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Venerdi 30 Luglio 2010 - Ultima modifica: 01:08
Premio Strega - Il docente dell'Università di Bergamo, con il "Bambino che sognava la fine del mondo" è stato battuto di un soffio dal lavoro di Tiziano Scarpa. Il suo libro è ambientato tra il Seminario e una scuola cittadina e ruota attorno ad una vicenda di pedofilia, dichiaratamente finta, ma ispirata da fatti realmente accaduti altrove.
Scurati secondo con il libro ambientato a Bergamo
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Battuto di un soffio. Antonio Scurati, docente dell’Università di Bergamo e autore de “Il bambino che sognava la fine del mondo”, è arrivato secondo alla 63esima edizione del premio Strega, assegnato a Tiziano Scarpa con “Stabat Mater”. Il libro di Scurati, dichiaratamente una finzione, è ambientato tra il Seminario e una scuola materna cittadina (la Rodari) e ruota attorno ad un caso di presunta violenza pedofila, da parte di due maestre omosessuali. Finzione, sicuramente, ma con una buona dose di ispirazione a fatti realmente accaduti (ad esempio a Rignano Flaminio o in molte località di altri paesi d’Europa).
Il premio Strega viene assegnato ogni anno dal 1947 ad un libro pubblicato in Italia dal 1 maggio dell’anno precedente al 30 aprile di quello in corso. Tra i vincitori più famosi Cesare Pavese, nel 1950, Alberto Moravia, nel 1952 e Dino Buzzati nel 1958. Ogni libro deve avere il supporto di almeno 2 dei 400 giurati, che in seguito scelgono, con due votazioni,  il vincitore.
La giuria si è lasciata trasportare dalla storia di Cecilia (nel libro di Scarpa) giovane 16enne abbandonata dalla madre in ospedale. La ragazza suona il violino per abitudine finchè non incontra un giovane insegnante che le farà ampliare gli orizzonti: Antonio Vivaldi.

18 marzo 2009, la recensione su Bergamonews

Venerdi 3 Luglio 2009

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