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22 Settembre 2014 - Ultimo aggiornamento: 22:11
Argomento: 
In carcere
L'ex capitano atalantino incontra in carcere l'assessore regionale Daniele Belotti e l'onorevole Giacomo Stucchi. "Emozionato ma è trattato bene, anche se non può leggere giornali o vedere la televisione".

Doni: "Temevo i ladri,
non volevo scappare"

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La barba incolta, i pantaloni della tuta che indossava lunedì, quando la polizia è andata a prenderlo di notte, un giubbetto di pelle per ripararsi da un po’ di freddo e le lacrime agli occhi, non appena ha visto il tifoso “numero uno” che gli andava incontro. Cristiano Doni ha incontrato nel pomeriggio del 22 dicembre nel carcere di Cremona l’assessore regionale Daniele Belotti e il deputato leghista Giacomo Stucchi. Non ha trattenuto il pianto, ha parlato tra l’emozionato e l’impaurito.

Aveva voglia di parlare, tra una domanda e l’altra dei due politici, in una sala affiancata alla sua cella, dopo quattro giorni passati senza poter vedere l’avvocato, senza poter leggere un giornale o ascoltare la radio. Borse agli occhi per Cristiano Doni, preoccupato soprattutto della reazione della città di Bergamo e della tifoseria, che da un decennio l’avevano adottato. Il desiderio di spiegare: “Mi hanno riferito quanto scritto sui giornali: che sarei scappato. Non è vero. Ho temuto che fossero i ladri, allora ho provato ad allontanarmi dall’ingresso. Ero in pigiama. Ma non volevo di certo scappare”. Queste le parole di Doni riferite dal deputato Stucchi.

“E’ preoccupato di quel che possono pensare i tifosi, è preoccupato per la moglie e la figlia – aggiunge Stucchi -. Non vogliamo in nessun modo scendere nel merito delle indagini, ci basta capire come sta. E’ trattato molto bene, come tutti gli altri detenuti, in una struttura che risulta davvero ben gestita. Al di là di questo, però, il morale di Cristiano Doni è sotto un treno. Sono gli altri detenuti, che possono vedere la televisione o ascoltare la radio, che gli raccontano cosa sta accadendo fuori, cosa si dice di lui”. E’ proprio tramite gli altri detenuti che l’ex capitano ha potuto sapere come andava la partita dell’Atalanta con il Cesena, nella serata di mercoledì. Si è anche lasciato andare ad una battuta: “Dovevo andare io in galera perché segnasse Peluso”. Per Doni è stata l’occasione di incontrare persone note. Per i due politici sensazioni strane. “Non facile, non facile vederlo così”, secondo Stucchi e Belotti.

Commenti

Manuela:
Ah. Ah. Ah. Paura dei ladri, lui ha sottratto la verità e ha paura dei suoi simili. Belotti e compare....siete Stucchevoli....

wies:
povero Doni,così provato!Certo che la paura,dei ladri, (dice lui...) fa brutti scherzi,e se lui ha paura chissà noi. auguri

gigi:
Stucchi, sei un parlamentare!!! Perchè non vai a trovare anche Filippo Carobbio. Forse perchè non è un giocatore dell'Atalanta. Ma è bergamasco doc, molto più di Doni. Cosa non si fa per una manciata di voti. Vergogna.

Jack per Gigi:
Gigi vergognati tu. Belotti e Stucchi hanno incontrato anche Carobbio non solo Doni e hanno parlato pure con altri detenuti non calciatori. Se poi ti informi su internet vedi che lo Stucchi come componente del Consiglio Europeo ha presentato una relazione dopo aver visitato le prigioni di più di 20 stati dell'Europa. Leggi prima di parlare. Ma forse degli sfigati che ha incontrato nelle varie carceri non fregava nulla a nessuno e nessun giornalista lo ha chiamato.

Padano vero:
Ma dai Giacomo,Daniele che fate?Con tutto il rispetto per il sig.Doni il quale puo' procurarsi il miglior avvocato sulla piazza nazionale ,con tutti i problemi che hanno le famiglie padane normali voi non avete di meglio da fare?Avete parlato almeno con gli altri detenuti o vi siete limitati all'ex capitano?Se è uno spot elettorale è pessimo.

Manuela:
Se non hai capito bene di cosa si sta parlando, zitto. Non è questione di invidia, la questione è più complessa.

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