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31 Ottobre 2014 - Ultimo aggiornamento: 15:54
Argomento: 
Letto per voi
Vi proponiamo l’articolo del giornalista bergamasco Cristiano Gatti, che su “Il Giornale” commenta l’incertezza della candidatura di Bergamo capitale europea della cultura 2019. “Un’occasione persa. Un’altra”.

“Bergamo capitale cultura,
stavolta mi vergogno
di essere bergamasco”

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Vi proponiamo l’articolo del giornalista bergamasco Cristiano Gatti, che su “Il Giornale” commenta l’incertezza della candidatura di Bergamo capitale europea della cultura 2019. “Un’occasione persa. Un’altra”.

Sono bergamasco e stavolta me ne vergogno un po’. Troppo penosa, questa storia. La mia città è fra le primissima ad aver cullato il sogno di diventare capitale della cultura. Per una volta, sembravano tutti d’accordo sulla nobile sfida. Maggioranza e opposizione della politica, banche e imprese, commercianti e sindacati, giornali e salotti. Al grido di “facciamo finalmente un salto nel magico mondo delle idee e dello spirito”, noi che storicamente siamo gente di calli sulle mani, di cantieri edili e di capannoni allo stato brado, proprio noi abbiamo stanziato subito 200 mila euro per avviare la complessa macchina della candidatura. A seguire, reclutato il project manager Riccardo Bertollini, specialista del ramo, per preparare il curriculum. Lui ha lavorato diversi mesi, confezionando un dossier che per molti versi ha sorpreso persino noi stessi, ignari di tante virtù locali, o quanto meno distratti e annoiati al punto tale da non notarle più. Devo dire che qualunque imbonitore non farebbe una gran fatica a vendere il prodotto Bergamo. Lo dico senza stupido orgoglio. Questa mia strana città può soffrire al mondo intero il più bel borgo fortificato, chiuso dentro le inimitabili mura venete, che esita sulla faccia del pianeta. Può darsi che io risenta un poco di amore filiale, ma sfido chiunque ad indicarmene uno che lo superi in fascino e suggestione. E comunque riconosco tranquillamente che fuori dalle Mura avite noi moderni abbiamo lavorato molto per compensare cotanta bellezza, edificando un hinterland decisamente caotico, svaccato, volgare, perfettamente uguale in squallore a tutti gli squallidi hinterland globalizzati. Città Alta, però, resta un biglietto da visita inimitabile. Ad affiancare questa magica credenziale, l’università, l’aeroporto, un sistema di piccole e media imprese che ha fatto la storia dell’economia italiana. Più i nomi illustri, che contano sempre in sede di promozione: Donizetti, Manzù, il Colleoni, il Caravaggio, Papa Giovanni…Sì, sembrava davvero tutto a posto, questa volta. Ma proprio al momento di quagliare, ecco i colpi d’ala delle nostre piccinerie: uno strano giorno si viene a sapere che la macchina è già grippata ancor prima di correre. Incomprensioni politiche, strani raffreddamenti, misteriose gelosie, vai a sapere che altro. Risultato: il project manager viene silurato dal’assessore alla Cultura. Giorni fa l’opposizione chiede un Consiglio comunale straordinario, alla fine se ne esce con la roboante decisione di rilanciare. Cioè: adesso che la corsa è quasi finita, noi ripartiamo da zero. A occhio e croce, la mia città ha le stesse possibilità dell’Atalanta di vincere lo scudetto. Ma nessuno ovviamente sa dire la ragione esatta del disastro. E’ la classica situazione in cui tutti hanno ragione e nessuno ha torto. O tutti hanno torto e nessuno ha ragione. Se però devo dare una spiegazione mia, credo che ancora volta sia prevalsa la nostra visuale miope, corta, ristretta, palancaia, molto più adatta alla concretezza del fare che all’ambizione del pensare. Forse è un’ipotesi malevola, ma sarei pronto a scommettere che se avessimo dovuto mobilitarci per un nuovo mega-super-ipermercato avremmo già trovavo tutti gli accordi e avremmo stravinto la gara. Invece è solo cultura. Possiamo perdere, che sarà mai. Non è la morte di nessuno. Ma che vada, è un’occasione persa. Un’altra.

