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Aviaria, pollo morto a Cisano: revocate le misure dopo il focolaio

Il caso isolato, che risale ad mese fa, in un allevamento di svezzamento, aveva fatto scattare le misure di protezione e contenimento per evitare il diffondersi del virus

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“È trascorso il termine temporale minimo di 21 giorni (zona di protezione) e di 30 giorni (zona di sorveglianza) dalla data di ultimazione delle operazioni di pulizia e disinfezione preliminari nell’allevamento sede di focolaio di influenza aviaria HPAI, sono stati espletati tutti e controlli previsti e la probabilità che compaiano nuovi focolai nei territori già sottoposti a restrizioni non è superiore a quella del restante territorio provinciale”.

Lunedì mattina, con questo documento inviato a tutti i Comuni coinvolti e ai proprietari degli allevamenti presenti sul territorio bergamasco e lecchese, interessati al caso della morte di un pollo in un allevamento di Cisano Bergamasco a causa della cosiddetta influenza aviaria, l’ATS di Bergamo ha comunicato che il “dipartimento veterinario e sicurezza degli alimenti di origine animale” ha revocato la propria ordinanza dell’11 ottobre con la quale istituiva un’area di quarantena.

Il caso isolato, che risale ad mese fa, in un allevamento di svezzamento, aveva fatto scattare le misure di protezione e contenimento per evitare il diffondersi del virus. Dal focolaio, individuato per l’appunto a Cisano, era stata istituita una area di protezione del raggio di 3 km, e la cosiddetta zona di sorveglianza del raggio di 10 km.

Nella zona di protezione, per quanto attiene l’ATS di Bergamo, oltre a Cisano Bergamasco rientravano i Comuni di Caprino, la frazione Odiago di Pontida nonché Brivio, Airuno, Calco, Calolzio, Olginate, Valgreghentino, Torre de’ Busi e Monte Marenzo “sotto” l’ATS della Brianza, in terra lecchese. Tutte le aziende avicole commerciali ubicate nella zona sono state censite, con l’accesso dei funzionari del dipartimento veterinario per prelievi a campione.

Nel raggio di 10 chilometri da Cisano, in un’ampia porzione di territorio che ha interessato i Comuni di Sant’Omobono Terme, Palazzago, Almenno San Salvatore, Almenno San Bartolomeo, Roncola San Bernardo, Costa Valle Imagna, Rota Imagna, Berbenno, Capizzone, Strozza, Barzana, Bedulita, Ambivere, Mapello, Terno d’isola, Medolago, Solza, Calusco d’Adda, Sotto il Monte, Carvico, Villa d’Adda, Pontida fino ad arrivare a lambire Lecco, Pescate, Galbiate, Oggiono, Sirone, Sirtori, Cernusco e Osnago sono scattate altre imposizioni come l’obbligo da parte degli allevatori di segnalare tempestivamente eventuali aumenti di mortalità o cali significativi del livello di produttività tra i loro animali, il divieto di caccia degli acquatici in appostamento fisso con uso di richiami vivi o di introduzione di selvaggina in natura nonché restrizioni nella movimentazione di pollame e simili salvo autorizzazione.

Terminato il periodo di osservazione e l’allerta, l’ ATS di Bergamo ha deciso di revocare i divieti, i vincoli e le limitazioni disposti con la precedente ordinanza. Quello di Cisano non è l’unico focolaio di aviaria registrato nell’ultimo periodo nella bergamasca, un caso simile si è verificato anche a Grone è ha interessato un allevatore che commercializza animali in fiere e mercati.

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