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Parcheggi discriminanti a Pontida, dal Pd a Cgil e 5 Stelle: “Folle e vergognoso”

Molte le reazioni al regolamento comunale di Pontida sui parcheggi rosa riservati a donne etero e comunitarie. Dal Ministro per l’Agricoltura Maurizio Martina ai 5 Stelle.

IL MINISTRO MARTINA: PROVVEDIMENTO VERGOGNOSO
“Ma fino a dove vogliono spingersi alcuni nella ricerca esasperata di provocazioni intolleranti e razziste che ricordano le peggiori pagine della storia? Dove vogliono portarci? Ai posti riservati sui bus? O al divieto d’ingresso nei negozi per alcune razze? Sono cose che fanno rabbrividire e purtroppo sono cose vere. Sembra che la storia non abbia insegnato nulla a certe persone e noi non possiamo sottovalutare tutto questo. Stanno emergendo estremismi che non possono essere banalizzati. Si ritiri subito questo provvedimento vergognoso”. Così il vicesegretario Maurizio Martina sul provvedimento del Comune di Pontida che istituisce parcheggi rosa vietati alle donne extracomunitarie e lesbiche.

ANTONIO MISIANI: IMBARAZZO E INDIGNAZIONE
“Pensavo fosse un pesce d’aprile, ma siamo a settembre” dichiara Antonio Misiani, deputato PD.”Battute a parte, la notizia comparsa oggi dell’approvazione da parte della giunta di Pontida di un regolamento che introduce i “parcheggi rosa” discriminando però le donne in base alla loro nazionalità e orientamento sessuale provoca un misto di indignazione e vergogna. Crediamo che l’amministrazione di Pontida farebbe meglio a occuparsi dei problemi veri di quella comunità, risparmiando ai cittadini di Pontida la pessima pubblicità e l’imbarazzo provocato da una scelta demenziale e palesemente illegittima come quella assunta dall’amministrazione. Ci auguriamo che la delibera in oggetto venga al più presto ritirata, sollevando dal suo incarico l’assessore proponente”.

PIPPO CIVATI: FOLLE REGOLAMENTO
“La Lega continua a compiere scelte discriminatorie, che si traducono in politiche vergognose in spregio alla nostra Costituzione. A Pontida, città amministrata da un sindaco del Carroccio, l’assessore al Territorio, Ambiente ed Ecologia, Emil Mazzoleni, ha redatto un regolamento per la gestione dei parcheggi secondo cui ‘possono richiedere il rilascio gratuito di idoneo permesso risultante da tessera esclusivamente le donne appartenenti a un nucleo familiare naturale e cittadine italiane o di un paese membro dell’Unione Europea’. La traduzione è chiara se: sei extracomunitaria, omosessuale o solo convivente in quei parcheggi rosa non puoi posteggiare. Anche se c’è una donna in gravidanza. Una follia che unisce razzismo e omofobia“. Lo dichiarano il deputato e segretario di Possibile, Pippo Civati, e il parlamentare dello stesso partito, Andrea Maestri.
“Ma la valutazione – aggiungono i due parlamentari – non è solo politica. C’è un dato oggettivo: la violazione della Costituzione, che tutela la maternità senza discriminare in base alla in base alla nazionalità o alle condizioni personali e sociali o al sesso. Siamo quindi pronti a sostenere il ricorso al Tar per la richiesta di annullamento di un atto amministrativo che conferma la pericolosa escalation di discriminazione da parte della Lega”.

DARIO VIOLI, M5S LOMBARDIA: AGGHIACCIANTE APARTHEID
“La discriminazione dei parcheggi rosa è agghiacciante e va condannata con fermezza. Dopo i parcheggi rosa ci aspettiamo che le amministrazioni leghiste si adoperino a creare bagni separati per gli extracomunitari, posti in piedi sugli autobus per i gay oppure le strisce verdi per parcheggi per i soli padani doc. È ora di finirla, ne abbiamo abbastanza di discriminazioni, la Lega non può riportare la lancetta della Storia a un Medioevo che nessuno rimpiange. Chiediamo al Sindaco di scusarsi e di revocare immediatamente quel regolamento. In caso contrario siamo a disposizione dei cittadini di Pontida discriminati per eventuali ricorsi visto e considerato che il regolamento adottato è palesemente illegittimo e incostituzionale”, così Dario Violi, consigliere regionale del M5S Lombardia.

