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“Bergamo capitale cultura, stavolta mi vergogno di essere bergamasco”

Vi proponiamo l’articolo del giornalista bergamasco Cristiano Gatti, che su “Il Giornale” commenta l’incertezza della candidatura di Bergamo capitale europea della cultura 2019. “Un’occasione persa. Un’altra”.

Vi proponiamo l’articolo del giornalista bergamasco Cristiano Gatti, che su “Il Giornale” commenta l’incertezza della candidatura di Bergamo capitale europea della cultura 2019. “Un’occasione persa. Un’altra”.

Sono bergamasco e stavolta me ne vergogno un po’. Troppo penosa, questa storia. La mia città è fra le primissima ad aver cullato il sogno di diventare capitale della cultura. Per una volta, sembravano tutti d’accordo sulla nobile sfida. Maggioranza e opposizione della politica, banche e imprese, commercianti e sindacati, giornali e salotti. Al grido di “facciamo finalmente un salto nel magico mondo delle idee e dello spirito”, noi che storicamente siamo gente di calli sulle mani, di cantieri edili e di capannoni allo stato brado, proprio noi abbiamo stanziato subito 200 mila euro per avviare la complessa macchina della candidatura. A seguire, reclutato il project manager Riccardo Bertollini, specialista del ramo, per preparare il curriculum. Lui ha lavorato diversi mesi, confezionando un dossier che per molti versi ha sorpreso persino noi stessi, ignari di tante virtù locali, o quanto meno distratti e annoiati al punto tale da non notarle più. Devo dire che qualunque imbonitore non farebbe una gran fatica a vendere il prodotto Bergamo. Lo dico senza stupido orgoglio. Questa mia strana città può soffrire al mondo intero il più bel borgo fortificato, chiuso dentro le inimitabili mura venete, che esita sulla faccia del pianeta. Può darsi che io risenta un poco di amore filiale, ma sfido chiunque ad indicarmene uno che lo superi in fascino e suggestione. E comunque riconosco tranquillamente che fuori dalle Mura avite noi moderni abbiamo lavorato molto per compensare cotanta bellezza, edificando un hinterland decisamente caotico, svaccato, volgare, perfettamente uguale in squallore a tutti gli squallidi hinterland globalizzati. Città Alta, però, resta un biglietto da visita inimitabile. Ad affiancare questa magica credenziale, l’università, l’aeroporto, un sistema di piccole e media imprese che ha fatto la storia dell’economia italiana. Più i nomi illustri, che contano sempre in sede di promozione: Donizetti, Manzù, il Colleoni, il Caravaggio, Papa Giovanni…Sì, sembrava davvero tutto a posto, questa volta. Ma proprio al momento di quagliare, ecco i colpi d’ala delle nostre piccinerie: uno strano giorno si viene a sapere che la macchina è già grippata ancor prima di correre. Incomprensioni politiche, strani raffreddamenti, misteriose gelosie, vai a sapere che altro. Risultato: il project manager viene silurato dal’assessore alla Cultura. Giorni fa l’opposizione chiede un Consiglio comunale straordinario, alla fine se ne esce con la roboante decisione di rilanciare. Cioè: adesso che la corsa è quasi finita, noi ripartiamo da zero. A occhio e croce, la mia città ha le stesse possibilità dell’Atalanta di vincere lo scudetto. Ma nessuno ovviamente sa dire la ragione esatta del disastro. E’ la classica situazione in cui tutti hanno ragione e nessuno ha torto. O tutti hanno torto e nessuno ha ragione. Se però devo dare una spiegazione mia, credo che ancora volta sia prevalsa la nostra visuale miope, corta, ristretta, palancaia, molto più adatta alla concretezza del fare che all’ambizione del pensare. Forse è un’ipotesi malevola, ma sarei pronto a scommettere che se avessimo dovuto mobilitarci per un nuovo mega-super-ipermercato avremmo già trovavo tutti gli accordi e avremmo stravinto la gara. Invece è solo cultura. Possiamo perdere, che sarà mai. Non è la morte di nessuno. Ma che vada, è un’occasione persa. Un’altra.

