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23 Agosto 2014 - Ultimo aggiornamento: 16:49
Argomento: 
Lo studio
Troppo tempo sul social network? Attenzione, potrebbe essere diventata una droga vera e propria. E forse è addirittura arrivato il momento di misurare la vostra “Facebook addiction”, ovvero la vostra dipendenza dal social network più in voga del momento.

Facebook è una droga?
Dalla Norvegia il test
per misurare la dipendenza

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Troppo tempo su Facebook? Attenzione, potrebbe essere diventata una droga vera e propria. E forse è addirittura arrivato il momento di misurare la vostra “Facebook addiction”, ovvero la vostra dipendenza dal social network più in voga del momento.

Lo studio, ideato in Norvegia dalla psicologa Cecilie Schou Andreassen dell’Università di Bergen ed effettuato nel gennaio dello scorso anno su 423 studenti (227 femmine e 196 maschi), potrà dirvi se siete dei soggetti a rischio dipendenza oppure no. Basterà rispondere a sei semplici domande premonitrici attraverso cinque modalità di risposta graduale (“molto raramente”, “raramente”, “talvolta”, “spesso” e “molto spesso”) che permetteranno di stabilire il tipo di rapporto che un individuo instaura con il social network, valutando così se esiste o meno il rischio dipendenza o meno.

Gli utenti più a rischio? I giovani, quelli più ansiosi e socialmente insicuri, e tutte le donne. Mentre gli adulti e, più in generale, le persone più ambiziose e quelle maggiormente organizzate, sono in grado di gestire meglio il loro rapporto con Facebook senza farsi sopraffare. Per chi si volesse sottoporre al test per misurare il proprio grado di “Facebook addiction” ecco le sei domande alle quali si deve rispondere con le cinque valutazioni. Secondo la dottoressa Andreassen e il suo team, l’allarme scatterebbe già dopo che a 4 domande su 6 si è risposto “spesso” o “molto spesso”.

1 - Passi molto tempo pensando a Facebook e a collegarti online per usarlo?

2 – Senti il bisogno di usare Facebook spesso e per lungo tempo?

3 – Usi Facebook nel tentativo di dimenticare i tuoi problemi personali?

4 – Hai cercato di ridurre l’uso di Facebook ma senza riuscirci?

5 – Ti agiti o diventi irrequieto se ti proibiscono di usare Facebook?

6 – L’uso di Facebook ha avuto ripercussioni negative sul tuo studio o sul tuo lavoro?

Commenti

Mauro Invernizzi:
Da quando mio figlio si è suicidato, ho trovato molto conforto dagli amici di facebook ed è stato un modo per comunicare al "modo" la mia sofferenza. Ho fatto amicizie con persone che non avrei mai conosciuto, e non sono rimaste virtuali

nino cortesi:
Facebook e Twitter sono esattamente il contrario di quelli che mettono la mano davanti alla bocca per nascondere quello che dicono. Questi sì che dovrebbero fare una accelerata inversione ad u.

nino cortesi:
Col cavolo che è una droga. Facebook, come Twitter, è un mezzo bellissimo per comunicare con spontaneità, senza remore e timori. E fa comodo a tutti, televisione, giornali. E' esattamente il contrario della TENDENZIOSITA' perchè tutti esprimono il loro vero pensiero, anche del tutto discordante con quello degli altri. Solo quelli che hanno la puzza sotto il naso o sono "malpalpècc" vedono lati oscuri, scurrilità, oscenità. Belli, bellissimi. Esattamente il contrario di quella minchiata che si chiama privacy.

Marcus:
Che sia una forma di dipendenza è evidente. Internet, cellulare, facebook, sempre accesi e sempre connessi, incapaci di vivere la solitudine. Trovo che tutto ciò sia davvero grave. Siamo in un mondo di dipendenze !

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