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Ramadan, su un tendone nel quartiere Carnovali è scontro tra Lega e Palafrizzoni

È un botta e risposta, un duello tra i due consiglieri comunali della Lega Nord e l'assessore Giacomo Angeloni. Il contendere è un tendone allestito per il ramadan nel quartiere Carnovali.

È un botta e risposta, un duello tra i due consiglieri comunali della Lega Nord e l’assessore Giacomo Angeloni. Il contendere è un tendone allestito per il ramadan nel quartiere Carnovali. 

In un’interrogazione scritta, il capogruppo del Carroccio a Palazzo Frizzoni, Alberto Ribolla e Luisa Pecce (consigliera della Lega Nord)  scrivono: “Premesso che la zona scelta per l’installazione del tendone rappresenta l’unico spazio verde del quartiere e che quest’area è utilizzata dai residenti del quartiere anche come area cani, data la scarsa capienza dell’area più vicina, quella in via Magrini. Considerato che la disponibilità di parcheggi nella zona è già limitata. Alla fine di maggio sono iniziati anche i lavori di Unareti per le condutture del gas, andando a diminuire ulteriormente la disponibilità di posti auto. Considerato inoltre che i residenti del quartiere non sono stati minimamente informati sulle intenzioni relative all’installazione di un tendone con scopo di luogo di culto e che in via Dei Carpinoni è già presente uno spazio concesso alla comunità musulmana per pregare, che peraltro crea da tempo problemi alla circolazione nella via. L’anno scorso si sono verificati episodi di violenza con minacce e insulti ai residenti, nel quartiere della Clementina, dove la medesima comunità musulmana era stata ospitata, interrogano il Sindaco e l’assessore per sapere perché sia stata concessa l’area in questione; perché non siano stati avvisati i residenti; per quanto tempo verrà concessa e quanto è il canone di affitto; se vi siano delle prescrizioni per l’accesso, i parcheggi, l’utilizzo di altoparlanti, se sia stato concesso l’accesso alle auto al parco; se sia stato previsto l’uso esclusivo del parco agli islamici; se sia a conoscenza dell’apposizione di catene agli accessi del parco; se sia previsto un rendiconto finale delle entrate e delle spese”.

LA REPLICA DELL’ASSESSORE GIACOMO ANGELONI
“Le notizie in possesso dei consiglieri Leghisti sono da considerarsi confuse e evidentemente annacquate da questioni politiche e dunque preconcette. Mi riferisco alla ricostruzione degli eventi che gli interpellanti riassumono e soprattutto al riferimento esplicito che mi riguarda.

Copio la lettera aperta ai residenti del quartiere Carnovali, scritta insieme al Sindaco (apparsa anche sui quotidiani locali) prima del Ramadan nel maggio scorso:

