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24 Settembre 2014 - Ultimo aggiornamento: 01:33
Argomento: 
Mapello
Il papà di Dario si firma con nome e cognome e mette il nome vero del figlio, ma preferiamo non renderlo pubblico. Riteniamo importante piuttosto il contenuto della letttera che ha mandato al provveditorato e che chiede venga pubblicata.

"Vogliono bocciare
mio figlio in 1a elementare
Ma io non ci sto"

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Il papà di Dario si firma con nome e cognome e mette il nome vero del figlio, ma preferiamo non renderlo pubblico. Riteniamo importante piuttosto il contenuto della letttera che ha mandato al provveditorato e che chiede venga pubblicata.

Spettabile dr.ssa,

le scrivo per sottoporle all’attenzione l’incresciosa vicenda di nostro figlio Dario, frequentante la prima elementare alla scuola primaria di Mapello, in provincia di Bergamo, il paese dove io, mia moglie e i ragazzi ci siamo trasferiti all’inizio dell’anno in corso.

Dario è un bambino solare, in pace col mondo e sognatore e chiunque lo abbia conosciuto ne è rimasto affascinato, vuoi forse per il fare “d’altri tempi” verso le persone e verso i genitori, coi quali ha un rapporto splendido.

Nato di 34 settimane, all’asilo è stato molto assente perché, nei primi due anni è sempre stato malato e avrà frequentato in tutto si è no due mesi di asilo, di conseguenza non ha potuto raggiungere i livelli richiesti dagli insegnanti.

Spostato all’asilo di Locate, ha incontrato maestre meravigliose che lo hanno portato a recuperare quasi tutto il tempo perso, con gran fatica e impegno da parte del bambino.

Su consiglio delle maestre e di suor Anna (che mai finirò di ringraziare per la sua fantastica capacità di comprendere i piccoli) abbiamo portato Dario alla ASL di Brembate per una valutazione psico-fisica-neurologica preventiva, proprio perché ci avevano detto che sarebbe potuta servire per la scuola elementare qualora qualcuno avesse messo in dubbio le capacità di nostro figlio.

Dalle analisi delle dottoresse è emerso un quadro normale, di un bambino perfettamente sano sotto tutti i punti di vista. Questa relazione è stata data alla scuola elementare di Locate dove all’inizio avevamo iscritto il bimbo (abitavamo a Ponte S. Pietro).

Dopo qualche mese Dario avvisava cambi d’umore, faceva la pipì a letto (mai fatta in vita sua) gridava spesso…

Io e mia moglie abbiamo chiesto chiarimenti alla scuola perché dai discorsi del piccolo era la maestra di italiano a creare questi problemi perché “urlava sempre” e lo terrorizzava. Abbiamo avuto un confronto con il preside e due maestre di Dario tra cui la maestra in questione. All’inizio la signora ha dimostrato subito un pregiudizio nei confronti nostri e del bambino, poi ho cercato di riportare i toni verso un livello decisamente civile e ho più volte ribadito la mia stima nei confronti della signora, alla quale davamo tutta la fiducia che presupponessimo meritava.

All’inizio di quest’anno traslochiamo in una villetta alla Piana di Mapello, nostro sogno da sempre non vivere in condominio per dare ai figli un giardino, natura e tranquillità. La scuola del paese ci dà la possibilità di avere il pulmino che preleva il piccolo quasi davanti casa e per noi è l’ideale.

Il 26 Gennaio Dario inizia la scuola ma una delle sue maestre gela subito mia moglie chedendole stizzita il perché abbiamo trasferito il bimbo ora e non all’inizio dell’anno (presente l’altro figlio, di 29 anni) come se la cosa le desse molto fastidio ma non potesse avere alternative.

