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Tanti eventi in un lungo giorno: così Bergamo racconta Springsteen

Una location spettacolare che fa parte del nuovo patrimonio dell'Unesco, una giornata di fine estate, una passione confessata (eccome!) per la musica rock, un protagonista che scalda i cuori e, sì diciamolo, ha influito sulla vita di tanti... questo il poker che Bergamo sta per calare e che comincia a svelarsi.

Una location spettacolare che fa parte del nuovo patrimonio dell’Unesco, una giornata di fine estate, una passione confessata (eccome!) per la musica rock, un protagonista che scalda i cuori e, sì diciamolo, ha influito sulla vita di tanti… questo il poker che Bergamo sta per calare e che comincia a svelarsi.

“Bergamo racconta Springsteen” è l’appuntamento del prossimo 3 settembre, una domenica, sugli spalti di sant’Agostino. Un appuntamento che vede protagonista il Boss, certo, ma nel rapporto col suo pubblico, quello che lo ama oggi, quello che lo ha conosciuto addirittura grazie al concerto del 1981 a Zurigo, quando il rock era “d’importazione”. Niente internet allora a rendere facile la vita: se lo volevi ascoltare te lo dovevi cercare tra bootleg, fanzine, riviste underground, trasmissioni TV e radio notturne.

Così, nell’arco di un’intera giornata, dal mattino fino a notte fonda, circondati dai suoni delle canzoni di Bruce e dalle immagini che corrono su un grande schermo, l’evento si dipanerà tra racconti di giornalisti, esperti musicali e semplici (semplici?) fan, con momenti di musica dal vivo, tavole rotonde a tema, un excursus sulle copertine dei dischi del nostro…

L’idea nasce da Alberto Lanfranchi che, dopo l’incontro casuale con Bruce Springsteen avvenuto il 30 agosto del 1987 al mitico Stone Pony di Asbury Park, e dopo aver trascorso con lui insieme a suo cugino Luca un’intera giornata culminata con un piccolo concerto sul piccolo palco del locale che lo ha reso celebre, ha condiviso con lui ogni istante della sua vita attraverso le sue canzoni, la sua storia come un vero innamorato. A trent’anni dal mitico incontro ha pensato bene di realizzare un evento dedicato al suo “amante” e insieme a lui Cristina Re, Luca Lanfranchi, Danilo Negri, Alberto Cantù e Saverio Ceravolo, hanno dato il via a un progetto che ora si sta svelando nella sua completezza.

Non sveliamo tutto perché è ancora presto: di certo il filo conduttore dell’evento sarà gestito da Massimo Cotto, giornalista, autore di libri, uomo di radio, tv e teatro, ma soprattutto grandissimo intenditore e amante del “nostro”.

Non può mancare il momento live: Fabio Piazzalunga (piano), Guido Bombardieri (sax), Michele Gentilini (chitarra), Marco Gamba (basso) ripercorreranno re-interpretandoli, dieci brani di Bruce Springsteen, accompagnandoli dalla lettura di alcuni testi significativi tratti dalle sue canzoni. Una celebrazione officiata da Massimo Cotto di alcuni momenti topici ed epici della comune storia degli springsteeniani. Una sfida all’ultimo sangue a colpi di canzoni del boss inframmezzata dalla proiezione di alcuni concerti storici.

Poi, tra tavole rotonde e interventi singoli, altri esperti doc a rapporto: Fabio Santini, notissimo critico musicale per Sorrisi e canzoni tv e RTL 102.5 Davide Sapienza, scrittore, traduttore, giornalista, Fabrizio Pirola, fondatore di West Radio, la prima radio rock a Bergamo, Paolo Mazzucchelli, che da anni si è specializzato nella storia delle copertine dei dischi, Blue Bottazzi, una delle firme principe del glorioso Mucchio Selvaggio, rivista di riferimento per il panorama rock in Italia.

Insomma, un vero evento per tutti noi. Che siamo ancora qui. A ballare l’e-street shuffle, il venerdì sera. A baciarci lungo il fiume. A correre sulla strada per non rimanere in trappola. A riscattarci, a riprenderci quello che ci spettava. Con gioia e senza rabbia. Ma con l’energia di chi ce la vuole fare. E ce la fa.

Noi, uniti da quei “Ties that bind”, un legame che non possiamo spezzare.

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