio durante l'anno scolastico avrebbe dovuto avere.

Alessandro Zanoli:
L'insensibilità,e l'impreparazione di certi .....docenti è imbarazzante! come si fa a bocciare un bambino a 6 anni? Questi insegnanti(sic!) dovrebbero leggere "Lettera a una professoressa"di don Milani, forse capirebbero quanto sono insensibili.

situazionedelicata:
Se puo' servire posso portare testimonianza di quello che ha passato una mia nipotina che x cause di salute e di cambio residenza frequentò poco l'asilo. Gli specialisti dissero che era pronta comunque x le elementari e fu mandata. La bimba fece, come facilmente prevedibile, una fatica tremenda in 1a e fu affiancata da un'insegnante di sostegno. Fu benevolmente promossa in 2a e 3a, ma era chiaro che, malgrado gli sforzi, il divario con i compagni fosse sempre più ampio. Una maestra si oppose alla promozione in 4a e fu bocciata. Quella bocciatura fu una benedizione xkè le consentì di studiare con minor fatica e di sentirsi alla pari con i compagni per gli anni a seguire. Chi fu a sbagliare?

romano:
Mi sono sentito dire dalle maestre dell'Asilo che mio figlio non era pronto per andare in prima elementare. Forse quialche problema di insicurezza l'aveva ma abbiamo iscritto cmq il bimbo in prima elementare proprio per non dargli il senso di frustraziione di perdere i compagni d'Asiilo. Risultato é che ha frequentato la prima elementare con ottimi risultati e complimenti delle maestre. Trovo inconcepibile bocciare un bambino in prima elementare. Studi all'estero sull'apprendimento sostengono addirittura che bocciare anche in scuole superiori non aiuta a migliorarsi. Piena solidarietà alla mamma al papà e al bimbo con l'augurio che il Provveditorato possa sanare la situazione. Con affetto.

Damiano:
Non voglio entrare nel merito della questione, non conoscendo le persone. Per esperienza personale, direi che quello che sanno fare e dire i bambini di quell'età, sono il risultato della sensibilità dei genitori. È un'età, dove i bambini hanno vissuto fino a lì molto tempo con i genitori, e non con altri. Nei casi che conosco io, sono stati i genitori,, un po' poco presenti con i loro figli, e non gli insegnanti. Se non si frequenta l'asilo, ci sono svariati metodi per attivare comunque le capacità e gli interessi dei bimbi, ci sono un sacco di giochi educativi e didattici, adatti per l'età. Ma non conosco voi, e non posso esprimere pareri in merito.

Pagine

Aggiungi un commento

Da non perdere:

Gli addii

NECROLOGIE

#BERGAMO PUBBLICA QUI LE TUE FOTO!

  • Se usi Instagram puoi pubblicare qui su Bergamonews i tuoi scatti.
  • Per farlo inserisci nel testo della foto @bergamonews e verrà inserita qui dentro automaticamente.
@bergamonews instagram