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25 Ottobre 2014 - Ultimo aggiornamento: 23:20
Argomento: 
L'intervento
All’indomani della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto Sviluppo (che contiene anche il Piano delle città), Angelo Chiari, segretario generale provinciale della Fillea-Cgil (edili), si interroga sul fatto che Bergamo, al momento, non compaia nella lista delle città con progetti presentati per ottenere finanziamenti dal Governo: dunque il nostro territorio sta a guardare?

Piano delle città
Bergamo esclusa
La Cgil: perché?

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Il decreto Sviluppo pubblicato lunedì 25 giugno sulla Gazzetta ufficiale contiene una norma che lancia il “Piano per le città”. Si tratta di un piano pensato dal Governo per rilanciare in tempi molto stretti il mondo dell’edilizia e finanziato con due miliardi di euro.

Soldi freschi in un settore in piena crisi potrebbero innescare un processo virtuoso per l’economia: infatti quello edile è tipicamente un settore anticiclico, oltre ad avere la capacità di riversare il proprio sviluppo su intere filiere industriali dell’indotto.Sono una ventina i capoluoghi di provincia, e non solo grandi città, che hanno già presentato diversi piani e sono in attesa di essere vagliati da una Cabina di regia governativa, per poi ottenere il relativo finanziamento. Tra queste compaiono Ascoli Piceno, Lecco, Varese, Pavia Pesaro, Pescara, Piacenza ecc.

"Purtroppo in questo elenco, sicuramente provvisorio e parziale, non abbiamo notato Bergamo - afferma Angelo Chiari, segretario generale provinciale della Fillea-Cgil - non sappiamo se perché non siano stati presentati progetti o se perché la presentazione avverrà più avanti (rischiando, però, di arrivare in ritardo). Ora, si calcola che per ogni euro investito nel settore edile, questi ne metta in moto almeno tre, lo dice lo stesso viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Mario Ciaccia".

Le stime del Governo prevedono un incremento occupazionale di almeno cento mila nuovi posti di lavoro.

"Altra caratteristica importante del piano è che anziché pensare a nuove grandi opere - continua Chiari - punta a far partire opere diffuse sul territorio già pensate, progettate o addirittura già intraprese e rallentate dalla cronica mancanza di finanziamenti o bloccate dal Patto di stabilità che limita gli investimenti delle amministrazioni locali. Quindi, con un decreto ad hoc verranno velocizzati e semplificati gli adempimenti burocratici, ma soprattutto verrà alzata la quota di partecipazione di interveto da parte dello Stato attraverso la Cassa depositi e prestiti oggi fissata al 40% di compartecipazioni. Dunque il nostro territorio sta a guardare? Non vogliamo credere che Bergamo non sappia cogliere un’occasione forse unica per vedere, una volta tanto, lo Stato dare (o meglio compartecipare) anziché chiedere".

Eppure progetti importanti e mai realizzati non mancano certo.

"Facciamo l’elenco? - si interroga Chiari - Lo sviluppo della Tranvia cittadina e delle Valli, il collegamento cittadino con l’aeroporto, la caserma Montelungo, il complesso storico di Sant’Agata in città alta, Porta Sud… E forse l’elenco non è completo. L’occasione è ancora più preziosa se la pensiamo in prospettiva della candidatura di Bergamo a capitale della cultura europea del 2018. Soprattutto sarebbe una risposta alle miriade di imprese locali, oltre che ai loro lavoratori, così duramente colpiti dalla crisi. Vogliamo credere che Ance ed Associazioni Artigiane (anziché voler scaricare solo sui lavoratori le difficoltà delle imprese, non rinnovando il Contratto integrativo provinciale in discussione da diciotto mesi) si attivino in modo efficace con Comune e Provincia di Bergamo affinché non si perda l’ennesimo treno di una bella addormentata che invecchia aspettando sempre un principe azzurro che non arriva mai”.

Commenti

BB:
Condivido l'articolo; Bergamo stà dimostrando di essere una città ferma, priva di programmazione urbanistica e culturale; sia l'amministrazione Cittadina che Provinciale dimostrano che non hanno a cuore il futuro della città e dei cittadini, come invece dovrebbe essere per coloro che amministrano il territorio.

Mirko:
Ma che c'entra il club del No cemento?? Mi sembra che al governo della città non ci sia esattamente un ambientalista integralista....

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