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31 Luglio 2014 - Ultimo aggiornamento: 17:26
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La novità
Il bilancio 2011, pubblicato proprio in questi giorni si è chiuso con un attivo di 13mila euro. L'editore Paolo Agnelli ha annunciato la chiusura e la successiva trasformazione del giornale in quotidiano on line, per il quale è stato però confermato solo il contratto del direttore Carlo Quiri.

Nuovo Giornale di Bergamo
Sabato la chiusura:
carta stop, via all'online

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Sabato 28 luglio 2012: è la data che segna la fine del "Nuovo giornale di Bergamo".

Il quotidiano ha vissuto svariate vicissitudini nei suoi 15 anni di vita: la prima uscita risale all'ottobre del 1997 e vedeva come azionista di maggiroanza l'allora presidente dell'Atalanta Ivan Ruggeri.

Da allora è passato attraverso cinque direttori e diversi cambi di impostazione, tra cui un periodo da parziale free press, con la distribuzione gratuita nel capoluogo.

Ha attraversato diversi periodi di difficoltà economiche, nei quali il numero di redattori è sceso sempre più e sono stati firmati contratti di solidarietà.

Il bilancio 2011, pubblicato proprio in questi giorni si è chiuso con un attivo di 13mila euro.

Nelle scorse settimane l'attuale editore Paolo Agnelli (industriale del settore pentole a capo della "Agnelli metalli" e presidente di Confapi Lombardia) ha annunciato la chiusura delle pubblicazioni a partire dal 28 luglio, e la successiva trasformazione del giornale in quotidiano on line, per il quale è stato pero' confermato solo il contratto del direttore Carlo Quiri.

Sopravviverà al quotidiano il supplemento mensile "Bergamo Economia", che dovrebbe diventare settimanale.

Commenti

Alex:
Negli anni 90 - primi 2000 era un giornale battagliero, non scontato, davvero "alternativo" a L'Eco, con opinioni, inchieste, dibattiti, ampio spazio dato ai lettori. Oltre che completo nell'impaginazione e nella varietà delle sezioni. Ora, un insipido foglio di notizie raccattate qua e là (perfino le firme dei giornalisti erano sparite), anonimo e privo di personalità. Secondo me avrebbero dovuto ripensarlo come giornale di opinione, inchesta e critica, magari limitato alla sola città. Forse avrebbe potuto trovare ancora un suo spazio. Mi spiace della chiusura ma è dipesa anche dalla miopia di direttori ed editori, che non hanno saputo (o voluto) osare.

Marco bezzi:
Chiude un pezzo di storia, un giornale che ci ha provato ma come sempre comuni piccoli bergamaschi non ha avuto fortuna. Spesso traditi e presi in giro, 15 anni di guerra e sacrifici per stare in piedi a Bergamo bigotta non importa.... Meglio vivere dove tutto e' filtrato e ovattato dalle mura venete. Un giornale che ho comprato poco ma quando capitava leggevo per capire e sopra tutto confrontare, lo stesso che faccio con bgnews. Aime' bergsmo apprezza più imprenditori con Ferrari barca e villone nascosti all'ombra del campanile. Siamo quello che vogliamo essere e questo ne e' il risultstato. Condoglianze giornale di bergamo.

Dario Sartirani:
ovvio! anche quello era un quattro fogli che non ha mai letto nessuno, solo tre invasati di pallone. speriamo che segue la fine del suo giornale

Stebomba:
Peccato, anche se "L'Eco" gli lasciava solo la briciole, io ho sempre letto il vecchio "Giornale di Bergamo" quello che aveva la sede in Via Vitt.Emanuele

Coppa Italia 62/63:
Penso nessuno sentirà la mancanza di questo modesto foglio,zeppo di informazione forvianti nella pagina dell'economia.

doge:
tutto ciò che infrange il quasi monopolio del " Bugiardino " ( Eco di Bergamo ) , è sempre ben accetto.......

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