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“Nero” ed evasione per oltre 30 milioni, due denunciati

Due imprenditori, che secondo la Guardia di Finanza utilizzavano una ditta individuale di Rovetta per evadere il fisco e utilizzare il lavoro nero, in particolare di immigrati, sono stati denunciati per frode fiscale ed omessa dichiarazione dei redditi. Le indagini dopo una segnalazione arrivata da Aosta.

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La tenenza della Guardia di Finanza di Clusone ha ultimato un’indagine iniziata alla fine del 2007 su una ditta individuale con sede a Rovetta che si occupa della manutenzione degli impianti di gorsse acciaierie, con sede in tutta Italia. Secondo le Fiamme gialle l’azienda non ha dichiarato al Fisco circa 30 milioni di euro e non ha versato circa 7 milioni di euro di Iva. La stessa impresa avrebbe anche utilizzato 177 dipendenti in nero, di cui solo tre italiani e gli altri di nazionalità romena, ungherese e bosniaca, e ad altri 149 dipendenti regolarmente assunti avrebbe corrisposto compensi “fuori busta”.
Le indagini sono scattate quando da Aosta è arrivata una segnalazione di reato: l’azienda di Rovetta aveva impiegato – secondo gli investigatori, alcuni immigrati (comunitari ed extracomunitari) in nero, alcuni anche clandestini. Quindi la Guardia di finanza di Bergamo aveva acquisito documentazione sulla società, in particolare i cartellini con le schede di presenza dei dipendenti.
“L’esame di questi documenti, i riscontri eseguiti presso i clienti dell’impresa e le indagini finanziarie condotte (sono stati esaminati 25 conti correnti intestati o comunque riconducibili agli indagati, su cui sono transitate oltre 4000 operazioni) hanno permesso di ricostruire il reale volume d’affari dell’impresa – si legge in un comunicato della Guardia di Finanza -. Questa, nei primi tre anni di vita ha regolarmente presentato le dichiarazioni fiscali, evidenziando però dei costi in realtà non sostenuti e documentati da fatture per operazioni inesistenti per un importo complessivo di circa 8 milioni di euro. Tale procedura è stata scelta per poter disporre del denaro necessario per pagare i dipendenti in nero e irregolari, mentre nei successivi tre anni la ditta ha del tutto omesso le prescritte dichiarazioni. Le indagini hanno fatto scoprire che l’impresa era in realtà gestita come se fosse una società, composta da due soci: C. F. di Cenate Sotto, 47 anni, e M. L. di Treviolo, 48 anni, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Bergamo per frode fiscale ed omessa dichiarazione dei redditi (sono previste pene anche fino a sei anni di reclusione).

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Commenti

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  1. Scritto da Berto

    Questi due signori devono andare in galera. Altro che denuncia !
    Cosi fanno in tutti gli stati civili

  2. Scritto da Berghem

    6 anni di reclusione e spero anche la confisca di TUTTO…quello che possiedono loro, ma anche eventuali mogli, figli e affini!!! Ah…e pubblichiamo sti nomi…almeno tutti sanno!! Sta legge sulla privacy va eliminata, serve solo a proteggere i delinquenti! Io sono un lavoratore dipendente e non mi è importato della pubblicazione dei redditi 2005…chi si è indignato è chi ha qualcosa da nascondere!

  3. Scritto da ilaria

    Eccoli qui i bravi bergamaschi, che fanno lavorare centinaia di stranieri (tra cui clandestini) tutti in nero, oltre a non pagare le tasse per 30 milioni. E magari sono gli stessi che poi vanno a votare Lega perchè basta con sti negri.

  4. Scritto da seguace_della_dea

    grazie a questi elementi che evadono milioni, tutti noi paghiamo più tasse…. che marciscano in galera!!

  5. Scritto da davide c.

    ilaria oltre a votare lega potrebbero essere tuo fratello o tuo padre!!
    sei ridicola.

  6. Scritto da Damiano

    Ilaria, questi non sono i bravi bergamaschi…
    Questi sono i delinquenti bergamaschi… come ci sono i delinquenti di altre parti del mondo…
    Il nostro Sud, è pieno di non-bergamaschi che fanno questo e molto altro, senza votare lega…
    Non ha nulla da dire contro questi altri malfattori???

  7. Scritto da fuori i nomi

    dovete avere il coraggio di pubblicare i nomi, non c’è nulla che ve lo vieta……….pubblicateli!!!!

  8. Scritto da leguleio

    Amici, ma a nessuno viene in mente che esiste la presunzione di innocenza? Andateci piano prima di parlare di delinquenati. Non volesse mai il caso che fossero scagionati. le querele per chi spara condanne prima del tempo sarebbero assicurate.

  9. Scritto da A.R.

    al 7 andrebbe risposto

  10. Scritto da A.R.

    Il sette necessita risposte non certo del tenore di quanto consta all’otto.

  11. Scritto da elio corno

    Concordo che se condannati sono delinquenti, ma guai a creare differenze tra autonomi e dipendenti: ci sono tanti dipendenti che evadono con il doppio lavoro e tanti autonomi che pagano regolarmente

  12. Scritto da A.R.

    ””Nero” ed evasione per oltre 30 mln” già c’è la certezza dell’evasione ed i denunciati sono conseguenti. Il 7 ha buona ragione di chiedere ciò che chiede.

  13. Scritto da @leguleio

    la presunzione di innocenza vale solo in alcuni casi?????
    mi sembra che per altri reati vengono messi nomi e cognomi e professioni prima della condanna…….in questi casi invece si stende un velo omertoso!!!!

  14. Scritto da Gioan

    Perchè non pubblicate i nomi e i cognomi di questi deliquenti ?
    Oppure vale anche per voi la regola forti con i deboli e…. deboli con i forti ?
    Di questa non informazione c’è ne già troppa a Bergamo

  15. Scritto da Ile

    Riprendendo il discorso di Ilaria, certamente ci sono leghisti che sfruttano gli immigrati per il lavoro nero ed evadono le tasse, come ce ne sono altri che non lo fanno e non lo farebbero mai. Bisogna però riflettere sul fatto che il pacchetto sicurezza della Lega e la vecchia Bossi-Fini sono ben lungi dall’evitare questi episodi. Anzi, li favoriscono, perchè la clandestinità è lo strumento migliore per lo sfruttamento. e questo nemmeno i laghisti possono negarlo.