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22 Ottobre 2014 - Ultimo aggiornamento: 13:55
Argomento: 
L'inchiesta
Mentre scattavano le manette a Brescia e Grumello i carabinieri entravano nel settore Ambiente di Via Tasso per informazioni sulla discarica di Calcinate. Pirovano: "Autorizzazioni regolari". La procura: altri soggetti sotto controllo.

Brebemi e rifiuti, sequestro
di documenti in Provincia

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Mentre scattavano perquisizioni e manette tra Brescia e Grumello del Monte i carabinieri, nella mattinata del 30 novembre, entravano anche negli uffici del settore Ambiente di Via Tasso, in via Frizzoni. Obiettivo dei militari: i documenti e le autorizzazioni rilasciate dalla Provincia al gruppo Locatelli per poter ricevere e trattare rifiuti nell'impianto-discarica Biancinella di Calcinate, di proprietà dello stesso gruppo. Una struttura che sta al centro di tutta l'inchiesta sui rifiuti portati illecitamente ai cantieri Brebemi dalle società Locatelli, sempre secondo gli inquirenti.I carabinieri sono rimasti negli uffici di Via Tasso dalla prima mattinata fino alle tre del pomeriggio, portando via il possibile sulla questione Calcinate e Brebemi. E' il presidente della Provincia Ettore Pirovano a spiegare: “Non è proprio una novità che i carabinieri e gli organi inquirenti possano entrare in un settore ambiente di un'amministrazione pubblica per fare accertamenti, proprio perchè è un settore delicato. L'attenzione dei militari, da quanto mi è stato riferito, si è concentrata essenzialmente su autorizzazioni di tipo tecnico rilasciate in modo del tutto regolare e a norma di legge al gruppo Locatelli. La Provincia ha solo l'incarico tecnico, e non certo politico, di dare autorizzazioni per trattare materiali di scarto in quegli impianti. E il controllo sull'avvenuta vagliatura (trattamento, ndr) di quei materiali in un impianto come quello di Calcinate, non è di competenza della Provincia”.Attualmente non risultano altri indagati bergamaschi sulla questione rifiuti e Brebemi. Anche se i carabinieri di Brescia, già ieri in conferenza stampa, hanno sottolineato che in almeno un paio di occasioni, nell'ultimo anno, Pierluca Locatelli aveva ricevuto autorizzazioni dalla Provincia per trattare rifiuti a Calcinate. Ci sono anche un paio di intercettazioni telefoniche, riportate nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, in cui l'imprenditore di Grumello del Monte, con le autorizzazioni di Via Tasso alla mano, si confronta con i suoi collaboratori, cerca di interpretare quei documenti, parla della possibilità di “forzare” quelle autorizzazioni per poter conferire rifiuti a piacimento ai cantieri Brebemi. E' su quella volontà di forzare e aggirare le autorizzazioni che le indagini si sono concentrate finora.Già ieri, però, sia la procura della Repubblica di Brescia, sia i carabinieri, hanno lasciato intendere che ci sono altri soggetti sotto controllo, sui quali si stanno svolgendo accertamenti.

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