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Carceri, via libera a nuova legge: “Esemplare quello di Bergamo”

Lara Magoni: "Dopo aver visitato le diciotto strutture penitenziarie della Lombardia, posso affermare con assoluta certezza l'eccellenza della Casa circondariale bergamasca”

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“Questo progetto di legge è il lodevole risultato di un percorso intenso, portato avanti sia nelle stanze istituzionali con numerose audizioni, che sul territorio. Dopo aver visitato le diciotto strutture penitenziarie della Lombardia posso affermare con assoluta certezza l’eccellenza della Casa circondariale di Bergamo”. È questo il commento di Lara Magoni, consigliere regionale del gruppo “Maroni Presidente – Lombardia in Testa” e componente della Commissione Speciale Situazione carceraria in Lombardia, a margine dell’approvazione oggi in Aula della nuova legge regionale in merito alle “Disposizioni per la tutela delle persone sottoposte a provvedimento dell’Autorità giudiziaria”.

“La missione valutativa promossa, di cui faccio parte, mi ha portato a verificare le condizioni e le istanze delle carceri lombarde, per comprenderne da vicino le potenzialità, ma anche soprattutto le istanze o le criticità con cui quotidianamente si confrontano. Dopo aver visitato più volte la struttura bergamasca e aver partecipato alle numerose iniziative svolte negli anni, posso testimoniare – afferma Magoni – che nell’istituto orobico gestito con grande attenzione e impegno dal direttore Porcino e grazie soprattutto al prezioso lavoro di tutti gli operatori presenti supportati dalla Polizia Penitenziaria, viene messo al centro prima di tutto il recupero della persona”.

“Osservando come si lavora nell’istituto di via Gleno, posso dire con ancora maggiore convinzione che le misure che andiamo ad adottare con questa legge servono per aiutare chi deve costruire un percorso nuovo di vita, ma anche per le comunità in cui queste persone prima o poi si inseriranno. Penso al lavoro quotidiano svolto sempre in prima linea da Don Fausto Resmini e credo che il grado di emancipazione di una società non può che misurarsi anche attraverso il grado di inclusione di tutti, riducendo il più possibile il rischio di recidiva. Ancora una volta, quindi – conclude Magoni -, abbiamo voluto porre l’attenzione sul lavoro come strumento di emancipazione e di crescita personale. È attraverso il lavoro che si distingue la persona che intende misurarsi onestamente con gli altri e quindi è attraverso il lavoro che possiamo dare una nuova possibilità a chi nel passato ha commesso dei grossi errori”.

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