Università & proteste - Alberto Castoldi: "E' la prima volta dal Dopoguerra che gli stanziamenti statali per la scuola, quelli universitari in particolare, diminuiscono invece di aumentare. Giusta la protesta degli studenti, vedono il loro futuro a rischio"
Il rettore: "Irresponsabili i tagli della Gelmini. Provocatorie le minacce del premier"
Il rettore dell'Università di Bergamo Alberto Castoldi di mobilitazioni di studenti e della scuola in generale ne ha viste tante, anzi tantissime. Ma coglie e sottolinea la differenza storica dell'attuale protesta rispetto alle molte che l'hanno preceduta. E, con toni pacati ma con termini chiari e decisi, si schiera con chi dice no alla riforma Gelmini.
Professore, non le sembra diversa, anche nuova, la mobilitazione studentesca di questi giorni, peraltro sostenuta da docenti, presidi e anche rettori?
Le ricordo che ho cominciato a insegnare in Francia nel 1968. Capisce che di manifestazioni di studenti ne ho viste tante e tante, di tutti i tipi. Ma è vero che una forma così massiccia di movimento non si vedeva da un bel po'.
Secondo lei perché si va allargando il dissenso?
Una novità c'è. E non da poco. E' la prima volta dal Dopoguerra nella storia della scuola che gli stanziamenti statali, quelli universitari in particolare, diminuiscono invece di aumentare o quantomeno di mantenersi uguali al passato. E dopo anni e governi (anche il precedente esecutivo Berlusconi) in cui si metteva la scuola tra le priorità.
Invece...
Invece, non è ancora chiaro, ma si parla di 500-700 milioni in meno in tre anni. Se in un sistema, quello universitario italiano, tra i più deboli d'Europa in termini finanziari, si vanno a decurtare ulteriormente i fondi... io non so che dire. Trovo la scelta del ministro Gelmini irresponsabile.
Da qui nasce la protesta condivisa dunque?
Sono i giovani che si giocano il futuro e che hanno capito cosa rischiano. Noi insegnanti siamo forse un po' rassegnati, loro no. E giustamente. Ribadisco: è irresponsabile prendere a pretesto delle disfunzioni per buttar giù tutto l'edificio.
Non ritiene che gli studenti siano strumentalizzati politicamente come dice invece il ministro Gelmini?
Non escludo qualche strumentalizzazione. Ma resta il nocciolo: motivazioni precise per contestare ce n'è.
Anche Bergamo comincia a mobilitarsi. Professori e alunni hanno spiegato che finora hanno cercato di capire cosa sta succedendo davvero prima di protestare. Le pare un metodo corretto?
Certo. Trovo corretto che tra di loro, ma magari anche con l'ausilio di alcuni docenti, gli studenti ragionino nel merito e solo dopo decidano di mobilitarsi.
Lei sostiene la protesta?
Molto dipende dalle risposte del Governo. Certo, se si reagisce con la prepotenza , come ha fatto il premier Berlusconi con la minaccia della polizia nelle scuole...
Non trova corretto far intervenire le forze dell'ordine?
E' una provocazione bella e buona. In italia c'è la libertà di manifestare il proprio pensiero. Certo, senza violenza e sopraffazione. Ma che c'entra la polizia negli atenei? Una provocazione irritante quanto inultile: non c'è alcun bisogno di gesti così estremi.
Quindi sostiene i professori che tengono lezioni in piazza?
Questo mi sembra un po' folkloristico, ma non ho nulla da deprecare.
Giovedi 23 Ottobre 2008
R. D. C.
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