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Efficienza energetica in azienda: “Il risparmio passa da formazione e investimenti”

Giuseppe De Beni, delegato Ambiente ed Energia Gruppo Sit Confindustria Bergamo, indica la strada alle aziende bergamasche per cogliere le opportunità di risparmio economico e di ottimizzazione dei processi produttivi sia per le grandi imprese che per le Pmi.

“Servono energy manager capaci di guardare oltre il mero costo della bolletta, figure strategiche che seguano il prodotto dalla fase del concept alla sua industrializzazione e realizzazione”: nella sfida del miglioramento competitivo le aziende non possono rimanere fuori dalla partita dell’efficientamento energetico che, al tempo stesso, chiama in causa anche figure professionali delle quali al momento il territorio bergamasco è carente. 

enel energia

A indicare la via, durante uno workshop organizzato da Confindustria Bergamo, è Giuseppe De Beni, Delegato Ambiente ed Energia del Gruppo Sit (Servizi Innovativi e Tecnologici) dell’associazione degli industriali bergamaschi: con lui al tavolo dei relatori anche Marco Chiesa, School of Management Politecnico di Milano, Pasquale Di Franco, Unità efficienza energetica ENEA, Nicola Varvelli, Robur Spa, e Antonio Nodari, Pöyry Management Consulting.

Sul tavolo della discussione le opportunità di risparmio economico e di ottimizzazione dei processi produttivi per piccole e grandi imprese, una serie di suggerimenti operativi per un nuovo approccio al tema dell’efficienza energetica, partendo dall’implementazione di un sistema di monitoraggio dei propri consumi a supporto della definizione delle priorità di intervento, attraverso la diagnosi energetica.

“L’obiettivo è l’efficientamento di tutto il sistema – sottolinea De Beni – Detto in parole povere significa ridurre il costo della bolletta ma in realtà si tratta di creare valore sul lungo periodo. Per un sistema medio si parla di un investimento nell’ordine del milione di euro capace di portare risparmi del 20-30%, con rientro dall’esborso nel giro di 2-4 anni”.

Risparmio economico a ogni livello, di pari passo con un cospicuo taglio delle emissioni in linea con quanto indicato dalla Strategia Energetica Nazionale e degli obiettivi di Orizzonte 2030 che vede nell’efficienza energetica uno dei suoi pilastri principali.

“L’investimento deve riguardare tutta la filiera produttiva – continua De Beni – Significa produrre di più con meno, a parità di output si diminuisce l’input, creando risorse da reinvestire in altro. Gli investimenti sono sostenuti da diversi incentivi a livello regionale e nazionale che, ad oggi, sono ancora poco sfruttati”. 

Ma come si stanno comportando le aziende bergamasche in questo campo? Secondo De Beni l’attenzione sul tema è sempre stata alta ma ci sono ampi spazi di miglioramento: “Più della metà delle imprese ha ancora tanto da lavorare. In particolare nel campo della formazione: per il territorio può essere uno stimolo all’individuazione di profili professionali che possono rispondere a questa sfida e che sappiano trasformarsi di pari passo con la trasformazione dell’energia che oggi dal classico megawatt è diventata qualcosa di più vicino a un software. Per questo, oltre allo sforzo economico, serve anche quello intellettuale di tutto il sistema industriale”. 

La poca consapevolezza della materia frena gli investimenti, così come la penuria di informazioni precise e puntuali: se a questo si aggiunge un po’ di confusione a livello normativo ecco che l’incentivo svanisce. 

“Se guardiamo al mercato italiano – conclude De Beni – le aziende bergamasche sono in buona compagnia: se però allarghiamo l’orizzonte e ci confrontiamo con quanto succede fuori dai confini nazionali troviamo mercati molto più avanti di noi. Tutto ciò crea notevoli svantaggi che sul mercato pesano e ci penalizzano”.  

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