Commenti

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  1. Scritto da MAURIZIO

    Cito Gatti, :”ancora volta (credo) sia prevalsa la nostra visuale miope, corta, ristretta, palancaia, molto più adatta alla concretezza del fare che all’ambizione del pensare… sarei pronto a scommettere che se avessimo dovuto mobilitarci per un nuovo mega-super-ipermercato avremmo già trovavo tutti gli accordi e avremmo stravinto la gara. Invece è solo cultura. ” Se questo è vero, come è vero!, BERGAMO non può essere proposta come città della cultura. O meglio, la sua cultura si ferma all’ottocento. Oggi NON E’ PIU’ UNA CITTA DELLA CULTURA, ma del business. Fatela finita con queste candidature ipocrite e pensate a COME RIATTIVARE la cultura a Bergamo. Questo sì sarebbe utile.

  2. Scritto da Attila

    Evidentemente la cultura non interessa ai bergamaschi, ma dove vive il Gatti?
    Qui comandano i Radici ed i Percassi che hanno fatto del profitto una ragione di vita.
    Perchè non si scandalizza per quel mefitico aeroporto cresciuto a dismisura (solo fra qualche anno ne pagheremo le conseguenze in termini di salute) o per quella costosa burla della scuola di magistratura? Piaccia o no il bergamasco è ancora quello di una volta…

  3. Scritto da MAURIZIO

    La città della cultura rimasta ferma al secolo diciannovesimo deve il suo UNICO interesse attuale, gli affari e la tecnica collegata agli affari, alla maggioranza degli imprenditori e dei politici bergamaschi in esercizio. Per fortuna esiste una sparuta, nobile minoranza che riesce a fare realmente cultura. Ma da qui a dire che BERGAMO è il centro dellla cultura europea… Quante compagnie teatrali berlinesi, polacche, spagnole, scozzesi, olandesi hanno portato i loro lavori al Donizetti nel 2011? Quanta letteratura europea d’avanguardia passa per Bergamo? Quanti convegni di psicoanalisi, di filosofia o di economia europee sono stati organizzati a Bergamo? Per favore, smettela.

  4. Scritto da MAURIZIO

    Non candidare Bergamo a città europea della cultura non significa affatto perdere un’occasione, caro Gatti, ma ammettere che Bergamo non è oggi per nulla la città-simbolo della cultura europea. CIONONOSTANTE, lei vorrebbe candidarla! Lei chiede qualcosa che non corrisponde alla Bergamo di oggi. Infatti, cita la storia, i monumenti, il settecento, i grandi pittori ottocenteschi. E oggi? C’è l’imprenditore che ha ereditato l’azienda, incollato al politico locale per il business delle villette a schiera o delle tangenziali. E’ cultura? Si riattiva la cultura con una candidatura? Guardate l’università. Piena di cattedre inutili create dalla politica e da docenti-garzone. Ma smettetela.

  5. Scritto da MAURIZIO

    Dovete candidare Bergamo come capitale europea, città-simbolo di ciò che oggi è l’Italia : un museo. Punto.

    1. Scritto da riccardo

      Concordo pienamente con pressoché tutti i post del Sig. Maurizio che ha ragioni da vendere. Oggi come oggi non solo Bergamo nondà alcun contributo fattivo in termini culturali, ma si opera in un contesto nazionale e oserei dire continentale di declino culturale ed intellettuale che si può far tranquillamente risalire al dopoguerra e forse anche prima. Siamo in un contesto di un continente in evidente declino di cui la crisi economica recente ne è solo l’ultimo effetto. Siamo una città arretrata che vive in un paese al degrado e un continente in inarrestabile declino storico. Bergamo capitale europea della Cultura è cosa priva di riscontri e solo un’artificiosa operazione di marketing

  6. Scritto da MAURIZIO

    Pochi anni fa un notissimo imprenditore di Bergamo ha testualmente dichiarato (ho conservato l’intervista) : “A Bergamo non abbiamo bisogno di un’università di lettere o di filosofia. Soldi buttati. Abbiamo bisogno di tecnici (sono sicuro che ha pronunciato “tennici”)”. Ecco la Bergamo città della cultura. Io amo questa città. Mi offende sia l’imprenditore che la candidatura-spettacolo. L’evento-luna-park vuoto che fa girare alberghi, qualche convegno, molti articoli sui giornali, l’aeroporto. Che tristezza.