Commenti

ROBERTO:
SALVE CARISSIMI LETTORI. SONO UN RAGAZZO DEL SUD, AFFASCINATO DA QUESTA SPLENDIDA CITTA', TANTO CHE PER MOTIVI DI SALUTE E LAVORO SONO IN PROCINTO DI TRASFERIRMI! LE VOSTRE CONSIDERAZIONI SONO MOLTO INTERESSANTI, ANCHE SE FORSE SOVRAPPONIAMO LA REALTA' DELLA POLITICA ITALIANA CON LA CULTURA E LA BELLEZZA DI UNA CITTA' D'ARTE COME BERGAMO! PERSONALMENTE SONO INNAMORATO DI QUESTA CITTA' E DEI BERGAMASCHI SEMPRE GENTILI, CORDIALI E DISPONIBILI! VORREI COGLIERE L'OCCASIONE E CHIEDERE AIUTO A OGNUNO DI VOI PER UN EVENTUALE COLLOQUIO CONOSCITIVO. RINGRAZIANDOVI ANTICIPATAMENTE PER L'ATTENZIONE ACCORDATAMI, RIMANGO IN ATTESA DI UN VOSTRO GENTILE E POSITIVO RISCONTRO. EMAIL: PATTI.ROBER@GMAIL.COM

colones:
"BERGAMASCHI SEMPRE GENTILI, CORDIALI E DISPONIBILI"?!? Evidentemente non hai mai messo piede a Bergamo! Bella anche la paraculata del "COLLOQUIO CONOSCITIVO"! E, a proposito di cultura, non si scrivono i messaggi in maiuscolo... Divertiti in città!

Maria giorgio:
Bergamo ha tante Associazioni poco ascoltate dagli assessori , e noi sappiamo che quello che conta è vivere la cultura non farsi dare un etichetta a caro prezzo da enti carrozzoni. Bergamo deve emettere moneta, come nel 1100-1200 e rifiorira. Svegliamoci abbiamo lasciato ai banchieri e ai politici inetti e corrotti le nostre libertà e dignità. Via da Roma via dalla BCE spa, riconoscimo la moneta dei comuni alla pari e il lavoro alla pari e vivremo con gioia e dignità, non può mancarci niente, abbiamo agricoltura, inventiva, amore per il territorio e per noi. Lavoriamo tutti con gioia e interesse per la nostra collettività e lavoreremo per noi non per la BCE spa. Amici delle Mura di Bergamo

tsee:
Olè, un altro finto grillino con un commento totalmente inappropriato. Immagino con 0 basi di economia, tanto l'economia è quella che ci dice Beppe vero? Magari niente voli ad Orio al Serio, sia mai, le scie chimiche...

stefano:
Ma capitale europea di che cosa?? Del cemento e dell'inquinamento? Ma basta ecomostri, basta aeroporto, Bergamo ha bisogno di tornare ad essere vivibile!

W Bergamo:
Il solito vezzo italico di denigrarsi. La solita bercera esterofilia. Comunque parole che lasciano il tempo che trovano. Io sono orgoglioso di essere Italiano, poi Bergamasco, e Bergamo é una città meravigliosa anche se qualche volta la insozziamo con becere movida di importazione barbarica

Lo:
gente stacanovista con i calli sulle mani ma... solo per poter dire "me go el mercedes" cultura??? why? se vanno a cuba non sanno che fuori Varadero c'è Cuba. imprenditori anche, ma troppi e troppo spesso solo per soldi. eppure, nonostante tutto persone fuori dal comune hanno lasciato il segno a Bergamo, sarebbe buono rinfrescare la memoria, peccato aver perso questa occasione. è fattibile riproporsi?

mario:
il biglietto da visita di Bergamo: Casello autostradale demenziale, Stazione ferroviaria da terzo mondo, viabilità peggio di Napoli, cementificazione esasperata inquinamento tra i maggiori d'Italia. E VOGLIAMO ESSERE CAPITALE DELLA CULTURA? si cultura dei soldi.....

SVEGLIAAA:
Ehi Mario, ma secondo te, per cambiare ci vuole la Fatina di Pinocchio o tanta volontà, fatica, tempo e soldi? E' un'occasione. Non un ordine e nemmeno un consiglio. Per svoltare agli obbrobri che hai scritto possiamo provare o ci grattiamo ogni volta che scrive il Gatto nero e chi come lui pensa solo al proprio articoletto scritto su commissione di chi non ha più la poltroncina? A noi interessa Bergamo. o no?!

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