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Tornare a vivere in Italia conviene: nuove agevolazioni fiscali

Un esempio su tutti è il nuovo tecnico dell’Inter Antonio Conte, ex allenatore del Chelsea dal 2016 al 2018, che rientra appieno nella nuova normativa.

Il Decreto crescita (DL 34/2019) recentemente approvato, ha introdotto numerose semplificazioni per accedere delle agevolazioni fiscali già previste dalla normativa sul rientro dei cervelli, di fatto ampliando la platea dei soggetti che ne potranno beneficiare.

La nuova disciplina prevede che coloro che decidono di trasferire la residenza nel nostro Paese impegnandosi svolgere la propria attività sul territorio nazionale per almeno due anni, e non abbiano risieduto in Italia nei due anni che precedono il trasferimento, possono godere di uno sconto pari al 70% delle imposte dovute sui redditi prodotti.

Più precisamente, le imposte dovute sono calcolate soltanto sul 30% del reddito percepito nell’anno del trasferimento e per i successivi quattro anni. Percentuale che si riduce al 10% se la residenza viene spostata in una Regione del Sud.

Un ulteriore sconto del 50% dei redditi dovuti è previsto dal sesto al decimo anno, se coloro che si trasferiscono hanno almeno un figlio minorenne o acquistano un immobile in Italia al momento del trasferimento. Lo sconto diventa del 90% se i figli a carico sono almeno tre.

Rispetto alla precedente versione dell’agevolazione che era stata introdotta dal D.Lgs 147/2015, la nuova formulazione non pone come limite l’iscrizione all’AIRE (Anagrafe Italiani residenti all’estero) e non prevedere nessun requisito legato al titolo di studio posseduto e alla qualifica professionale dei lavori impatriati.

A differenza della vecchia normativa che aveva come obiettivo quello di far rientrare in Italia i soggetti ritenuti particolarmente “meritevoli” e che per questo stata rinominata “Rientro dei cervelli”, la nuova versione concede un notevole risparmio fiscale a tutti coloro che hanno i requisiti sopra descritti, indipendentemente dalla carriera accademica o professionale.

Tra gli altri, potranno goderne anche gli sportivi professionisti, ossia i calciatori e gli allenatori che sottoscriveranno un contratto con un club italiano nella prossima campagna acquisti e trasferiranno la residenza in Italia per almeno due anni.

Un esempio su tutti è il nuovo tecnico dell’Inter Antonio Conte, ex allenatore del Chelsea dal 2016 al 2018, che rientra appieno nella nuova normativa.

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