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23 Ottobre 2014 - Ultimo aggiornamento: 19:30
Argomento: 
L'impresa
Con l'elicottero, nonostante la pioggia, per mezzo di una discesa in corda doppia, dopo circa quattro ore i tecnici del Cnas sono riusciti a portate a valle la giovane.

Presolana: ragazza sospesa
nel vuoto a m. 2.500
Salvata dal soccorso alpino

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Un intervento complesso quello compiuto dal Cnsas (Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico) nella zona della Presolana domenica pomeriggio.

L'allerta da parte del 118 di Bergamo è arrivato intorno alle 14.

Una ragazza era rimasta sospesa nel vuoto, a circa 2500 metri di quota, mentre era impegnata a scendere da una parete di roccia, in cordata con un'altra persona. Era bloccata e non riusciva a procedere. In accordo con la Centrale operativa è stato richiesto l'ausilio dell'elicottero, sebbene le condizioni meteo fossero rischiose a causa della pioggia.

Il pilota ha prelevato i due tecnici dal Centro operativo di Clusone, sempre presenti il sabato e la domenica, e un terzo tecnico, ottimo conoscitore della zona interessata. Li ha quindi scaricati in parete.

Per mezzo di una discesa in corda doppia, dopo circa quattro ore sono riusciti a portate a valle la giovane. In basso erano presenti altre due squadre, appartenenti alle Stazioni di Clusone e Schilpario, per supportare da terra le fasi finali, pronte a intervenire in caso di necessità.

La manovra ha richiesto un lavoro lungo e delicato a causa della conformazione dell'area e in presenza di pessime condizioni meteorologiche.

La VI Delegazione Orobica è poi sttaa impegnata nel tardo pomeriggio in un altro intervento nella zona di Cusio - Monte Avaro, in Alta Val Brembana. Un passante ha sentito qualcuno gridare aiuto in inglese, ha avvertito i carabinieri che, come previsto, hanno girato la richiesta di soccorso al Cnsas.

Commenti

gioàn:
ma perchè questa ragazza non se ne stava a casa a guardare maria de filippi alla televisione, visto anche la brutta giornata di meteo di domenica scorsa?? mettere a rischio la vita anche dei soccoritori: per questi irresponsabili adesso c'è pure il servizio taxi per riaccompagnargli indietro?? andare in montagna non è come fare la passeggiata in via XX settembre!! Spero le mandino in fattura il costo (salato) dell'intervento!!

Lucky:
Ma poi chi paga i costi del salvataggio? Me lo sono sempre chiesto. E' per caso come il sevizio d'ordine negli stadi?

enrico:
Attenzione: giusto ribadire la necessità di andare in giro con la testa in montagna, di non percorrere vie al di sopra delle proprie possibilità. Ma per strada quando leggiamo di incidenti, dovremmo chiederci allo stesso modo: "chi paga?", "se la sono cercata?". Un paese civile è un paese che aiuta sempre e comunque, senza se e senza ma. Una tassa anche sul soccorso? Così solo i ricchi potranno fare cazzate, sapendo di poter essere salvati. Il soccorso in montagna è un tema delicato, ma spesso quello sulle strade o nelle case lo è altrettanto Andiamo fieri di un paese che garantisce a tutti la possibilità di essere soccorsi. E magari puntiamo l'attenzione sull'educazione. Tutti e a 360°!

Roberto Cavallini:
Congratulazioni Enrico,la risposta più saggia e intelligente che si potesse dare......ciao Roberto

gitantedomenicale:
Esplicito il sottointeso della sua risposta: in Lombardia, e in quasi tutte le regioni d'Italia, il soccorso è gestito dal 118 e quindi è gratuito. In molti altri paesi e in alcune regioni, il soccorso non è gratuito per tutti, e la gratuità c'è se si è hanno polizze assicurative (come quella incorporata nella tessera CAI) o se si è iscritti a specifiche associazioni (come la REGA in Svizzera). I costi di iscrizione sono "popolari", nell'ordine dei 30-50 euro anno. SI potrebbe tranquillamente reintrodurre la non gratuità, andare in montagna è comunque una conquista dell'inutile. Guidare in autostrada invece può essere una necessità vitale.

enrico:
E dienticavo... "guidare in autostrada può essere una necessità vitale", ma seguendo il tuo ragionamento, se stai guidando in autostrada x recarti in vacanza al mare, ovvero non x necessità, e ti capita un incidente (corna) allora mettiamo la discriminatoria del pagamento x essere soccorso... E via di tribunali x stabilire la reale necessità o meno di ciò che uno stava facendo nel momento dell'incidente. ASSURDO!

enrico:
Tu scrivi che "andare in montagna è comunque una conquista dell'inutile", come lo è guidare una moto di grossa cilindrata, come andare in bicicletta su una strada, come abbuffarsi di hamburgers e patatine fritte in un McDonalds, come giocare a calcio o a tennis. Ma se muore il centauro, se si schianta il ciclista o viene ricoverato il golosone del McDonalds x eccesso di colesterolo e rischio infarto, se si infortuna il calciatore o il tennista facciamo pagare pure a loro, conquistatori dell'ignoto... E non dimenticare che in montagna c'è anche chi vive e chi lavora (guide, accompagnatori, rifugisti, allevatori di bestiame, ma non solo...).

gino:
e' sempre il solito discorso, noi partiamo e voi venite a soccorrerci nel caso...a proposito il Cai una volta scrisse che solo il dieci per cento delle persone soccorse e salvate si fa vivo in seguito, anche solo per ringraziare, tutto e' dovuto...

leo:
ieri ero sotto la presolana per una breve gita e alle 13 è inizato a grandinare, mai mi sarei permesso di provare ad andare in vetta, questi sono irresponsabili, pfategli almeno pagare i costi del salvataggio!!!

mario59:
vabbè...meno male che è finita bene e non si è fatto male nessuno..però andare a fare simili esperienze con le condizioni meteo non sicure, lo ritengo abbastanza da irresponsabili... alla fine giustamente per portare soccorso a una persona, devono rischiare la pelle anche gli altri...speriamo che la ragazza abbia il buon senso, di offrire almeno una lauta cena ai suoi soccorritori.

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