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Alla bergamasca Cristina Togni il “Nobel” dei missionari foto

Da Prezzate di Mapello fino in Cambogia per seguire la sua vocazione: servire gli ultimi, in particolare le persone disabili, soprattutto bambini e ragazzi, per garantire loro una vita dignitosa

Da Prezzate di Mapello fino in Cambogia per seguire la sua vocazione: servire gli ultimi, in particolare le persone disabili, soprattutto bambini e ragazzi, per garantire loro una vita dignitosa, meritevole di essere definita “umana”. Cristina Togni, missionaria bergamasca laica del Pime è tra i vincitori del Premio “Cuore Amico”, una sorta di “Nobel dei missionari” che viene assegnato il prossimo sabato 14 ottobre a Brescia, all’interno del Festival della missione (12-15 ottobre), in riconoscimento della diversità di carismi nella Chiesa. Ad essere premiati nel segno del Vangelo anche don Tarcisio Moreschi (fidei Donum della Diocesi di Brescia in Tanzania) e suor Giannantonia Comencini (missionaria comboniana in Eritrea).

Cristina Togni, classe 1964, entra a far parte nel 1989 della Comunità di Missionarie Laiche PIME, associazione missionaria laicale costituita nello stesso anno a Busto Arsizio con il Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME). Dal 1992 al 1996 dopo un training di due anni nelle Filippine, con lo studio della lingua inglese in Inghilterra e in America, consegue il diploma assistenziale per disabili mentali (1995). Parte per la Cambogia il 16 novembre 1996 dove incontra una popolazione piegata dalla violenza e dalla guerra che il periodo dei khmer rossi (1975-1979) aveva lasciato, con due milioni di vittime, decine di migliaia di feriti e mutilati, e famiglie ridotte alla fame. Dei 65.000 cattolici censiti nel 1970 ne erano rimasti circa 7.000.

Cristina si propone di promuovere uno sviluppo caritatevole, solidale, in dialogo con il mondo buddhista. Svolge la sua opera all’interno della Ong New Humanity, istituita dal PIME, occupandosi dello sviluppo rurale nella provincia di Kandal, a Kandaok, una zona centro-meridionale della Cambogia dedita alla coltivazione del riso. Sul piano dell’educazione Cristina viene a contatto con le famiglie che hanno al loro interno chi è affetto da disabilità fisica e mentale, situazione che in Cambogia è vista come una punizione. La missionaria laica sposa la causa degli ultimi e, così, nell’agosto del 2001 apre il Disabled Day Care Centre: un mini-centro di ospitalità diurna per bambini, giovani e adulti portatori di disabilità.

Cristina Togni

Nel 2005 nelle province di Kandaol e Kampong Chhnang, Cristina avvia un’iniziativa di educazione e cura, rivolta ai disabili mentali che vede per la prima volta il coinvolgimento della popolazione e delle comunità locali, impegnate nell’apertura di centri pubblici per la riabilitazione e per l’assistenza a domicilio. Collabora nella pastorale della comunità cristiana di Kompong Chhnang, affianca il lavoro degli insegnanti in un centro diurno per persone con disabilità mentale, aiuta un’associazione cambogiana che segue, con un’esperienza in stile casa-famiglia, 13 persone con disabilità psichica-mentale nella formulazione del loro programma di lavoro e di vita quotidiana. Infine, cura l’avvio di una scuola per bimbi autistici, inaugurata nel 2016. A partire da gennaio 2017 si inserisce nel lavoro di una scuola professionale, la prima a Bantey Priep, per persone con difficoltà psichiche.

Il Premio “Cuore Amico” che, dal 1990, valorizza la grande opera della Chiesa a favore dei poveri del Terzo Mondo, premiando i missionari che testimoniano nella quotidianità l’amore di Cristo verso i bisognosi con i quali spesso condividono povertà e lavoro quest’anno va a Cristina, Giannantonia e Tarcisio. Nel corso degli anni, con l’incremento delle adesioni da parte di migliaia di sostenitori, sono aumentate anche le richieste dalle missioni e gli aiuti distribuiti: dai 250 milioni di lire (poco più di 125 mila euro) nel 1980 a circa 3,5 milioni di euro nel 2016. La cerimonia è inserita nella manifestazione promossa dalla Conferenza degli Istituti missionari italiani, dalla Fondazione Missio e dal Centro missionario diocesano di Brescia. Ci sarà anche il cardinale albanese Ernest Simoni, il sacerdote albanese creato cardinale da Papa Francesco che parlerà della sua storia, dalla prigionia e i lavori forzati durante la dittatura in Albania, fino al commovente incontro a Tirana con Bergoglio il 21 settembre 2014.

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