Ci siamo subito resi conto delle differenze di metodo usato per nostro figlio rispetto agli altri bambini: compiti diversi, un insegnante “di aiuto” per alcune ore senza che nessuno ci avvisasse della cosa (il direttore scolastico, bontà sua, con grande arroganza mi disse che loro non sono tenuti ad informarci - ma stiamo scherzando??).

Dopo un mese e mezzo a mia moglie l’insegnante di italiano, la cui preparazione psico-pedagogica evidentemente è fuori dal comune, dice a mia moglie che Dario dovrebbe ripetere l’anno!

Ho parlato con diversi insegnanti e psicologi, amici e non, i quali mi hanno confermato l’assoluta impossibilità professionale ad affermare una cosa del genere dopo così poco tempo a meno che tale affermazione non sia motivata da un preconcetto esistente verso il bambino; mia moglie era sotto shock -ovviamente- e preoccupata per come mio figlio vivesse questa incresciosa “ghettizzazione” da parte di queste persone.

Compito di chi insegna non è forse portare alunni provenienti da classi, culture, preparazione e gradi di apprendimento diversi, ad un livello omogeneo? Sta all’insegnante adeguarsi ai diversi bimbi e portarli dove la scuola prevede che siano alla fine dell’anno e non il contrario, almeno per i piccoli. Il concetto che pretende che tutti partano allo stesso livello mi sembra fantasioso ed un tantino demagogico.

Ora, dopo che Dario ha finito la scuola, il direttore scolastico e il corpo insegnante vogliono far passare la bocciatura di Dario come un “bene per il bambino e la sua autostima!!”

Mia moglie durante il colloquio si è sentita dire che per il bene del piccolo è meglio che sia bocciato così potrà interrogarsi sul perché è stato bocciato, così da migliorarsi. Un bambino di sei anni? Un adulto può porsi una domanda del genere, fare “autocritica”, ma un bimbo la prende come una punizione!!

Ma che razza di insegnante è una persona che ragiona così? Per non parlare del fatto che ha dovuto cambiare scuola a Gennaio e ambientarsi ai nuovi compagni, ai nuovi insegnanti e ora per il suo bene e “autostima” glieli cambiamo di nuovo?

Io da padre ieri sera ho dovuto asciugare le lacrime di mio figlio che ha saputo che la maestra, a cui voleva bene, non lo vuole mandare in seconda!

E’ questa la scuola che deve formare gli uomini di domani? Una volta un bambino distratto era considerato un po’ birbante, ora lo devi portare dal neuropsichiatra infantile perché sicuramente ha un deficit o un ritardo.

Prima un bimbo si definiva vivace, oggi iperattivo e bisogna approfondire; prima era un giocherellone e ora è immaturo, prima era un mammone ora ha un rapporto morboso e oscuro con la mamma.

Il concetto di razza ariana è fortunatamente tramontato o è tornato sotto un’altra forma? Quando la sua maestra mi scrive sul diario “…ho dato ha Dario una scheda” è un madornale errore oppure è una creativa?

Mi dica lei, che rappresenta l’istituzione scolastica, cosa dovrei fare ora con mio figlio e con una scuola che sta tentando in tutti i modi di rovinargli la vita, la vita che lui ama così tanto.

Cordiali saluti

Lettera firmata

Commenti

Salvo:
Sono un prof.dottorecommercialista e prossimo avvocato a pieni voti, ho dedicato una vita a master corsi di specializzazione anche oltre oceano e penso che ci i dovrebbe vergognare di definire asini bambini di sei anni; vedete l'art 3 legge 168/2009 e le sentenze dei TAR a definire gli obiettivi didattici per i più' piccoli , come cura della crescita del bambino e non il disturbo e l'aumento di lavoro per gli insegnanti senza tenere conto delle situazioni particolari dei piccoli .

ale:
Caro papà sono una mamma che rischia di vedere bocciato suo figlio in seconda elementare perchè costretti a fargli saltare l'ultimo mese di scuola dopo che la "cara suora" ce lo ha consegnatocun giorno pieno di lividi sulle braccia. Dopo che per due anni ce lo hanno fatto passare per malato psichiatrico a causa della loro inertitudine nel gestirlo poichè "vivace"....viva la scuola e viva le suore sacramentine di bergamo!

