Il caso - Non ci sono solo gli alunni “bulli”, ma anche i colleghi, i professori che offendono e discriminano chi insegna religione. E’ questa la realtà raccontata in una lettera inviata a “il Giornale” da Elisabetta Sturiale, da 23 anni insegnante di religione cattolica all’istituto Galli di via Gavazzeni. In quella scuola alcuni docenti si sono opposti alla celebrazione di una Messa in orario scolastico.
"Io, insegnante di religione discriminata dai colleghi atei"
Non ci sono solo gli alunni “bulli”. Ci sono anche i colleghi “bulli”, i professori, i docenti, che offendono e discriminano chi insegna religione. E’ questa la realtà raccontata in una lettera inviata a “il Giornale” (e pubblicata il 20 dicembre) da Elisabetta Sturiale, da 23 anni insegnante di religione cattolica all’istituto Galli di via Gavazzeni. Una presa di posizione forse derivata - secondo la preside del Galli - da un confronto avvenuto a scuola circa quindici giorni fa quando un gruppo di studenti aveva chiesto al Consiglio di poter partecipare ad una Messa l'ultimo giorno di scuola, in orario di lezione. Ne era derivato un confronto serrato anche tra i docenti.
Ma ecco il testo pubblicato da “Il Giornale”: “Caro direttore, volevo mettere a conoscenza la vostra redazione di quello che succede nell'Istituto professionale Guido Galli di Bergamo. Sono un'insegnante di religione cattolica e insegno lì da più di 23 anni ma mai come in questo periodo trovo tanta difficoltà a vivere in questo ambiente. Si parla tanto di atti di bullismo tra gli studenti italiani ma devo confessare che anche tra i professori della scuola italiana c'è del bullismo vero e proprio. Ultimamente mi capitano cose assurde del tipo che dei miei colleghi mi minacciano di non nominare il nome di Dio a scuola in quanto molti di loro si dichiarano materialisti, atei e agnostici. Qualche giorno fa uno di loro mi ha minacciato nei corridoi della scuola: non dovrei esprimere nessun giudizio, in quanto rappresentante della Chiesa cattolica. Io noto nei miei riguardi una forma di ostilità che a volte rasenta la follia. Gli argomenti che io quotidianamente registro sul giornale di classe sono all'attenzione e alla critica dei colleghi e qualcuno dopo le mie lezioni si è permesso di dire agli studenti che non devono prestare attenzione agli argomenti da me proposti invitando gli alunni a ribellarsi e a saltare le mie lezioni. Dagli studenti, per la verità, sono molta amata, con loro non ho mai avuto problemi significativi. Ma bisogna fare qualcosa per il bullismo dei professori”.
Intervistata, Elisabetta Sturiale approfondisce: “Ho scritto quella lettera in un momento di profonda delusione nei confronti di alcuni miei colleghi. Io invito tutti a prendere atto che almeno negli ultimi anni, e in particolare negli ultimi due, la situazione nelle scuole è molto cambiata. Al Galli ci sono una decina di colleghi che si espongono nei miei confronti, ovvero contro l’insegnamento della religione cattolica. Qualcuno si schiera in silenzio, senza dirlo, e il mio disagio cresce. La cosa più spiacevole, inoltre, è sapere che certi colleghi chiedono anche agli alunni di non credermi. E voglio anche raccontare un episodio che mi ha lasciato basita: pochi giorni fa una collega – che si definisce fieramente sessantottina – mi ha fermato in un corridoio e si è messa ad inveire contro la Chiesa cattolica, come se fossi io l’unica rappresentante della Chiesa stessa. Continuava a ripetere che se l’unità d’Italia è sempre stata zoppicante è colpa della Chiesa, e altre cose del genere. Il problema è che non si tratta di un episodio isolato, ma di un fatto simile a tanti altri, molto strumentale. Sono delusioni profonde, dopo 23 anni di insegnamento serio e appassionato”.
Evita commenti don Michele Cortinovis, direttore dell’ufficio per l’insegnamento della Religione cattolica della Diocesi di Bergamo: “Certe dichiarazioni mi suonano nuove, preferisco approfondire la situazione”.
"Anzitutto negli ultimi anni si registra un calo evidente di alunni iscritti alle prime classi che si avvalgono dell'insegnamento della religione cattolica - dichiara la preside Anna Maria Persico -. Al di là di questo, però, credo che certe situazioni e dichiarazioni siano il frutto di malintesi. Qualche fraintendimento può esserci stato, soprattutto quando alcuni alunni hanno chiesto 15 giorni fa al Consiglio di Istituto di prevedere una Messa durante l'orario delle lezioni, naturalmente con partecipazione libera. Alcuni docenti si sono opposti fermamente, ribadendo il carattere laico della scuola, e alla fine la Messa è stata celebrata in orario extrascolastico. Ma anche se fosse questo l'oggetto del contendere - e non sono del tutto sicura che lo sia - inviterei tutti a ragionare più che a contrapporsi, tenendo presente che la scuola è e resta un luogo democratico e di confronto civile".
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Lunedi 22 Dicembre 2008
A. D. L.
dilandro@bergamonews.it
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