    1. Scritto da "Tennico"

      Beh i “tennici” ,comunque, servirebbero eccome…senza offesa, ovviamente, per studenti e professori di lettere. Forse la cosa peggiore sono i soldi buttati via per un progetto lasciato a metà,tanto valeva andare fino in fondo, no?

      1. Scritto da MAURIZIO

        Certo che i diplomi e le lauree tecniche servono. Chi dice il contrario? Sono questi imprenditori e i loro soci politici ad affermare che la cultura umanistica è inutile. In realtà, queste persone non parlano nemmeno della scienza, ma della tecnica. Tutto ciò che non è utile a moltiplicare le entrate è inutile. Questo è l’ideologia. Chissà perchè il più importante ospedale italiano ha istituito con orgoglio, da anni, numerosi corsi di laurea in materie umanistiche. Primo tra tutti, filosofia.

  7. Scritto da DD

    ma chi se ne frega!

  8. Scritto da Gabriele

    Senza tante elucubrazioni: sarebbe bastato che il SIndaco avesse “potuto” evitare di mettersi in seno un Assessore con nun conflitto di interesse che più grande non c’è. Non dovremmo ora parlare del project manager Riccardo Bertollini silurato, ma probabilmente del progetto vero e proprio da mettere finalmente in campo.

    1. Scritto da poco poco

      bravo. preciso. tutto il resto avanza.

      1. Scritto da Venticello

        Si ma la calunnia o é un venticello oppure servono fatti, esempi, almeno uno dai, ce la fate? In caso contrario siete quello che scrivete. calunniatori.

    2. Scritto da alice

      Bravo. Ecco una giusta osservazione in mezzo a tanto parlare inutile. Aggiungo che sarebbe stato anche meglio avere un assessore con la competenza necessaria, visto che si sta dimostrando assolutamente non all’altezza.

  9. Scritto da Daniele

    Concordo pienamente con Maurizio, basti pensare alla tanto reclamata “mostra del libro” o fiera, ora non ricordo, che ha avuto luogo sul sentierone nei mesi scorsi: se quello è un evento letterario allora la cultura in questo campo della nostra città è sotto gli occhi di tutti.

  10. Scritto da domenico

    Ma perché non si sa più nulla della candidatura UNESCI? Eravamo in dirittura di arrivo a fine mandato di Bruni, e poi è venuta fuori sta bufala della cultura, e dell’altra non si è saputo più praticamente nulla…. come mai?

  11. Scritto da Montanelli batti un colpo

    Ai tempi di Montanelli uno come Gatti avrebbe scritto sul Corriere di Longuelo. Adesso é il tempo di Feltri, che chiaramente non saprà nulla di quell’accozzaglia di parole scritte a pagamento e sotto dettatura a pagina 31 del Giornale. bergamaschi non abboccate, a prescindere dalla Capitale, dalla Cultura e dai facili populismi.

  12. Scritto da MAURIZIO

    E’ curioso constatare che oggi non si candida qualcuno ad una funzione in quanto ne è un simbolo, ma nella flebile speranza che, non essendolo, possa successivamente diventarlo. Abbiamo invertito i parametri del concetto di verità.

  13. Scritto da Libero Pensiero

    Visto che Lei si vergogna di essere Bergamasco, prenda un altra cittadinaza che Noi veri Bergamaschi ne facciamo a meno delle persone come Lei.

    1. Scritto da maria

      libero pensiero,…ma di cosa!!!!! a si la dea..e i super mercati

  14. Scritto da Paolo Locatelli Movimento 5 Stelle Bergamo

    Al di là della candidatura, Bergamo sarebbe la perfetta capitale europea della cultura se l’ospedale vecchio diventasse un campus universitario. Tuttavia gli amministratori comunali non solo hanno mandato a gambe all’aria il progetto della candidatura ma sono anche gli stessi che vogliono che questa città divenga la capitale europea dei Centri Commerciali e delle concessioni edilizie. Su questa linea, come su tante altre, tra amministratori attuali e precedenti non c’è differenza. Figuriamoci se un’area appetibile come quella di largo Barozzi può essere destinata a servizio pubblico per le giovani generazioni. Se si avverasse questa cosa allora sì che sarei orgoglioso di essere bergamasco.

