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Formigoni, l’accusa: patto tra governatore faccendiere e manager

I pm accusano il presidente della Regione Lombardia di illecito finanziamento elettorale per oltre mezzo milione di euro nel 2010 proveniente da una azienda sanitaria privata.

Un’inchiesta, quella che ora è arrivata fino a Roberto Formigoni, che è avanzata piano piano, passando per diversi punti per poi centrare il bersaglio principale. Prima il buco da un miliardo di euro del San Raffaele, poi la presunta distrazione di 70 milioni di euro dalle casse della fondazione Maugeri, quindi l’iscrizione al registro degli indagati del potente direttore generale della Sanità lombarda Carlo Lucchina. E’ lui, ai piani alti del Pirellone, a gestire i rapporti con le Asl per conto del governatore. E così alla fine, uno dopo l’altro, tutti gli uomini del presidente sono caduti. Roberto Formigoni è rimasto asserragliato nel suo fortino fino all’ultimo, proclamando totale estraneità. Ma sabato 16 giugno i magistrati di Milano gli hanno presentato il conto. Durante un tesissimo interrogatorio a Pierangelo Daccò, i pm informano l’uomo d’affari in carcere dal 15 novembre per i fondi neri del San Raffaele: “Le comunichiamo che lei è indagato per corruzione e finanziamento illecito ai partiti in concorso con Formigoni e Lucchina”.

I pm accusano Formigoni di illecito finanziamento elettorale per oltre mezzo milione di euro nel 2010 proveniente da una azienda sanitaria privata. Un’ipotesi che ha preso forma a seguito degli interrogatori del consulente della Maugeri, Gianfranco Mozzali, e del direttore generale Costantino Passerino. I quali hanno genericamente accennato a “denaro versato per sostenere la compagna elettorale del Pdl”.

Niente nomi, ma per la Procura queste conferme hanno rappresentato un punto di partenza su cui lavorare. E’ sempre Mozzali, tra l’altro, a indicare Formigoni come uno degli ospiti di Daccò al ristorante dello chef Sadler, super serate dove il conto superava i 26.500 euro.

Quanto a Passerino, se parla di finanziamento per la campagna elettorale lo fa con contezza, considerata la sua posizione di spicco nella Maugeri.

Gli interrogatori, sottolineano i pm nelle motivazioni con cui negano la scarcerazione al manager, “evidenziano il ruolo centrale di Passerino non solo nella gestione della Fondazione, ma anche di tutta la struttura illecita organizzata per consentire alla Fondazione di trasferire ingenti somme di denaro non solo a Daccò e Simone, ma anche a tutti coloro che, politici o funzionari pubblici o intermediari, hanno negli anni illecitamente agevolato l’attività della Fondazione in diverse iniziative e in varie località”.

Commenti

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  1. Scritto da attilio1041

    ma sti giudici hanno in mano qualche prova o no? Altrimenti siamo alle solite prima ti infango poi si vedrà…………
    Nel prattempo avremo aiutato l’opposizione che mi sembra il fine ultimo. Bravi P.M. questa è la giustizia in Italia-

    1. Scritto da M.M.

      Le prove ci sono, magari anche in quantità; purtroppo caro attilio1041, a me e te (come la maggior parte dei cittadini) già ci darebbe fastidio solo il nominare un legale per la nostra difesa, e dopo due udienza saremmo condannati per avere pagato in nero la pizza del sabato sera, mentre questi signori hanno schiere di super avvocati e, udienza dopo udienza, spesso riescono a smontare accuse, a far sparire documenti contabili, ad addolcire testimonianze, ad utilizzate il “legittimo impedimento” (il nano docet), a posticipare i tempi di chiusura dei processi, etc.etc.. ed alla fine si finisce con nulla di fatto.. ma questo non li scagiona!! e poi basta con sta storia che i PM sono di sx, dai!

  2. Scritto da Narno Pinotti

    A stabilire se l’accusa abbia elementi per sussistere è un giudice terzo (diverso dal pm) che decide se rinviare l’indagato a giudizio o archiviare. Nel caso di giudizio, poi, a stabilire se l’accusa sia fondata e ad accertare la verità processuale sarà un’altra corte ancora. Per ridurre al minimo il rischio di errore, vi saranno fino a tre gradi di giudizio, secondo una procedura complessa con tutte le garanzie di difesa. Devo elencare paesi dove si licenziano in tronco i giudici che indagano i potenti ? Propone di amputare la mano del medico che sbaglia e cementare in un pilone l’ingegnere che progetta male un ponte? E cosa propone per l’elettore che avesse votato il cattivo politico?

    1. Scritto da La verità fa male

      Errori giudiziari ce ne sono stati: gravissimo quello contro Del Turco che ha provocato danni irreparabili (la caduta di una giunta regionale con conseguenti elezioni e cambio di maggioranza politica, una carriera politica e una reputazione distrutte) a fronte di un imputato assolto: il PM, appena arrestato Del Turco, rilasciò dichiarazioni a tutti i mass media parlando di prove “schiaccianti”. Per tutti i cittadini NORMALI (medici, ingegneri) in caso di errori possono essere chiamati a risarcire personalmente i danni. In quanto all’elettore: se un politico ruba ne deve rispondere personalmente. E poi chi stabilisce se io ho votato un bravo politico o un cattivo politico?

  3. Scritto da il polemico

    e se poi finisce tutto in una bolla di sapone,che fine farà’l’accusa?verrà licenziata in tronco,e come è successo con il caso tortora,proseguirà la sua carriera normalmente e senza scuse?

    1. Scritto da il realista

      decisamente fuori luogo il paragone con Tortora…. lasciamo stare i morti…..