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Edo Ronchi: “L’ecologia sarà il futuro delle imprese orobiche”

L'ex Ministro dell'Ambiente, il trevigliese Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile spiega perché Bergamo deve investire nella green economy.

L’ecologia Made in Italy è il nuovo campo di sviluppo dell’economia italiana. Parola di Edo Ronchi, 62 anni di Treviglio, già Ministro per l’Ambiente. Il Decreto che porta il suo cognome è del 1996 e introdusse in Italia l’obbligo della raccolta differenziata dei rifiuti. Sposato e padre di tre figli, nel 2008 ha lasciato il Parlamento per dar vita alla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in cui imprese ed esperti collaborano per la crescita della green economy in Italia.

 


Sono passati 20 anni dalla Conferenza di Rio nel 1992, quattro anni dopo, nel 1996 ha introdotto con un decreto che porta il suo nome la raccolta differenziata in Italia. Che cosa è cambiato da allora?

“Sono cambiate molte cose. Vent’anni fa c’erano le discariche, oggi c’è un’attenzione all’ambiente che si vive ogni giorno in casa con la raccolta differenziata. Fu una novità assoluta, oggi è un atteggiamento quotidiano. Bergamo e alcuni comuni della sua provincia vantano primati come amministrazioni riciclone a livello nazionale. Anche se non in tutto il Paese quel decreto ha avuto lo stesso effetto”.

C’è qualcosa che si rimprovera?

“No. Le persone sanno che l’ambiente va rispettato. Se c’erano dei ritardi al Sud, in parte sono stati recuperati. Salerno, per esempio, non è molto distante dai parametri di Bergamo. La Sardegna che ha da poco iniziato a differenziare e recuperare i rifiuti sta dando ottimi risultati”.

Ora però ha una nuova sfida davanti a sé?

“Sì, con il Ministero dell’Ambiente e dal Comitato Organizzatore degli Stati Generali della Green Economy abbiamo avviato un percorso in vista del prossimo appuntamento di Rimini, del 7 e 8 novembre, in cui sarà presentato e discusso il Programma per lo sviluppo della Green Economy sarà presentato e discusso con rappresentanti dell’Unione Europea e dell’OCSE, delle principali organizzazioni delle imprese e dei sindacati, del mondo politico e parlamentare, delle associazioni ambientaliste e dei consumatori, di Enti locali e Regioni. In quell’occasione sarà anche presentato un rapporto sulla Green Economy, realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, in collaborazione con l’Enea”.

Di che cosa si tratta?

Il Programma per lo sviluppo di una Green Economy, in fase di elaborazione nei gruppi di lavoro, affronterà 8 settori individuati come strategici per lo sviluppo di un’economia verde in Italia. Si tratta, in particolare, dell’eco-innovazione, del risparmio energetico e dello sviluppo delle fonti rinnovabili; dello sviluppo del riciclo e dei materiali rinnovabili; della mobilità sostenibile; dell’agricoltura di qualità ecologica; dei servizi ambientali e del potenziamento degli strumenti economici per sostenere tale svolta . Su questi temi si confronteranno anche 8 Assemblee nazionali che sono state programmate tra luglio e settembre.

Vent’anni dopo la Conferenza mondiale di Rio quali obiettivi emergono per il futuro?

"La Conferenza di Rio+20 ha alimentato la spinta internazionale per lo sviluppo di una green economy. La crescente consapevolezza ambientale apre spazi di mercato, nazionale e globale, per consumi e produzioni ad elevata qualità ecologica. L’Italia grazie al dinamismo delle sue Piccole e medie imprese e alla tradizionale associazione del made in Italy alla bellezza e alla qualità, può utilizzare le chiavi della green economy per aprire le porte ad una nuova prospettiva di sviluppo".

Bergamo non è stata risparmiata dalla crisi economica. Molte aziende sono state costrette a chiudere. Crede che possa esserci una possibilità anche per la terra bergamasca?


Bergamo come tutta l’Italia deve crederci, deve accettare questa sfida. Bergamo, in particolare, ha un tessuto manifatturiero che è ben disposto. Ricordo la Montello, ex fabbrica siderurgica, riconvertita a ottimo impianto per il riciclo e il recupero dei rifiuti. Ma non bastano le imprese. Occorre investire anche in un’agricoltura che, abbinata al turismo, possa essere fonte di reddito e occasione di lavoro per molti giovani. Occorre rafforzare le filiere nel campo agro alimentare. La vocazione del lavoro in Italia è tutta concentrata sulla qualità, immaginiamo ora di spostare questa cura del lavoro nella green economy ed facile immaginare le potenzialità di sviluppo di quest’onda green. Si crea così una possibilità, un riscatto dello sviluppo economico per tutte le imprese italiane. Penso poi allo sviluppo di impianti energetici: dal solare all’eolico e a tutte le fonti rinnovabili”.


Crede che sarà possibile questa riscossa?

"A Rio de Janeiro la Cina ha presentato un piano quinquennale per sei settori strategici tutti a valenza green. Se la Cina, che sta guidando l’economia mondiale, sta andando in quella direzione, questo avvalora la mia tesi: la green economy è il futuro. E noi non possiamo starne fuori”. 

Commenti

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  1. Scritto da giulia

    Grazie Edo

  2. Scritto da MAURIZIO

    Egr. Cav. del Lav. Edo Ronchi, abbia ALMENO la compiacenza di tacere e di andare in Riviera, con altri coetanei vecchietti, a godersi i 9.604 euro al mese di vitalizio illegittimo e immeritato. Se fossi in lei, comunque, non sarei così certo che il suo illegittimo diritto acquisito non verrà mai toccato. Prima o dopo.

    1. Scritto da unodel54

      la penso come Maurizio. anche se con un curriculum così ha tutto il diritto di dare lezioni di economia: Politicamente schierato a sinistra, iniziò la sua attività politica con Avanguardia Operaia[1] e Democrazia Proletaria, con cui fu deputato dal 1983 al 1987. Due anni dopo fondò con Francesco Rutelli i Verdi Arcobaleno, movimento ambientalista di cui fu portavoce nazionale fino al 1991, anno in cui avvenne la riunificazione della Federazione dei Verdi.

      1. Scritto da a sora cencia

        a lingua batte dove l’invidia dole…. ma se ve stanno sur gobbone li stipendi de i politisci… annate a vota’ er referendum abrogativo.
        Basta poco, che sce vo’

  3. Scritto da Paolo

    Ma invece di stare in italia,perchè non se ne va in Cina a vedere come mettere in ginocchio le loro aziende!!!

  4. Scritto da roberta

    Veramente il suo omonimo decreto era del 1997, non del 1996. Correggete, per favore. Grazie. P.S. potete anche non pubblicare questo commento…

  5. Scritto da MAURIZIO

    Devo ammettere il mio grossolano errore nel precedente mini post sul Cav. del Lav. Edo Ronchi. Me ne scuso con Voi e con Lui. Non ha solo un vitalizio di 9.604 euro al mese. Ha anche lo stipendio di professore. Diciamo 4.000 euro/mese? E’ presidente di una associazione. Diciamo 4.000 euro al mese? Totale : 18.000 euro/mese. Ah, dimenticavo, è laureato in scienze politiche, ma, ovviamente, insegna Progettazione ambientale presso un corso di laurea in Architettura del Paesaggio. Del tutto inutile dire che il concorso all’università lo ha superato nel più rigoroso rispetto delle normative vigenti e, sopratutto, essendo stato deputato e senatore, senza l’aiuto di nessuno.