Stefania:
Cari genitori, Sono una mamma che dopo tanti sacrifici si vede bocciare suo figlio ( un fiore di bambino) di dieci anni! Iscritto in una scuola cattolica privata della ns città di Rovigo a pagamento assolutamente non abbiamo voluto aderire per la certificazione , ci devono andare loro ,non mio figlio bello e sano. Sono indignata , ma io non mi fermo.

un papa':
... man mano leggo i commenti nel blog mi arrabbio sempre piu'. Io non sono un professore ma di scuola mi interesso da qualche anno come padre. Invito ogni persona che ha scritto ad informarsi direttamente. Purtroppo alcune cose non si possono scrivere altrimenti ci si becca una querela anche se non sapete quanto vorrei scrivere tutto cio' che penso.... stavolta non sulla scuola . Vi do' solo un consiglio, se conoscete qualche genitore di Ponte San Pietro parlate insieme della vicenda, se poi partecipa alle riunioni del comitato genitori meglio.

Un papa':
..... il fatto di potere pubblicare una lettera e' una cosa bellissima e ci da' forte potere. Stiamo attenti pero' noi lettori a non cadere in inganno, bisognerebbe conoscere la vicenda fino in fondo, mi piacerebbe sentire tutte le campane, sapere il motivo del trasferimento a meta' anno, ( la villetta?? )... Tutti fatti saranno verificati e solo dopo potremo dare opinioni. Questi blog poi sono un'arma a doppio taglio, io potrei registrarmi con 10 nomi diversi e esprimere vari commenti per avvalorare una posizione piuttosto che un'altra. Pongo una domanda: questo bambino ha sempre frequentato asilo e scuola a Locate ?

Un papa':
..... il fatto di potere pubblicare una lettera e' una cosa bellissima e ci da' forte potere. Stiamo attenti pero' noi lettori a non cadere in inganno, bisognerebbe conoscere la vicenda fino in fondo, mi piacerebbe sentire tutte le campane, sapere il motivo del trasferimento a meta' anno, ( la villetta?? )... Tutti fatti saranno verificati e solo dopo potremo dare opinioni. Questi blog poi sono un'arma a doppio taglio, io potrei registrarmi con 10 nomi diversi e esprimere vari commenti per avvalorare una posizione piuttosto che un'altra. Pongo una domanda: questo bambino ha sempre frequentato asilo e scuola a Locate ?

FrancescoT:
Leggendo qua e la mi sembra che la maestra si sia indispettita di questa new-entry alla quale non poteva sottrarsi. Sarebbe bastata un po' più di comprensione ed umiltà e mettersi nei panni di un bambino spaesato dal cambio scuola-casa-amici-abitudini. Forse la signora non ha mai affrontato un trasloco e non Sa Cosa vuol dire. Ci vogliono mesi prima che si ritrovi il giusto equilibrio. La cosa fondamentale però è che questa Signora non abbia ancora chiaro il concetto di dove ci vuole l'H e dove no. Come può pretendere lei e il direttore scolastico che la difende di giudicare se un alunno ha raggiunto gli obiettivi se lei stessa fa orrori di ortografia?

Giovanni:
Il vero bocciato è il genitore... 1) Rispetto per gli insegnati (anche se non sono perfetti, ma sempre nella vità avremo a che fare con superiori non perfetti...); 2) Ogni sconfitta nasconde una grande opportunità di miglioramento; 3) Questo è il messaggio che dovrebbe passare al bambino e non quello di essere vittima di un sistema...

manuel:
una maestra che scrive "ho dato una scheda Ha Dario" io non la rispetto...e non la prendo nemmeno in considerazione!

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