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Arnosto, il borgo dove il tempo sembra non esser mai passato foto

Continua la rubrica "Bergamo Segreta" tenuta da Marco Cangelli, classe 1997, per andare alla scoperta dei luoghi più nascosti e meno conosciuti della storia della nostra città. Oggi ci parla di Arnosto, il borgo fermo nel tempo

Il tempo passa per tutti, anche per le città e i borghi che, per quanto possano possedere ancora la struttura originaria, subiscono inesorabilmente il giungere della modernità, tutti tranne uno, dove apparentemente nulla è cambiato: stiamo parlando del piccolo borgo di Arnosto, posto a quota 1033 m sul livello del mare all’interno del comune di Fuipiano Valle Imagna.

L’abitato nasce all’incirca a metà del Cinquecento in seguito alla creazione di una postazione doganale della Repubblica di Venezia dove gli uomini della Serenissima potevano controllare tranquillamente gli uomini che provenivano dal vicino Ducato di Milano. Bisogna anche sapere che il confine con lo Stato di possesso spagnolo era posto proprio nei pressi dell’abitato di Arnosto, tant’è che nel corso degli anni esso è diventato un avamposto contro la milanese Brumano e, in quanto luogo di frontiera, un luogo particolarmente ambito per i proprietari terrieri. Da qui nacque l’immediato aumento delle strutture presenti ed i tre agglomerati di case ancora oggi visibili: quello meridionale, più spartano, quello settentrionale, costruito in maniera più raffinata, e quello a nord ovest, dove sono ancora presenti gli edifici cinquecenteschi.

Lungo tutto il borgo si possono ammirare strutture costruite in muratura con pietre a vista, portoni affacciati sulla mulattiera che taglia a metà tutto l’abitato e finestrelle più piccole poste in direzione dei monti. Entrando a sud da Fuipiano ci si troverà di fronte alla chiesetta di San Filippo Neri e San Francesco da Paola, ultima parte restante dell’oratorio costruito nel 1662. All’interno si può osservare ancora oggi una pala ad olio raffigurante i santi Filippo Neri e Francesco di Paola in compagnia della Vergine datata 1665 ed attribuita a Francesco Quarenghi, nonno del celebre architetto Giacomo.

Bergamo segreta, Arnosto

Risalendo lungo la mulattiera vi troverete nella sezione settentrionale del borgo dove è possibile visitare, oltre al palazzo della dogana, anche il museo etnografico che contiene strumenti agricoli tipici della Val Imagna risalenti sin al XIV secolo. Lì potrete venir a conoscenza di quale fosse la vita di montagna nei secoli scorsi e comprendere quale fosse l’economia che permettesse loro di vivere ad un’altitudine notevole quale quella di Arnosto.

Generiche 2017

Con l’avvento della rivoluzione industriale e della conseguente trasformazione delle città, l’economia di montagna ha perso decisamente importanza e gli impiegati in quel settore sono stati relegati agli stadi più bassi della società. Ciò ha innescato un progressivo abbandono del borgo fino alla situazione attuale, che non ha toccato la struttura originaria di Arnosto, ancora uguale ai tempi di Venezia. Oggi il borgo è diventato un centro turistico estivo, ma le pietre sono rimaste ferme dove erano state poste, pronte a raccontare numerose storie di contadini a chi vorrà ascoltarle.

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