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Io e la mia Olimpiade: “Le belle storie di vita degli italiani a Londra” fotogallery

La nostra Adriana Poli, inviata di Bergamonews, ci racconta il particolare incontro con alcuni sostenitori azzurri alla sfortunata sconfitta della Nazionale di Volley contro il Brasile alle Olimpiadi londinesi.

Dopo le soddisfazioni regalate dalla scherma speravo di portare fortuna anche agli atleti della pallavolo. Il match vinto dalle italiane contro le padrone di casa della Gran Bretagna non fa testo, visto che si era ancora nelle fasi iniziali del torneo olimpico e più che una partita è sembrato un allenamento. Quello maschile, invece, vedeva i nostri sfidare il Brasile per un posto nella finalissima. Non è andata come si sperava, ma nonostante la sconfitta c’è ancora la possibilità di aggiudicarsi un bronzo da giocarsi nella finalina contro la Bulgaria.

Abituata alla modernità e alle perfette condizioni dell’ExCel che ha ospitato le gare di scherma insieme a boxe, judo, ping pong, wrestling, taekwondo e sollevamento pesi, sono stata catapultata dalla parte opposta delle città nel palazzetto ricavato all’interno del centro fieristico di Earl’s Court. Una struttura decisamente vintage e poco "visitors friendly". Ma il bello dell’Olimpiade è la gente che riempie gli spalti e ancora più divertente è scoprire come è arrivata lì. Di fianco a me c’è Carlo, italiano di Belluno che vive a Londra da 16 anni. Lavora per una Onlus che procura mezzi di trasporto ai disabili. Si presenta al palazzetto in divisa inconfondibile, avvolto nella bandiera italiana con braccialetto tricolore e manina verde, bianca e rossa. Quando il match dell’Italia pallavolo prende una piega poco piacevole ricorre allo smart phone per consolarsi con il risultato della pallanuoto: il nostro settebello è in finale.

E all’uscita incontro Monica, ricercatrice farmaceutica padovana costretta ad espatriare perché non c’era posto per lei nell’Università italiana. Si è trasferita da 6 anni a Londra e può finalmente dedicarsi alla sua professione con soddisfazione. Come me è stata colta dall’ossessione del biglietto e ha passato ore e ore in internet nella speranza di vedere gli atleti italiani in gara a Londra. Oltre alle medaglie, l’Olimpiade mi ha regalato anche nuovi amici.

Adriana Poli

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