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Due ragazze disperse ai Laghi Gemelli Salvate dal Soccorso alpino

Due ragazze bresciane con un cane hanno smarrito il sentiero. Con il cellulare ieri sera alle 18 hanno dato l'allarme, in un paio d'ore ritrovate e portate a valle dai tecnici del Soccorso alpino di Bergamo.

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Avevano perso l’orientamento le due ragazze di Pontoglio, in provincia di Brescia, che sabato 28 luglio, hanno chiesto aiuto al Soccorso alpino. Partite in mattinata da Valgoglio in compagnia del loro cane, per un’escursione verso i laghi Neri, si sono invece spostate verso il Passo D’Aviasco, situato tra la Val Seriana e la Val Brembana. Sono poi scese nella Valle dei Frati e hanno incrociato il sentiero che porta al Rifugio Laghi Gemelli.

Quando si sono rese conto di essere in difficoltà e che stava arrivando la sera, intorno alle 18 hanno chiesto aiuto con il telefonino.

Le due ragazze sono anche riuscite a dare informazioni abbastanza precise, sebbene non conoscessero il nome del luogo in cui si trovavano.

Hanno però indicato una presa dell’Enel come riferimento (in zona ce ne sono un paio). Il responsabile Cnsas (Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico) ha quindi identificato l’area e ha chiesto al rifugista dei Laghi Gemelli se poteva eseguire un sopralluogo nei pressi della presa situata nei dintorni. Esclusa la presenza delle due escursioniste, cinque tecnici della Stazione di Valle Brembana sono partiti con un mezzo fuoristrada verso l’altra presa Enel e in un paio d’ore le hanno ritrovate, stanche ma in buone condizioni. Le hanno infine riaccompagnate a valle, insieme al cane. L’intervento si è concluso alle 20.00.

In molti casi, per risolvere interventi che possono anche essere abbastanza complessi, il Soccorso alpino si avvale del supporto dei gestori dei rifugi, che svolgono un compito molto importante di presidio del territorio. E’ importante anche sottolineare che l’operazione si è conclusa in tempi brevi perché le ragazze non hanno esitato a contattare i soccorsi non appena hanno riconosciuto di essere in una situazione critica.

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Commenti

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  1. Scritto da marco

    grande mauri..laghi gemelli….

  2. Scritto da roberta

    Ogni anno le stesse storie… fortunatamente non si è fatto male nessuno, ma è mai possibile che ci sia in giro gente così imprudente? Io farei pagare loro un ticket per l’attivazione dei soccorsi. Complimenti come al solito invece ai volontari del soccorso alpino e ai rifugisti, il cui prezioso lavoro non è mai abbastanza riconosciuto

    1. Scritto da Damiano

      Sono d’accordo totalmente con lei. Per di più, aggiungo, ci sono sentieri tabellati, cartine da portarsi dietro e affisse sui pannelli vicino ai rifugi e alle dighe, gente che si incontra che ti sa dare indicazioni (parlo così perché capita anche a me di chiederle). Insomma, non sembrerebbe possibile “perdersi” in zona Laghi Gemelli… Eppure capita ancora… Bravi ai soccorritori e ai rifugisti per il loro prezioso ed encomiabile lavoro!

  3. Scritto da Yuri

    La prossima volta vadano a far sgambettare il loro cane al Parco della Trucca. L’unica cosa positiva è che non sia successo nulla di grave,.

  4. Scritto da Barbara

    La montagna è bella ed accogliente ed è per tutti per quelli ‘bravi’ e quelli che lo sono un po’ meno e un po’ meno,di solito, rischiano!
    Ho per caso visto le fanciulle accolte dai ‘ragazzi’ del soccorso alpino sorridevano grate e …MOLTO mortificate avevano in mano la cartina dei sentieri brembani che uno dei soccorritori aveva dato loro! Per la prossima volta ….
    Prendete queste mie righe come una foto presa da un angolatura differente .Nessuna polemica .
    Mauri 6 grande!
    Gli ‘omini in rosso’….efficienti e simpatici come sempre!

  5. Scritto da giuseppe

    Si va bene allora secondo voi non si dovrebbe più uscire di casa..-.- allora i casi son 2: o non siete mai andati in montagna..o siete dei campioni che si credono tutto loro e gli altri sono scemi..
    son cose che capitano perdersi e quelli dei soccorsi anche se devono fare qualche intervento e smettere di prendere il sole credo che non si offendano..non capisco per cosa vi scandalizzate e perchè dovete fare i moralisti..bah

    1. Scritto da mah

      IN PRIMIS si dovrebbe uscire di casa e sapere che si esce da casa
      sapendo dove ci si reca a mio modesto parere queste non sapevano dove andavano.
      la montagna va rispettata e se la conosci non la sottovaluti ,nessuno si scandalizza e nemmeno moralisti bisogna essere REALISTI lei
      sig giuseppe consce la realta a quanto pare no.

    2. Scritto da roberta

      No: NON SONO cose che capitano. Se non conosci la strada non la percorri da solo. Punto e stop. Siamo in montagna, non tra le vetrine dell’Oriocenter.

    3. Scritto da Damiano

      Lei uscendo di casa, sa che deve rispettare determinate regole della strada, per non fare incidenti o essere investito da qualcuno. Ecco, la montagna, come la strada, ha le sue regole da rispettare. Se non si sa dove si sta andando, non si procede oltre! Punto. Si torna indietro da dove si è arrivati. E, evidentemente non conoscendo la zona (sennò non si sarebbero perse), ci si porta dietro una cartina coi sentieri.

  6. Scritto da vittoria

    Il cane tentava di abbandonare le due ragazze per strada ma non c’e riuscito.

  7. Scritto da dd

    ragazzi, sono cose che succedono, l’è mort nisù…
    mi scandalizzano semmai alcuni rave non autorizzati senza nessuno che interviene MAI in modo deciso per fare in modo che non si facciano più.

  8. Scritto da Ezio

    Esasperante il solito qualunquismo di chi sente il bisogno di pancia di dare addosso solo perchè delle persone si sono perse.
    Non ci vuole molto a perdersi, soprattutto in zone dove ci sono molti sentieri. Basta un bivio senza segnalazioni ed è fatta.

    1. Scritto da Damiano

      Qualunquismo? Davanti a un bivio senza indicazioni, con quale criterio ne sceglie uno piuttosto dell’altro, se non ha con sé cartine dei sentieri? Tira a sorte? Se umanamente si può sbagliare e ci si può perdere, altrettanto umanamente si può biasimare chi prende delle direzioni senza sapere dove lo porteranno. La prima regola dell’andare in montagna, davanti a un dubbio o una situazione di non sicurezza, fermarsi e tornare indietro, non procedere ad oltranza! Ci si può perdere su terreni agevoli ai soccorsi, ma si può anche finire in posti dove non c’è “campo” per il telefonino e non si può chiamare nessuno…