  15. Scritto da Gatti o Gatto nero

    Gatti, visto che già Bergamo ha decine di autolesionisti egoisti e socialmente ingravidi, faccia il piacere di ritirare la propria cittadinanza, così, per un favore al prossimo.

  16. Scritto da gigio

    si vergogna di essere bergamasco ? io mi vergogno di avere gente come lei che dice queste cose, essere di bergamo essere di una città che si ama oltre ogni cosa, perché girare per il mondo fotografandolo con una reflex, fare foto che sono pure finite su riviste specializzate e affini, ma la foto più bella è quella di bergamo, perché tutte le strade portano a bergamo, io sono orgoglioso della mia storia, anni fa visitai roma ci sono tornato nel 2011 li non sanno e non si interessano dei pezzi di storia che anno, ne i cittadini ne le istituzioni !!!!!! noi dobbiamo solo imparare ad apprezzare la nostra città, perché è inutile che le istituzioni si sbattano quando ai cittadini frega niente!!!!

  17. Scritto da usiamo il cervello

    Qualche hanno fa Cristiano Gatti aveva scritto un belissimo articolo dal titolo “Bergamo ha il cemento alla gola: è ora di dire basta” dove si riprendevano le tesi del prof. Tosi per dimostrare come la logica puramente speculativa di imprenditori e politici nostrani stava distruggendo la nostra città. Gli esempi dell’ex Ospedale (ma anche di Sace, Enel, via Autostrada, Gleno ecc. ecc.) dimostrano che Bergamo sta facendo di tutto per distruggere la sua immagine di città e non solo della cultura. E quello più eclatante è l’aeroporto che sta massacrando interi quartieri e comuni dell’hinterland per un turismo mordi e fuggi al servizio di Milano e di qualche centro commerciale.
    Che vergogna !!!

  18. Scritto da lamagraz

    Sono e sempre saranno i meri interessi a rovinare l’apporto umano nelle scelte che vedono il Mecenatismo una pura utopia.
    Non siamo mai stati una vera Nazione, non meravigliamoci se delle beghe di paese possono fare questo !

  19. Scritto da Marcus

    Beh Gatti nel dirsi vergognato di essere bergamasco non ha fatto altro che dimostrare la piccineria bergamasca che critica. Perchè dalle altre città italiane abbiamo degli esempi luminosi ? Mi pare poco.
    Per il resto condivido quanto sostiene nell’articolo !

  20. Scritto da Alberto C.

    Pur condividendo le critiche penso che sia assolutamente sbagliato il metodo utilizzato dal bravissimo Gatti che, con il suo articolo ha contribuito ad affossare ulteriormente il progetto o, quantomeno, a favorire i nostri competitori.
    Ma perché una bella volta non impariamo a unire le forze migliori della nostra provincia per pensare e fare in “grande”?
    In altri territori “più illuminati!” questo non sarebbe successo perché ci si confronta aspramente nelle sedi opportune ma poi si tira tutti dalla stessa parte!
    Buona serata e grazie per l’ospitalità

  21. Scritto da mario

    il biglietto da visita di Bergamo:
    Casello autostradale demenziale,
    Stazione ferroviaria da terzo mondo,
    viabilità peggio di Napoli,
    cementificazione esasperata
    inquinamento tra i maggiori d’Italia.
    E VOGLIAMO ESSERE CAPITALE DELLA CULTURA?
    si cultura dei soldi…..

    1. Scritto da SVEGLIAAA

      Ehi Mario, ma secondo te, per cambiare ci vuole la Fatina di Pinocchio o tanta volontà, fatica, tempo e soldi? E’ un’occasione. Non un ordine e nemmeno un consiglio. Per svoltare agli obbrobri che hai scritto possiamo provare o ci grattiamo ogni volta che scrive il Gatto nero e chi come lui pensa solo al proprio articoletto scritto su commissione di chi non ha più la poltroncina? A noi interessa Bergamo. o no?!