“L’amministrazione comunale da alcuni giorni ha autorizzato l’utilizzo di un’ area verde del quartiere Carnovali e uno spazio al Centro Galassia su via Zanica ai fedeli di religione islamica che avevano inoltrato richiesta di uno spazio dove poter celebrare le preghiere durante il mese del Ramadan, il mese sacro per l’Islam.
La Giunta del Comune di Bergamo ha scelto questi due luoghi perché non erano disponibili il piazzale dell’ex macello a Celadina (tradizionalmente utilizzato per questo tipo di iniziative) e le palestre comunali (visto che l’anno scolastico è ancora in corso e gli impianti ancora utilizzati).
Entrambi gli spazi prescelti sono vicini a molti luoghi produttivi. L’area verde di via Spino – quella che tra le due aree in questione risulta essere più vicina a zone residenziali – è altresì destinata a cambiare completamente pelle nel prossimo futuro. Il progetto per il nuovo parco di quartiere – coprogettato con la Rete sociale – è stato approvato la scorsa settimana dalla Giunta del Comune di Bergamo nell’ambito del bando periferie e sarà quindi oggetto di lavori di rifacimento nei prossimi mesi.
Ogni anno ci troviamo a ribadire – durante il mese sacro dell’Islam – che la preghiera è un diritto per tutti i cittadini, indipendentemente dalla religione che professano. Le attività possono sì fare paura – soprattutto in questo momento storico delicato e complesso – ma un’Amministrazione seria non può ignorare l’istanza di concittadini di altre religioni, uomini e donne che non dispongono di luoghi di culto adeguati.
L’esperienza dello scorso anno ha dimostrato che l’utilizzo di luoghi chiusi – come la palestra di via Cornagera – si è rivelato poco funzionale allo scopo, ma, al di là di qualche problema relativo ai parcheggi e al rumore, le comunità in preghiera hanno sempre risposto alle richieste di attenzione mosse da parte del Comune e dei residenti, dimostrando la volontà di dare fastidio il meno possibile agli abitanti del quartiere.
La stessa volontà si esprime quest’anno attraverso le diverse iniziative pensate dalle comunità per sensibilizzare i quartieri che le hanno ospitate e che le ospitano: la condivisione della cena e gli approfondimenti sulle peculiarità dell’Islam già in calendario ne sono dimostrazione.
Bergamo ha sempre dato prova di comprensione e accoglienza: è la capitale nazionale del volontariato – con il maggior numero di abitanti impegnati in attività di utilità sociale – ed è riconosciuta per il profondo radicamento che i valori della cristianità trovano nelle sue istituzioni e nei suoi quartieri.
Proprio per questo motivo siamo convinti che la maggioranza dei nostri concittadini comprendano l’importanza del gesto innocuo e profondo della preghiera, sia essa di qualunque religione.
L’Amministrazione comunale lavora a stretto contatto con gli operatori delle reti sociali dei quartieri che ospitano il Ramadan: qualunque segnalazione di eventuali disagi o disturbo, arrecati dalla preghiera quotidiana, è gradita e sarà tenuta nella giusta considerazione.
Abbiamo inoltre chiesto anche alla Polizia Locale, alla Questura e ai Carabinieri di intensificare i passaggi delle pattuglie per verificare che tutto si svolga nel rispetto delle regole.
Questi sono i nostri sforzi e i nostri intendimenti per garantire la libertà di culto, in questo caso ai fedeli islamici. Ma teniamo a sottolineare che le stesse attenzioni sono dedicate anche ai fedeli di tutte le altre religioni. Pur consapevoli dei possibili disagi, siamo convinti che non farete mancare la vostra comprensione e la vostra tolleranza.”

Oltre a questa comunicazione in riferimento alle celebrazioni per il Ramadan ho personalmente partecipato ad una riunione della Rete Sociale, appositamente convocata, dopo la prima settimana di Ramadan per verificarne l’andamento con i cittadini, di cui copio il verbale: “Incontro con l’assessore Angeloni. L’Amministrazione individua i luoghi per le preghiere di Ramadan congiuntamente con Questura e Prefettura, la decisione viene poi presa dalla Giunta. Nel 2016 e 2017 il piazzale solitamente assegnato per lo scopo non è stato disponibile in quanto il periodo di Ramadan veniva a cadere in corrispondenza con l’occupazione di suolo da parte del Lunapark.

La principale comunità musulmana si è divisa in due gruppi, entrambi molto seguiti: uno più rappresentante l’area di Marocco e Tunisia, l’altra l’area dell’Africa nera e dell’Egitto. Il primo gruppo è collocato presso un ex magazzino comunale nel quartiere di Boccaleone (dove pagano la tariffa per utilizzo temporaneo di 800-900€ mensili). Il secondo gruppo è collocato in via Cenisio. Durante il mese di Ramadan questi luoghi non sono sufficienti e si rende necessario trovare altri luoghi.

Nel 2017, oltre al parcheggio del Centro Galassia, si è fatta una valutazione su due luoghi: parcheggio di via Serassi, poi non scelto a causa di tre condomini di grandi dimensioni collocati esattamente in affaccio al parcheggio; l’area verde di via Spino/Maestri del lavoro.

L’area di via Spino è stata scelta in quanto non ancora riqualificata e posizionata in una zona a prevalenza industriale e di uffici. La decisione è stata presa ad aprile e comunicata anche tramite i quotidiani. La concessione dell’uso di suolo pubblico è gratuita come lo è per tutte le manifestazioni di carattere religioso, mentre la comunità paga l’affitto del tendone, gli allacciamenti, l’assicurazione. La Polizia Locale effettua passaggi di controllo ed è stato chiesto alla comunità di utilizzare il parcheggio del supermercato Coop per non congestionare il quartiere.

