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Opera d’arte commemora i terroristi dell’Isis: censurata fotogallery

Due stele con i nomi di vittime e autori della strage sulle Ramblas a Barcellona. L'obelisco dello scultore Gaetano B. accende la polemica

Stanno facendo scalpore i due obelischi posizionati all’interno del Castello di Pagazzano e legati alla “Biennale del dialogo” che si tiene tra le mura dello storico edificio dal 7 al 29 ottobre. Ad accendere la fiamma delle polemiche le incisioni alla base delle due opere d’arte, realizzate dallo sculture Gaetano B., che recano da una parte il nome delle vittime dell’attentato di Barcellona dello scorso 17 agosto e in cui persero la vita 14 persone, mentre dall’altra quello degli attentatori morti in seguito all’attacco suicida.

L'opera della discordia

Le due imponenti sculture sono state posizionate nelle vicinanze dell’ingresso del museo MAGO lo scorso sabato 7 ottobre – data in cui il primo cittadino ha inaugurato la mostra – senza destare alcun problema e solo in un secondo momento il sindaco, venuto a conoscenza del significato delle incisioni, ha deciso di oscurare le scritte non condividendo l’idea delle due opere e apponendo sulla base di esse due drappi di colore nero recanti la scritta “censored”. Una scelta che ha subito scatenato un tam tam mediatico, tanto da spingere lo stesso Moriggi a indire una conferenza stampa per spiegare la vicenda.

Alla base del misunderstanding, a quanto pare, un bozzetto con le opere dell’artista che sarebbe stato inviato solo agli organizzatori dell’evento e non all’amministrazione, che avrebbe cosi “accolto” in seno le due opere d’arte senza conoscere ciò che riportavano scritto e il loro significato.

“Il bozzetto che l’artista ha mandato lo ha inviato al presidente dell’associazione che ha coordinato e organizzato la mostra – spiega il sindaco Raffaele Moriggi – nessuno ha fatto pervenire al Comune di Pagazzano il bozzetto e quindi non eravamo a conoscenza di quella che era l’opera che sarebbe arrivata. Questo l’ho chiarito anche con l’artista”.

Un confronto con l’artista sarebbe avvenuto in più riprese, con lo scultore che dopo i primi momenti di stupore legati alla decisione presa a Pagazzano di censurare le due opere – che vorrebbero simboleggiare la commemorazione dei defunti vista da entrambe le parti – ha dialogato col primo cittadino arrivando a un accordo sul da farsi.

“Questa mattina mi sono confrontato con l’artista e abbiamo concordato quanto succederà – spiega il sindaco – premetto che a pelle li avrei fatti rimuovere subito, ma siccome il tema della biennale è proprio il dialogo e l’apertura verso i popoli credo che con la soluzione trovata possiamo approfondire insieme questo tema – e aggiunge – gli steli rimarranno all’interno della mostra della biennale, saranno coperti con dei teli nella parte bassa. Il sottoscritto sindaco del comune di Pagazzano ritiene che i due obelischi non siano comunque un’opera approvata dal primo cittadino.”

Le scritte, come spiegato dallo stesso Moriggi, saranno comunque visibili ai curiosi, che avranno la possibilità di scostare le coperture per visionare quanto inciso. Inoltre, come concordato tra l’amministrazione e l’artista, verrà posto nelle vicinanze un piccolo libretto dove i visitatori potranno scrivere le proprie opinioni in merito alle due opere. Proprio questo libretto e i commenti scritti sopra saranno poi oggetto di un incontro che il sindaco pagazzanese vorrebbe allestire all’interno delle mura del maniero, in compagnia dello scultore che ha realizzato le opere e di alcuni opinionisti, in modo da confrontarsi su questo tema.

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