“Grazie anche agli ultrà,
la mia piccola Elisa
ora inizia a camminare”
Con indosso la sua magliettina nerazzurra è riuscita, aiutata dal papà, a compiere qualche piccolo passo sul palco della Festa della Dea, facendo commuovere tutto il popolo atalantino presente. Elisa Montei è una bimba di cinque anni che abita ad Albino con suoi inseparabili genitori, Eleonora e Andrea. Nata senza problemi di salute, con i suoi tre chili e mezzo di peso, dopo due mesi di vita ebbe un’infezione alle vie urinarie.
Da qui iniziò la sua triste storia: “Elisa aveva difficoltà nelle normali azioni quotidiane, come camminare, mangiare, o anche solo nel mantenere dritta la testa – il racconto di mamma Eleonora-. Fino all’impietosa diagnosi dei medici: malformazione al cervello, nella zona frontale e laterale sinistra, con grave ritardo psicomotorio e ipertonia agli arti. Dopo le prime cure con faticose sedute di fisioterapia, che portarono alcuni progressi, abbiamo scoperto il metodo Adeli: una terapia innovativa adatta a questi tipi di casi”.
Ecco la possibile soluzione ai problemi di Elisa, con il solo difetto di essere troppo costosa per le tasche dei suoi genitori: “Fin da quando abbiamo scoperto la sua malattia, non ci siamo mai fermati un minuto per cercare una via d'uscita. Questo metodo Adeli, che ora c’è anche a Lodi, inizialmente veniva praticato solo in Slovacchia. Ed è carissimo. Allora abbiamo iniziato a cercare aiuto, attraverso le donazioni della gente”.
Sono tante le persone, bergamasche e non, che iniziano ad offrire denaro per la piccola Elisa. Fino al contributo più grosso che arriva due anni fa e porta i colori nerazzurri: “I ragazzi della Curva Nord dell’Atalanta, venuti a conoscenza della nostra storia, organizzarono una cena a base di costine e ci donarono l’intero ricavato della serata. Ben diecimila euro, che ci permisero di partire per la Slovacchia e di iniziare il nostro lungo percorso di terapia”.
Un viaggio che ha portato ulteriori progressi, come si è potuto vedere sul palco della Festa della Dea, con Elisa che inizia a muovere le sue gambe: “Quando siamo saliti su quel palco mi sono commossa. Adesso la nostra gioia riesce almeno a fare qualche passo, sempre aiutata da me o dal suo papà. Per questo ringrazio i ragazzi della Curva Nord, perché hanno davvero un cuore grande. Magari i cattivi, come spesso vengono descritti, fossero tutti così. Mi ha emozionato molto anche la foto che abbiamo fatto con il direttore Marino e la carezza del presidente Percassi alla nostra bimba. Però il traguardo di una vita normale per Elisa è ancora lontano, quindi chiunque voglia aiutarci può farlo attraverso i dati del conto corrente che ci sono sul nostro sito: www.unsognoperelisa.it”.




























































Commenti
forza Elisa!!
Ci sono persone in attesa di
E' lo stato sociale che
fa tenerezza sentir parlare
appunto, lo stato sociale sta
io invece penso che di fronte
no io non faccio complimenti
signora mi faccia capire,cosa
brava complimenti.
mi fa molto piacere i tifosi
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