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31 Ottobre 2014 - Ultimo aggiornamento: 11:29
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Sul Fatto Quotidiano articolo molto esplicito circa le infiltrazioni della 'ndrangheta nei cantieri delle grandi opere lombarde. Sono infatti ben 148 le interdittive emesse dalle Prefetture della Lombardia per escludere altrettante ditte dalle grandi opere. Perché? Per mafia.

Lombardia&mafia: 148 ditte
cacciate dai cantieri
delle grandi opere

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Sul Fatto Quotidiano un articolo di Davide Milosa molto esplicito circa le infiltrazioni della 'ndrangheta nei cantieri delle grandi opere lombarde. Sono infatti ben 148 le interdittive emesse dalle Prefetture della Lombardia per escludere altrettante ditte dalle grandi opere. Perché? Per mafia. 

 

Nel grande cantiere pubblico, il boss calabrese risulta con un impiego da operaio semplice, eppure dalla mattina alla sera decide tutto e per tutti: a partire dalle aziende che possono lavorare.

Capita in Lombardia, la regione d’elezione della ‘ndrangheta che punta a infiltrarsi nelle grandi opere. Il particolare emerge dall’attività degli investigatori della Dia di Milano: gente tosta e preparata che agli ordini del colonnello Alfonso Di Vito, in poco più di due anni di controlli nei cantieri lombardi, ha macinato una montagna di atti.

Risultato: le prefetture hanno emesso 148 interdittive antimafia. Tradotto: 148 imprese sono state escluse dalle grandi opere pubbliche lombarde per motivi legati alla criminalità organizzata.

Il dato, in testa alla classifica nazionale, da un lato testimonia il grande lavoro degli investigatori, ma dall’altro fotografa un fenomeno allarmante e che i magistrati, ormai da tempo, definiscono una vera colonizzazione della Lombardia da parte delle cosche calabresi. Colonizzazione tutt’ora in corsa con buona pace dei maxiblitz del 2010.

Numeri e controlli dunque.

Un lavoro titanico solo a mettere in fila le cifre: su un totale nazionale di 123 grandi opere, in Lombardia se ne contano ben 35, esattamente il 30%. Di più: tra il 2008 e il 2011 gli appalti pubblici hanno toccato il tetto di 16 miliardi di euro.

Senza contare la torta Expo 2015 che mette sul tavolo un budget di 1,4 miliardi e un previsione di investimenti di 2,5 miliardi. Negli ultimi tre anni, poi, l’antimafia lombarda ha monitorato 4.500 imprese e ben 20mila persone. Ogni mese circa la Dia opera almeno due controlli distribuiti nelle undici province. E per ogni accesso gli investigatori devono controllare dalle 300 alle 600 imprese. Queste le cifre che ruotano attorno a una grande opera.

Tra le varie in corso ci sono i cantieri della Tav nella zona di Travagliato in provincia di Brescia. Obiettivo del blitz di giovedì: “Verificare le norme e gli accordi finalizzati a scongiurare possibili infiltrazioni mafiose”.

Semplice controllo, viene definito nel comunicato stampa, che ha, però, portato alla raccolta di molti documenti definiti interessanti. Tante carte e moltissime visure camerali per cercare legami e collegamenti con i clan. Da qui si parte per ricostruire la storia di un’impresa. E se il titolare o il socio, nel passato, è incappato anche solo in un’ordinanza per 416 bis, tanto basta per stilare quella che viene definita una interdittiva tipica. Il documento vale un’espulsione diretta.

Diverso il caso in cui il titolare della impresa risulta contiguo alla criminalità organizzata o comunque avvicinabile. L’interdittiva, emessa dal prefetto, viene chiamata atipica e conta come un’ammonizione che, quasi sempre, vale comunque la cacciata da parte dei titolari dell’appalto. In tutto questo di semplice c’è ben poco.

E la crisi economica increspa ulteriormente le acque, facilitando l’infiltrazione delle imprese mafiose nel tessuto legale. I padrini in doppio petto dalla loro hanno, infatti, la possibilità di utilizzare lavoratori in nero e di disporre di canali alternativi per racimolare capitali.

Ma sono veramente tantissimi i canali per superare i controlli. La revisione dei camion della terra è uno di questi. La via preferenziale la si trova in Calabria. Dopodiché il mezzo torna a solcare le strade lombarde a tal punto logorato che un autista di Sondrio, mesi fa, è stato fermato dalla polizia stradale perché guidava indossando una maschera antigas.

Storie, dunque. Tra le varie le tante imprese di movimento terra che dopo essere state pizzicate a intrattenere rapporti più o meno diretti con la ‘ndrangheta, sono risultate tutte intestate a donne. O anche meglio: in molti casi i titolari sono giovanissimi. Figli o nipoti messi lì a far da schermo.

Tutto vale per confondere e sviare. Anche simulare divorzi per affidare l’impresa alla moglie. Insomma se la mafia attacca, lo Stato, almeno in Lombardia, risponde. Un lavoro decisivo che serve a scongiurare l’infiltrazione, ma non solo.

Alla base di questi controlli c’è l’obiettivo di monitorare che le grandi opere pubbliche vengano costruite in maniera adeguata e soprattutto con materiali non scadenti.

Come stava avvenendo per il raddoppio della linea ferroviara Milano-Mortara. In quel caso le cosche di Platì volevano fare i riempimenti accanto alle rotaie con i mattoni traforati. Fortunatamente un’intercettazione svelò il piano della ‘ndrangheta.

Commenti

Neribeth:
Pero' in queste grandi opere hanno escuso gli artigiani lombardi e non, perche' non aprono un sito dove poter accedere per far visionare il CV e avere un colloquio? In modo da aprire questi lavori anche a medi imprenditori o a cooperative di artigiani che in questo momento hanno un bisogno disperato di lavoro?

Luporobico:
Questi sono gli effetti dell'unità di'italia tanto esaltata e difesa dai politicanti nostrani.....un prodotto "doc" delle terre del mezzogiorno esportato in lande storicamente estranee a questi comportamenti senza che nessuno dicesse nulla. Soggiorno obbligato e una forte immigrazione dal sud ed ecco i risultati.

cittadino:
Grazie a tutte le forze dell'ordine che rischiando si sono districate in questo difficile lavoro. Adesso speriamo che i furbi paghino PS togliamo la scorta non solo agli ex politici ma anche a quelli in carica così li possiamo prendere liberamente a calci in c.... dato che a volte le infiltrazioni mafiose avvengono anche per causa loro!!

sergiopelato:
coraggio non facciamoci intimorire da quattro gatti.......Questo e' il lavoro/dovere delle forze dell'ordine... non fare ad es.la scorta agli ex,ex politici.

gino:
Finché i politici continueranno ad essere gli stessi fanno bene a girare con la scorta : se ne ciape un ghe piche sul cò !!!!

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