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Due ragazze bloccate lungo il sentiero del rifugio Coca

Dalla mattinata del martedì attivo il soccorso alpino per recuperare due ragazze di cui una è infortunata. Le condizioni avverse del tenpo hanno impedito l'intervento dell'elisoccorso

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Nel pomeriggio di martedì il centro soccorso alpino si è attivato per il recupero di due ragazze bloccate lungo il Sentiero delle Orobie, nella zona del rifugio Coca, in località Cimal, a 2400 metri di altitudine, verso il rifugio Brunone.

La chiamata al 118 è giunta nella mattinata alle 11.15. Una di loro è infortunata, secondo le prime informazioni si tratta di una sospetta lussazione al ginocchio sinistro.

L’eliambulanza è partita subito da Bergamo ma a causa di condizioni meteorologiche avverse non ha potuto avvicinarsi al punto esatto in cui si trovano le due escursioniste. Valutata la situazione, i responsabili hanno quindi deciso di far partire due squadre a terra di tecnici Cnsas, appartenenti alla Stazione di Valbondione.

Nel frattempo però il tempo è in parte migliorato: non era ancora possibile raggiungere le ragazze ma il mezzo ha imbarcato gli operatori e li ha portati al rifugio Coca, a circa 2000 m, con le attrezzature necessarie per l’intervento.

Da lì hanno percorso a piedi un’ora e mezza circa di sentiero: il tratto interessato è fra i più impegnativi del percorso ed è attrezzato con corde fisse e catene. La presenza di nebbia in quota al momento non permette di sapere con precisione quando l’intervento potrà concludersi.

Nella notte tra lunedì e martedì i tecnici della Stazione di Schilpario hanno invece partecipato a un intervento di ricerca.

Un uomo di 50 anni, comasco, in vacanza in Val di Scalve, si era allontanato per una passeggiata. La moglie, preoccupata per il mancato rientro, intorno alla mezzanotte ha chiesto aiuto. Insieme con i carabinieri il Cnsas si è attivato per le ricerche e dopo una prima perlustrazione della zona hanno ritenuto opportuno avere informazioni sull’attivazione delle cellule telefoniche da parte del telefonino dell’uomo, che non rispondeva alle chiamate perché scarico. Hanno poi accertato che l’uomo stava bene e le ricerche sono terminate verso le 2.30. Il Cnsas sta collaborando in modo proficuo con i carabinieri, in particolare nelle operazioni che riguardano persone smarrite. La raccomandazione per chi va in montagna è di lasciare sempre detto ai familiari o a conoscenti dove si è diretti e di avvisare se si prendono decisioni diverse da quanto preannunciato, per abbreviare i tempi di ricerca e consentire di concentrare le risorse in luoghi ben delimitati.

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Commenti

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  1. Scritto da Damiano

    Intervento off-topic per i maschietti: andate al rifugio Longo, se volete vedere una rifugista di rara bellezza. Una ragazza che è veramente una Perla Orobica. :-)

  2. Scritto da roberta

    Giusto per la precisione: non si chiama “Cimal” ma “Simal”, ed è a circa 2700 metri (credo 2716), non 2400. Non per niente è il punto più alto del sentiero delle Orobie…