L'elenco è sempre più lungo. Anzi, ogni giorno s'allunga di più. E non si riesce a capire, quindi a spiegare, cosa stia succedendo. Stiamo parlando degli spettacoli, teatrali, musicali, danzati, che nella stagione 2009-2910 del Creberg Teatro di Bergamo danno buca allo spettatore giusto un paio di giorni prima di andare in scena. 
Una situazione a dir poco strana, iniziata qualche mese orsono, ma che si va ripetendo nelle ultime settimane, in modo martellante. Un comunicato alla settimana arriva dall'ufficio stampa delle Officine Smeraldo, a cui il Comune di Bergamo ha appaltato la stagione del Creberg Teatro, e ripete il medesimo ritornello: "Siamo spiacenti di comunicare che lo spettacolo tal dei tali è stato annullato (o sospeso, o rinviato). Ci scusiamo per il disagio con chi ha già acquistato i biglietti eccetera eccetera".
Spiegazioni poche o nulle: a parte una querelle con la produzione dello show di Vittorio Sgarbi, per il resto semplici comunicazioni. Che si sono ripetute una dozzina di volte in una stagione non ancora conclusa. Ne citiamo alcune: l'ultimissima riguarda il concerto di Alex Britti (concerto che non fa parte però del circuito Officine Smeraldo), preceduta il giorno prima dalla cancellazione di Lillo e Greg. E, oltre a Sgarbi, Ornella Muti, il musical Avenue Q, la Carmen di Rossella Brescia, Massimo Ranieri, Raffaele Paganini.
Cosa succede? Perché queste cancellazioni sul filo di lana, a pochi giorni dalla programmazione? Se lo chiede il pubblico, se lo chiede lo spettatore che ha comprato il biglietto e si vede saltare la serata. Di ipotesi se ne possono fare: scarse prenotazioni e quindi timori di flop? Problemi tra l'organizzazione e le compagnie? Sfortuna che si ripete con cadenza sempre più ravvicinata? Una risposta certa non c'è.
Neanche l'assessore alla Cultura e allo Spettacolo di Bergamo, Claudia Sartirani, ha squarciato il velo: "Finché c'è un contratto in corso noi non abbiamo voce in capitolo - ha commentato -. Certo, alla scadenza l'amministrazione comunale farà le proprie valutazioni. Non possiamo certo dire che questa situazione ci faccia piacere".
I PROMOTORI
"Una stagione sfortunata in un momento di crisi"