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Ius soli, Emma Bonino: “Bloccato per motivi elettorali, ma la paura è un pessimo strumento per governare”

"Lo ius soli è stato bloccato perchè inopportuno da un punto di vista elettorale". Così la storica leader dei Radicali Emma Bonino commenta la sparizione della discussione del provvedimento dal calendario di settembre dei lavori del Senato.

“Lo ius soli è stato bloccato perchè inopportuno da un punto di vista elettorale”. Così la storica leader dei Radicali Emma Bonino commenta la sparizione della discussione del provvedimento dal calendario di settembre dei lavori del Senato, dove era in attesa di essere esaminato dopo l’approvazione alla Camera nel settembre 2015.

Rammaricata ma non stupita, ha espresso il proprio punto di vista sullo slittamento della legge relativa alla cittadinanza dei figli degli immigrati a margine dell’incontro promosso da “Molte fedi sotto lo stesso cielo” sulla campagna per la proposta di legge di iniziativa popolare “Ero straniero”, che l’ha vista protagonista mercoledì 13 settembre al cinema Conca Verde. L’ex ministro degli esteri spiega: “Lo ius soli e la proposta di legge Ero straniero sono due cose diverse. Si è fatto credere che scendendo dal gommone automaticamente si sarebbe ricevuta la cittadinanza italiana, anzi si sarebbe ottenuta prima ancora di nascere nel caso si venisse partoriti sul gommone. Ma non è così: alcuni hanno costruito un racconto completamente sballato. Lo ius soli si è bloccato: non ci sono i numeri in Parlamento per ragioni politico-elettorali. Credo che Alfano lo abbia detto esplicitamente: è una buona legge ma inopportuna. Inopportuna per chi? Per cosa? È inopportuna elettoralmente parlando, nel senso che la paura è un ottimo strumento elettorale ma un pessimo strumento per governare il fenomeno”.

Emma Bonino e Daniele Rocchetti

Entrando nel merito della proposta di legge Ero straniero, invece, Emma Bonino evidenzia: “In Italia circa il 7% della popolazione è costituito da immigrati regolari, cioè regolarizzati, che producono l’8% del Pil, sono contribuenti netti alle casse dell’Inps nel 2015 hanno pagato le pensioni di 640 mila italiani. Mancano all’appello i 500 mila immigrati irregolari, che sarebbero contribuenti per 5 miliardi di tasse”.
La campagna si concentra proprio su questi ultimi. La storica leader Radicale spiega: “La nostra proposta pone l’attenzione non sui 7 milioni di immigrati già integrati ma sugli irregolari che aumentano di giorno in giorno. Abbiamo individuato i motivi per cui questo accade: tutti i canali legali di entrata nel nostro Paese sono stati chiusi dalla Bossi-Fini anche per chi cerca lavoro. Una legge che risale al 2002, ma bisogna considerare che nel frattempo il mondo è cambiato. E segnalo che, grazie alla Bossi-Fini venne fatta la sanatoria più grande d’Europa con 750 mila persone regolarizzate senza che nessuno urlasse come avviene oggi, con i migranti diventano capro espiatorio per ogni problema che si verifica. Ora, l’unico modo per entrare in Italia è farsi passare per rifugiato: il 60% di queste richieste poi viene respinto perchè si tratta di migranti economici, ma questi rimangono qui, senza diritti e senza doveri. Ci stiamo creando un esercito di irregolari che non potremo espellere: sono 500 mila e non potremmo espellerli tutti, anche perchè bisognerebbe stringere accodi con gli Stati e al momento li abbiamo solamente con Tunisia, Marocco e Nigeria”.

La strada individuata da Ero straniero è un percorso che considera diritti e doveri. Bonino afferma: “Legalizza, per esempio, chi lavora in nero quindi restringe lo stagno dell’illegalità. Riattiva una serie di strumenti come lo sponsor e non è una sanatoria ma una regolarizzazione individuale per chi ha già fatto un percorso, in particolare in settori che senza di loro si fermerebbero, come l’agricoltura, le costruzioni o l’aiuto domestico. Questa legge cerca di superare la Bossi-Fini e quindi di dare anche ai sindaci di buona volontà lo strumento per integrare le persone. Il sindaco di Pollica, ad esempio, mi diceva che non trova più un italiano per pulire le spiagge ma non può avvalersi degli illegali perchè non hanno i documenti in ordine. Sul sito dello Sprar (il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che prevede la quota di 3 richiedenti asilo ogni mille abitanti, ci sono esempi straordinari di buone pratiche, ma solo 2 mila sindaci hanno accettato. ‘Ero straniero’ è una rigorosa proposta di integrazione e legalizzazione su base individuale soprattutto a partire dal lavoro nelle varie formule di cui c’è bisogno. L’integrazione non può essere uno stampino uguale per tutte le regioni: i criteri di base si, ma ci sono regioni in cui ne ha bisogno la manifattura, mentre in altre i lavori stagionali, come in agricoltura o nella vivaistica. Il ministro degli interni Minniti ha annunciato che tra qualche giorno presenterà il piano nazionale per l’integrazione, che stiamo aspettando da giugno: speriamo che abbia preso qualche idea tra quelle che noi proponiamo”.

La situazione è complessa, ma va governata. Emma Bonino conclude: “Non si tratta di un’emergenza momentanea, ma è un problema strutturale che proseguirà ancora per tanti anni. Non esistono soluzioni miracolose: la sfida dell’integrazione non sarà semplice, ma è necessario affrontarla”.

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