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23 Ottobre 2014 - Ultimo aggiornamento: 06:53
Argomento: 
Scuola
Il Beccaria di Milano sostituisce i tradizionali tabelloni per l'esito scolastico con una "pagella" virtuale. La dirigente dell'Ufficio scolastico di Bergamo Patrizia Graziani commenta: la tecnologia non si può fermare, ma la scuola è anche condivisione e rito.

Promozione via web?
No meglio i vecchi tabelloni
Ed è polemica: di' la tua

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Addio alla lenta marcia di avvicinamento, addio al classico appuntamento con i compagni di banco, addio all’ansia prima della telefonata a casa per avvertire i genitori di quanti sette e quanti otto sono stati conquistati. Insomma, una rivoluzione vera e propria.

E’ quella che la scuola sta mettendo a punto in questi giorni per rendere virtuale la pagella di fine anno: un clic e la scheda è servita, bella o brutta che sia. La aprono i ragazzi in camera loro, in tutta solitudine; la controllano i genitori dagli uffici grazie ai loro smartphone.

Il primo istituto a sposare questo progetto è stato il Beccaria di Milano che in questi giorni sta varando la novità e la sta mettendo a disposizione di alunni e genitori in vista degli attesissimi scrutini di fine anno. Solo ai bocciati e rimandati verrà inviato un telegramma.

L’obiettivo, tanto caro al ministro Francesco Profumo che quest’anno ha già introdotto la discussa novità delle tracce d’esame virtuali che manderanno in pensione la consegna della busta da parte dei carabinieri, è quello di semplificare il rapporto genitore-alunno-scuola. La risposta? Per ora è lenta, il gradimento ancora incerto.

Abbiamo chiesto un parere alla dirigente dell’Ufficio Scolastico di Bergamo Patrizia Graziani: “Il rito che per anni ha portato tutti noi davanti ai tabelloni per provare quelle grandi emozioni si può considerare unico – ha spiegato – e la condivisione con amici e compagni di classe di quei momenti è una delle cose più belle che la scuola, promotrice di relazioni, può offrire ai suoi ragazzi. Vivere quelle gioie e quelle delusioni in solitudine non sarà la stessa cosa, anche se la tecnologia non si può fermare e che con la digitalizzazione le comunicazioni saranno più veloci, facili ed economiche”.

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