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Emotiva, percettiva, tattile: è la personale di Tiziano Finazzi

Aperta fino al 18 novembre, la rassegna propone una selezione di tele di maxi e mini formato a dominante monocroma, rosso amaranto, nero petrolio, grigio perla, alternate ad appunti policromi su carta, che offrono una sintesi iridescente della ricerca dell'ultimo quindicennio.

È una mostra emotiva, percettiva, tattile, la personale di Tiziano Finazzi allestita in Viamoronisedici.

Aperta fino al 18 novembre, la rassegna propone una selezione di tele di maxi e mini formato a dominante monocroma, rosso amaranto, nero petrolio, grigio perla, alternate ad appunti policromi su carta, che offrono una sintesi iridescente della ricerca dell’ultimo quindicennio.

Artista dal curricolo d’ambito milanese e internazionale, Finazzi torna dopo una lunga assenza a Bergamo con una personale scandita da un ritmo alterno e modulare, che restituisce anche l’anima pop e musicale dell’ispirazione creativa dell’artista.

Vestite di tessuti e velluti, trapunte di fessure, picchiettate di finestre sull’altrove, le tele dell’artista giocano con disinvoltura tra bi e tridimensione, complici i colori ipnotici, i materiali soft-touch e l’annullamento della funzione convenzionale della cornice a favore di profilature cromatiche integranti la composizione.

Le opere in mostra sono il frutto di una ricerca molto coerente perseguita da decenni nel segno dell’esuberanza e della libertà dai trend e dalle convenzioni. Dagli studi a Brera negli anni Settanta in una Milano che era il cuore pulsante del dibattito artistico europeo, Finazzi è uscito con una identità eclettica, aperta alla musica, al teatro, alla poesia e alla pittura. Ha poi sviluppato una dimestichezza straordinaria con il colore e con i materiali più diversi – cartone, tela, velluto, naylon, seta – nella direzione di un astrattismo lirico fatto di geografie immaginarie, di sfide verbo-visive, di sublimazioni luministiche e materiche delle superfici.

Una grande, irresistibile, tela ad olio su velluto rosso “trascina” il passante all’interno della galleria. È l’impatto teatrale del tessuto, della sua valenza fisica e culturale, che trasmuta l’oggetto d’arte in illusione, scenografia, incantamento. Alle parete altri lavori su velluto e alcune carte in “simbiosi” emotiva e, in una piccola finestra poetica a mo’ di flash-back, una fotografia di Finazzi giovane musicista, qui convocata “come precisa dichiarazione di vita e di poetica”, annota il curatore Claudio Rota che tiene a sottolineare nel percorso dell’autore “una certa presenza musicale di derivazione rock’n’roll”.

Nell’insieme sono tele come racconti plurimi, campiture vibranti di pigmenti e di luce, che esorcizzano le categorie di spazio e tempo in pura evocazione ritmica, affidata alla luce e alla materia.

La mostra è aperta nei seguenti orari: giovedì e venerdì 16-19, sabato 16-19, gli altri giorni su appuntamento.

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