Piazza Dante, discoteca a cielo aperto. Per una serata Bergamo ha potuto vivere l'ebbrezza della
movida. Quella vera. Centinaia di giovani hanno partecipato alla manifestazione indetta a sostegno del Daragi, sequestrato due settimane fa su ordine della procura e riaperto venerdì mattina dopo quindici giorni di vibranti proteste. La manifestazione, inizialmente indetta per contestare il provvedimento che ha colpito uno dei locali più frequentati a Bergamo, si è trasformata in una grande festa per cercare di risollevare le ormai quasi azzerate funzioni vitali della città, che una chiusura dopo l'altra sta vedendo sparire i giovani, diretti verso la più festaiola Milano. Il risultato è aver riunito ragazzi distanti anni luce per professione, età, fede calcistica o politica: più di cinquecento persone scese in piazza per "illuminare Bergamo e non farla morire".
Appollaiati alle finestre i cittadini bergamaschi hanno
assistito allibiti, e in alcuni casi anche un po' infastititi, all'esibizione di decibel del corteo che da viale Giulio Cesare ha percorso via Camozzi e viale Vittorio Veneto. Un concentrato di vitalità, musica, balli, slogan. La Curva Nord, che ha voluto essere vicina nella protesta a Daria Mazzoleni (nella foto a destra, ndr), proprietaria del Daragi, ha colorato il corteo con il suo marchio di fabbrica: decine di fumogeni, botti e addirittura fuochi artificiali. Non sono voluti mancare anche i consiglieri comunali che nei giorni scorsi si sono schierati con il Daragi.
Ma Bergamo sta morendo? In molti si sono fatti questa domanda leggendo gli striscioni appesi in piazza Dante. "Macchè - racconta ironico un ragazzo - Bergamo è ottima. Per dormire quando si torna dalla discoteca".
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