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Venerdi 30 Luglio 2010 - Ultima modifica: 01:08
La protesta - Migliaia di lavoratori partecipano alla mobilitazione indetta dal sindacato guidato da Guglielmo Epifani per protestare contro le politiche del Governo. Il centro città è invaso da bandiere rosse, striscioni. Alla stazione occupati i primi due binari per circa un'ora.
Bergamo va in tilt
per lo sciopero Cgil
Binari occupati e poi sgomberati
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Migliaia di lavoratori hanno invaso il centro di Bergamo per lo sciopero generale indetto dalla Cgil. I tre cortei si sono mossi dai rispettivi punti di partenza intorno alle 9.30. Bandiere rosse, striscioni contro il governo e Confindustria, slogan e fischietti, mentre tutt'intorno il traffico andava letteralmente in tilt. Secondo le stime degli organizzatori i partecipanti alla manifestazione dovrebbero essere almeno 5mila. Il corteo che ha preso il via dal piazzale dell'Auchan era composto da circa 2mila persone: in testa il segretario generale provinciale della Cgil, Luigi Bresciani, con un seguito di striscioni della Fiom, (metalmeccanici), della Flai (agricoltura), dello Spi (pensionati) con le scritte: "Contro le crisi dei padroni unità dei salariati europei", che si confondevano con gli striscioni dei Cobas e dei Cub. Perché questo sciopero? "Perché lavoriamo alla Same Deutz-Fahr di Treviglio e siamo in cassa integrazione", dicono in coro Luca e Luciano, due lavoratori dell'azienda bergamasca. Anche AntonellaLuciano sfilano in corteo: "Io sono della Brembo e sto lavorando, ma molti miei colleghi sono in cassa", spiega Luciano. Nel settore tessile le cose non vanno meglio con le lavoratrici della Lovable e delle Tessiture Pietro Radici che sventolano bandiere della Cgil. C'è Gianna che mentre fuma una sigaretta racconta che a gennaio andrà in mobilità e Maria Teresa con due figlie "e un marito che lavora in ospedale e non ha problemi di cassa per fortuna".
Il corteo si fa strada lungo le vie Carducci, San Bernardino, Zambonate, per arrivare in Porta Nuova dove ci sono due ragazzi in tuta bianca sui trampoli che reggono uno striscione con scritto: "Tanti ma invisibili. Fermiamo la precarietà", mentre un altro recita "In lotta con Sergio nel cuore", in riferimento al giovane di Spirano morto lo scorso lunedì notte in un incidente sul lavoro alla Tenaris di Dalmine. Il corteo si unisce a quello proveniente dallo stadio, con l'adesione di alcuni politici locali: Antonio Misiani (Pd), Matteo Rossi, responsabile organizzativo del Pd di Bergamo e Ezio Locatelli (Prc). A pochi passi da loro ci sono i mungitori indiani della Bassa, fra cui Singh Sukhwinder e Singh Sarabjit nella nostra provincia da quasi 20 anni. Tutti riuniti in piazzale Marconi per ascolatre il comizio di Bresciani, che ricorda i tre morti sul lavoro di questa settimana (con i cartelli posti sotto il palco del comizio con i nomi di alcuni lavoratori deceduti quest'anno), per poi sottolineare che la Cgil "con questa manifestazione vuole dare voce a chi non ha più un lavoro e a chi lo sta perdendo, ai precari, ai pensionati e agli studenti che chiedono un buon sistema scolastico". Bresciani dice no ai proclami del Governo: "Non vogliamo slogan in cui si dice spendete e abbiate fiducia, abbiamo bisogno di interventi a sostegno delle famiglie".  
Al termine del comizio poi, intorno alle 11.15, circa 300 manifestanti hanno occupato i primi due binari della stazione ferroviaria. Per motivi di sicurezza la circolazione ferroviaria è rimasta bloccata dalle 10,45 fino alle 11,30. I treni in arrivo sono stati deviati sugli altri binari. Poco prima di mezzogiorno i binari sono stati spontaneamente sgomberati dai manifestanti, la situazione sta lentamente tornano alla normalità. In piazza c'erano anche gli studenti. "Il Movimento studentesco reputa inaccettabile far pagare la crisi economica alle famiglie ed agli studenti, in quanto chi dovrebbe pagarla sono gli strapagati manager e gli industriali, che tuttavia vengono sempre ascoltati. "Noi la crisi non la paghiamo", come recita lo striscione di apertura del corteo, è proprio ciò che rappresenta meglio il pensiero di chi oggi ha aderito allo sciopero. Ribadiamo il nostro no a tutto ciò, chiediamo una politica economica più seria e a favore di chi più ha bisogno, costringendo a far pagare chi questa situazione l'ha causata".

Barcella, presidente Confindustria: "Sciopero strumento obsoleto"
Piccinini, segretario provinciale Cisl: "Avanti con l'unità sindacale"
 

Venerdi 12 Dicembre 2008

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