  22. Scritto da Lo

    gente stacanovista con i calli sulle mani ma… solo per poter dire “me go el mercedes” cultura??? why? se vanno a cuba non sanno che fuori Varadero c’è Cuba. imprenditori anche, ma troppi e troppo spesso solo per soldi. eppure, nonostante tutto persone fuori dal comune hanno lasciato il segno a Bergamo, sarebbe buono rinfrescare la memoria, peccato aver perso questa occasione. è fattibile riproporsi?

  23. Scritto da W Bergamo

    Il solito vezzo italico di denigrarsi. La solita bercera esterofilia.
    Comunque parole che lasciano il tempo che trovano. Io sono orgoglioso di essere Italiano, poi Bergamasco, e Bergamo é una città meravigliosa anche se qualche volta la insozziamo con becere movida di importazione barbarica

  24. Scritto da Leo

    Gatti hai pefettamente ragione!!!!

  25. Scritto da stefano

    Ma capitale europea di che cosa?? Del cemento e dell’inquinamento? Ma basta ecomostri, basta aeroporto, Bergamo ha bisogno di tornare ad essere vivibile!

  26. Scritto da Maria giorgio

    Bergamo ha tante Associazioni poco ascoltate dagli assessori , e noi sappiamo che quello che conta è vivere la cultura non farsi dare un etichetta a caro prezzo da enti carrozzoni. Bergamo deve emettere moneta, come nel 1100-1200 e rifiorira. Svegliamoci abbiamo lasciato ai banchieri e ai politici inetti e corrotti le nostre libertà e dignità. Via da Roma via dalla BCE spa, riconoscimo la moneta dei comuni alla pari e il lavoro alla pari e vivremo con gioia e dignità, non può mancarci niente, abbiamo agricoltura, inventiva, amore per il territorio e per noi. Lavoriamo tutti con gioia e interesse per la nostra collettività e lavoreremo per noi non per la BCE spa. Amici delle Mura di Bergamo

    1. Scritto da tsee

      Olè, un altro finto grillino con un commento totalmente inappropriato. Immagino con 0 basi di economia, tanto l’economia è quella che ci dice Beppe vero?
      Magari niente voli ad Orio al Serio, sia mai, le scie chimiche…

  27. Scritto da ROBERTO

    SALVE CARISSIMI LETTORI. SONO UN RAGAZZO DEL SUD, AFFASCINATO DA QUESTA SPLENDIDA CITTA’, TANTO CHE PER MOTIVI DI SALUTE E LAVORO SONO IN PROCINTO DI TRASFERIRMI! LE VOSTRE CONSIDERAZIONI SONO MOLTO INTERESSANTI, ANCHE SE FORSE SOVRAPPONIAMO LA REALTA’ DELLA POLITICA ITALIANA CON LA CULTURA E LA BELLEZZA DI UNA CITTA’ D’ARTE COME BERGAMO! PERSONALMENTE SONO INNAMORATO DI QUESTA CITTA’ E DEI BERGAMASCHI SEMPRE GENTILI, CORDIALI E DISPONIBILI! VORREI COGLIERE L’OCCASIONE E CHIEDERE AIUTO A OGNUNO DI VOI PER UN EVENTUALE COLLOQUIO CONOSCITIVO. RINGRAZIANDOVI ANTICIPATAMENTE PER L’ATTENZIONE ACCORDATAMI, RIMANGO IN ATTESA DI UN VOSTRO GENTILE E POSITIVO RISCONTRO.
    EMAIL: PATTI.ROBER@GMAIL.COM

    1. Scritto da colones

      “BERGAMASCHI SEMPRE GENTILI, CORDIALI E DISPONIBILI”?!? Evidentemente non hai mai messo piede a Bergamo!
      Bella anche la paraculata del “COLLOQUIO CONOSCITIVO”!
      E, a proposito di cultura, non si scrivono i messaggi in maiuscolo…
      Divertiti in città!