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Fabbrica Intelligente L’hi-tech ospite al Talent Garden

Il 10 dicembre il Talent Garden ha ospitato la Fabbrica Intelligente assieme a Confindustria Giovani, per trattare di Factory in the Future, con l'intento di unire aziende manifatturiere a tematiche hi tech.

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Il 10 dicembre il Talent Garden ha ospitato la Fabbrica Intelligente assieme a Confindustria Giovani, per trattare di Factory in the Future, con l’intento di unire aziende manifatturiere a tematiche hi tech.

A trattare questo incontro è stato Stefano Scaglia, ingegnere di telecomunicazioni, presidente di AFIL ed imprenditore di aziende manifatturiere, che grazie ad Alberto Trussardi ha voluto spiegare cosa sta accadendo sul territorio per quanto riguarda il lavoro tra aziende. In quanto queste vogliono digitalizzarsi per poter competere poi sui mercati nazionali ed internazionali; opportunità ed innovazioni, quindi, interessanti all’interno delle industrie. La Intellimech è un’iniziativa privata con l’obbiettivo di sviluppare progetti di ricerca pre-competitiva, Scaglia spiega “è bello creare progetti tutti assieme, non singolarmente”, infatti questo Consorzio è costituito da 17 aziende lombarde che promuovono piattaforme tecnologiche nel campo della meccatronica “ciò ha avuto molto successo poiché ha aggregato imprese grandi e piccole superando enormi barriere, ed è viva ormai da 5 anni, dato fondamentale perché sono le aziende che contribuiscono economicamente” sottolinea l’imprenditore.

La Intellimech ha un ruolo importante, in quanto ha coinvolto numerose imprese nel territorio bergamasco ma sopratutto perché come dice Stefano “ha fatto opera di diffusione di tecnologia”, infatti assieme al Politecnico di Milano, al CNR e alla Camera di Commercio, è il socio fondatore della Fabbrica Intelligente, cluster lombardo riconosciuto sia per il livello scientifico che per il livello di autorevolezza, tanto più che l’iniziativa privata è stata anche promotrice di un progetto che ha portato a Bergamo 3 milioni di euro.

Ciò però che manca in tutto questo è la figura professionale come Innovation Manager ossia colui che stimoli e supporti le imprese per creare iniziative, difficile da trovare, poiché queste figure devono avere una conoscenza tecnologica ed una capacità di interlocuzione tra le aziende. L’obbiettivo di prima importanza è la creazione di un cluster che serve ad aggregare diversi soggetti tra cui l’ente pubblico, le imprese, università, banche, enti di ricerca ecc. Iniziativa molto usata in Europa cui molte aziende sono aggregate per cluster, infatti il 40% della forza lavoro in Europa lavora per cluster. In Italia questo effetto invece è scarso, la maggior parte si trovano nel Piemonte mentre due in Lombardia, quali una dell’energia e uno dello spazio; ora la Regione Lombardia ne ha promosse nove, tutte riconosciute ufficialmente dall’Europa.

Gli obbiettivi fondamentali su cui si basa la Fabbrica Intelligente spiega il Presidente dell’AFIL “sono: creare una comunity stabile di Imprese, Università, Enti di Ricerca ed Associazioni in modo che propongano progetti, iniziative di ricerca e innovazione; essere ente di riferimento di Regione Lombardia, ed interloquire sulle strategie sulla politica industriale per quanto riguarda il manifatturiero, tanto più che stiamo lavorando a tavoli di progetti europei, tra cui uno di questi con l’Ungheria, a nome della Regione Lombardia. L’ultimo obbiettivo è quello di entrare nei cluster europei, ossia lo sviluppo di una rete extra regionale di ricerca e innovazione attraverso la partecipazione di regioni europee che abbiano gli stessi nostri obbiettivi”. Per quanto riguarda i problemi più grossi Scaglia spiega “sono i controlli automatici, non abbiamo professionalità. E’ difficile trovare gente in questo settore” ma “Siamo tutti preparati, le aziende hanno coscienza di innovare, dipende però da quanto le tecnologie sono pronte”.

Stefania Boschini

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