CGIL BERGAMO, COOPERATIVA RUAH E ASGI IMPUGNANO IL REGOLAMENTO: “CONTENUTI DISCRIMINATORI”
“Qui si sfiora la comicità, se non fosse che c’è poco da ridere visto che i contenuti del testo sono apertamente e profondamente discriminatori” così Luisella Gagni, responsabile delle Politiche di genere, e Orazio Amboni, responsabile del Dipartimento Migrazioni della CGIL di Bergamo, commentano il bizzarro “Regolamento Comunale per la disciplina della sosta nei parcheggi riservati a gestanti e puerpere”, pubblicato sul sito web del Comune di Pontida (Bergamo). Il testo esclude in maniera inequivocabile mamme lesbiche e di paesi extra UE dal diritto di parcheggiare la propria auto in appositi spazi riservati, contrassegnati da strisce rosa.

Nel Regolamento si legge che “la Città di Pontida intende promuovere il sostegno alle famiglie naturali, formate dall’unione di un uomo e una donna a fini procreativi, nucleo fondante della società civile, favorendo la sosta della donna pontidese in fase di gestazione o di puerperio (…)”. Fra i cinque requisiti, tutti necessari per ottenere la tessera che dà diritto al parcheggio, c’è anche quello di “essere cittadina italiana o di un paese membro dell’Unione Europea”.

“E’ chiaro a tutti che il peso discriminatorio di questa misura ricade, ancor prima che sulle donne escluse dal diritto, sugli stessi nascituri e neonati esclusi. Insieme ad ASGI, Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione, e con la Cooperativa Ruah, un minuto dopo averlo letto on line, come CGIL abbiamo dato mandato a uno dei nostri legali di impugnare i contenuti del Regolamento davanti al Giudice Civile competente per le questioni di discriminazione” proseguono i due sindacalisti.

La CGIL di Bergamo è iscritta al Registro delle associazioni e degli enti che svolgono attività nel campo della lotta alle discriminazioni (di cui all’art.6 D.Lgs 9 Luglio 2003, n.215) presso l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali che opera nell’ambito del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In un passaggio dell’Art. 2 del Regolamento, dal titolo “Definizioni”, il testo tiene in maniera bizzarra a specificare che «per ‘donna’ si intende un individuo umano con sesso femminile risultante dai registri anagrafici della Città di Pontida”(!).

JACOPO SCANDELLA: BISOGNA DIRE BASTA E DIRLO AD ALTA VOCE
“Un parcheggio riservato ad alcune mamme e vietato ad altre. Ma una mamma è una mamma, che sia svizzera, cinese o africana. Il resto è schifo e vergogna. Con queste persone e queste idee, quale sarà il prossimo passo? I posti “riservati” sull’autobus? Le scuole separate per gli stranieri? Il divieto di matrimoni misti? Bisogna dire basta e bisogna dirlo ad alta voce.”
Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Jacopo Scandella commentando il nuovo regolamento comunale dei parcheggi di Pontida che istituisce le aree di sosta riservate alle donne incinte e alle madri con figli fino ad un anno di età purché siano cittadine italiane o comunitarie e siano unite al padre del proprio figlio in una “famiglia naturale”. Il regolamento, si precisa all’inizio, ha lo scopo di “promuovere il sostegno alle famiglie naturali, formate dall’unione di un uomo ed una donna a fini procreativi, nucleo fondante della società civile, favorendo la sosta della donna pontidese in fase di gestazione o di puerperio in apposite aree loro riservate, riconoscendo l’essenziale funzione familiare della donna nella maternità”. Più avanti si legge che per famiglia naturale si intende “una famiglia composta dall’unione di un uomo ed una donna a fini procreativi”.

BEPPE GUERINI: “È TEMPO DI FINIRLA CON QUESTE BESTIALITA'”
“Come al solito la Lega laddove governa non può fare a meno di distinguersi nell’adottare provvedimenti non soltanto illogici, ma palesemente discriminatori e perfino di dubbia applicabilità, evidentemente provocatori e finalizzati a conquistare qualche titolo di giornale. È ora di finirla con queste bestialità. Abbiamo già depositato un’interrogazione parlamentare sottoscritta da diversi colleghi” dichiarano i deputati lombardi del Partito Democratico Giuseppe Guerini e Veronica Tentori.

“Nel testo del regolamento si legge che sono escluse dal diritto al parcheggio rosa le mamme non comunitarie e non appartenenti a nuclei familiari “naturali” (sic!). Ammesso che tale definizione abbia un qualche significato, siamo di fronte ad un provvedimento vergognoso, che nega un diritto a delle cittadine in maniera discriminatoria e in evidente contrasto con i principi sanciti dalla nostra Costituzione. Quando gli amministratori leghisti si vorranno occupare con serietà dei problemi dei cittadini, impiegando in modo utile tempo e risorse, e la smetteranno con queste squallide provocazioni?”

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