In queste settimane non sono state registrate problematiche di grave entità, ma sono stati segnalati alcuni problemi rispetto al rumore notturno: rumore al deflusso, poi diminuito facilitando l’uscita attraverso l’apertura anche dei cancelli laterali; utilizzo del megafono da parte del Muezzin anche dopo le 23. Per quanto riguarda il regolamento sull’uso di altoparlanti in orari notturni si utilizza la zonizzazione Arpa. In questo caso specifico ciò crea alcune problematiche perchè a seconda della perimetrazione sono permessi volumi differenti. L’uso del megafono non supererebbe quindi il volume consentito dalla legge, ma l’Amministrazione ha comunque fatto richiesta di non utilizzarlo oltre un certo orario.

L’Amministrazione sta inoltre avviando ulteriori forme di dialogo e collaborazione con la comunità musulmana (in città 6000 persone si professano fedeli). In questi giorni verrà firmato da ambo le parti un documento in cui si chiede alle comunità di impegnarsi nel creare un albo degli Imam, nel fornire la traduzione dei sermoni e, insieme all’Amministrazione, di partecipare ad un percorso di incontri-scambio a cui le Reti Sociali saranno invitate a partecipare. “

Ritengo inopportuno e non rispettoso del mio lavoro, quindi, asserire che: “interpellato dai cittadini non risponde”. Tutti i residenti che mi hanno contattato personalmente e/o attraverso i canali istituzionali hanno ricevuto risposta e possono testimoniarlo.

I permessi e le autorizzazioni per l’utilizzo dell’area verde sono state debitamente disposte dalle direzioni competenti del Comune e tutto si è svolto con regolarità. Per velocizzare il deflusso dei fedeli al termine delle adunanze, come si evince dal verbale della Rete di quartiere, abbiamo disposto e autorizzato anche l’apertura dei cancelli laterali del parco. Le chiavi di quei cancelli non erano conservate dal comune. Su nostra richiesta la comunità islamica, grazie all’operato di un loro fabbro, ha aperto le serrature e posto le catene. Le chiavi ora sono conservate dal preposto ufficio.
Per quanto concerne invece l’accesso di autoveicoli nel parco preciso che, a seguito di due segnalazioni dei residenti nei tre giorni antecedenti l’inizio delle preghiere, la polizia locale è intervenuta rilevando che le autovetture erano all’interno per il trasporto di materiali per l’allestimento del tendone. Oltre a quell’episodio non ci risultano ingressi di autoveicoli.

È bene dare conto dell’attività della nostra Polizia locale. Durante il periodo di Ramadan sono pervenuti presso il Comando, in numero esiguo, alcuni esposti. La Polizia locale è intervenuta senza riscontrare le problematiche segnalate dai cittadini esponenti.

Avendo con la comunità islamica ospite del parco precisi accordi sull’utilizzo del parcheggio della vicina Coop per non congestionare la zona, si evidenzia che sono state elevate nel periodo in questione nr. 60 sanzioni per sosta irregolare nella Via Dei Carpinoni, nr.2 sanzioni in Via Carnovali (zona dal civico nr. 2 al civico 86), nr.14 sanzioni in Via Spino.

È sicuramente da valutare positiva, facendo un bilancio e raffrontandolo con gli scorsi anni, la scelta del luogo. Gli stessi residenti e parte della Rete sociale insieme al Parroco del quartiere, hanno voluto salutare la comunità islamica ospite in via Spino durante una cena a chiusura del digiuno (foto) e in altri momenti pubblici pensati dal Comitato Musulmani proprio per farsi conoscere a tutti. In quei giorni sono anche state censurate ed isolate alcune spiacevoli provocazioni: centinaia di volantini con un maiale stampato che invitavano ad una cena con carni suine, distribuiti nei paraggi e gettati nel parco da qualche ignorante.

Mi risulta lapalissiano, al quarto Ramadan che gestisco da assessore, derubricare le vostre interpellanze a riguardo come semplici riproposizioni di posizioni preconcette oltre che fuorvianti nei confronti della cittadinanza. Le altre forze di minoranza in consiglio Comunale hanno infatti smesso di firmarle. La convivenza tra religioni, culture e stili di vita differenti è possibile, anche a Bergamo. Che vi piaccia o meno! In riferimento all’Islam, quindi, questa forma di convivenza e di incontro tra le alterità risulta essere il più efficace strumento contro le forme di radicalismo e, quindi, un vero e proprio strumento di attenzione alla sicurezza verso tutti i cittadini. Questo non è buonismo ma sano realismo”.

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