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Punture di insetti, paura dopo la morte di Roberto: consigli e rimedi

Ha destato sgomento la notizia della morte di Roberto Frigeni, il 53enne di Bracca morto al Papa Giovanni dopo due giorni di agonia

Ha destato sgomento la notizia della morte di Roberto Frigeni, il 53enne di Bracca morto all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo dopo due giorni di agonia a seguito della puntura di un calabrone. Era stato punto martedì mattina a Spino al Brembo, frazione di Zogno, mentre, con un amico stava sistemando proprio un capanno per la caccia in vista della stagione autunnale.

Vani i tentativi dell’amico di rianimarlo dopo lo shock anafilattico provocato dal veleno dell’insetto, così come quelli dei medici intervenuti sul posto. Ricoverato in terapia intensiva al Papa Giovanni, dove era arrivato in elisoccorso, giovedì pomeriggio è stato dichiarato morto.

Tra i bergamaschi cresce la paura, soprattutto considerata la stagione calda e le passeggiate all’aria aperta. Ma come comportarsi con gli insetti e le loro punture? Fastidiosi prima di sferrare l’attacco, insopportabili dopo, gli insetti che per difendersi o per nutrirsi di sangue attaccano l’uomo sono moltissimi e non solo d’estate. Di solito le punture d’insetti non sono pericolose, a meno che non colpiscano zone particolari, quali occhi, labbra, lingua, gola.

Le punture potrebbero rappresentare un pericolo per i bambini molto piccoli e per i soggetti che sono allergici al veleno per i quali esiste il rischio che si verifichi il cosiddetto “shock anafilattico” che coinvolge il sistema circolatorio e il sistema respiratorio e che richiede un intervento medico immediato. Infatti molte specie di insetti, attraverso il loro pungiglione, immettono nella cute sostanze irritanti o veri e propri veleni; la puntura dell’insetto determina nella zona colpita il rilascio dell’istamina, importante mediatore chimico coinvolto tanto nelle allergie quanto nelle infiammazioni e che provoca nella zona circostante l’attacco una dilatazione dei vasi sanguigni con conseguente arrossamento e formazione del tipico gonfiore (denominato “pomfo da puntura d’insetto”).

Cosa provocano le punture d’insetti?
Nella zona intorno al punto dell’inoculazione si osserva in genere arrossamento e rigonfiamento della pelle accompagnato da prurito, dolore o bruciore a seconda di chi è a pungere: le zanzare ed i tafani provocano prurito così come le pulci e le cimici, mentre le api, le vespe ed i calabroni bruciore ed anche dolore. L’intensità delle manifestazioni varia a seconda della reattività individuale. Se a essere punto è un soggetto allergico potrebbero comparire i sintomi dello shock anafilattico che includono pallore, sudorazione, nausea, vomito, difficoltà respiratorie, collasso circolatorio.

Trattamento
Nel caso di punture di vespe, api o calabroni bisogna assicurarsi che il pungiglione non sia rimasto impiantato nella pelle perché in questo caso la prima cosa da fare è procedere immediatamente alla sua estrazione. Per rimuoverlo si possono utilizzare un paio di pinzette sterilizzate con la fiamma del fornello casalingo. L’operazione va effettuata con attenzione, infatti bisogna evitare di rompere il pungiglione dal quale potrebbe fuoriuscire altro veleno e peggiorare così la situazione.

Avvenuta l’estrazione si procede alla disinfezione. Per alleviare il dolore ed ostacolare i processi infiammatori può rivelarsi utile far scorrere sopra e intorno alla puntura acqua fredda oppure applicare sulla parte colpita un cubetto di ghiaccio. Un rimedio efficace e dall’effetto praticamente immediato è quello di tamponare la zona colpita con un batuffolo di cotone imbevuto di ammoniaca che allevia il prurito e trasforma le molecole tossiche iniettate dall’insetto in composti innocui: in pratica disattiva il veleno. Per alleviare i sintomi locali si possono utilizzare dei farmaci da applicare localmente: una pomata antistaminica oppure contenente corticosteroidi, come l’idrocortisone o il betametasone.

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