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Fede Ronzo, 17 anni e una grande notorietà con Youtube: “Che imbarazzo con i primi fan”

Giuseppe Alberti, classe 2000, intervista il 17enne Federico Ronzoni diventato famoso grazie ai video su Youtube: il suo canale ha 340mila iscritti

BGY intervista Federico Ronzoni, conosciuto con l’acronimo Fede Ronzo sulla rete, 17enne di Bergamo. Fede è uno Youtuber, ovvero un personaggio pubblico che crea e pubblica video per la piattaforma online di Youtube; in particolare orienta i contenuti nell’ambito del gameplay, grazie al quale ha potuto ricevere molta notorietà all’interno del mondo di internet.

Federico Ronzoni

Come e quando è nata la tua carriera su Youtube e quando sono arrivati i primi risultati?
“La mia carriera è iniziata verso il 2013, un anno dopo la mia iscrizione alla piattaforma, spinto dalla curiosità e dalla voglia di mettermi in gioco. I primi risultati, come ogni cosa, non sono stati immediati, ma con un po’ di costanza e grazie all’innovatività dei contenuti che portavo, all’epoca non ancora presenti in Italia, ho potuto anch’io emergere e farmi un nome. Il primo importante traguardo, sei mesi dopo la pubblicazione del mio primo video, è stato quello dei 1.000 iscritti, vetta particolarmente ambita per quel periodo, durante il quale Youtube stava ancora sgomitando per ricevere visibilità all’interno del mondo dei social”.

E’ andato sempre tutto per il meglio o hai avuto degli alti e bassi, sia dal punto di vista di eventuali perdite di visualizzazioni, sia per tua non voglia o mancanza di tempo da dedicare?
“Non è stato assolutamente facile e la strada non è tutt’ora in discesa. Ovviamente la perdita di visibilità può nascere dalla ripetitività e dalla monotonia dei video, per questo mi impegno sempre ad introdurre format nuovi e contenuti innovativi e originali all’interno del canale. Inoltre con il passare del tempo ci si abitua ad un continuo dislivello di consensi , del tutto normale, nei vari periodi dell’anno: in estate, ad esempio, o durante le vacanze in generale, si tende a guardare meno youtube, di conseguenza ci sono cali di visual. Mentre dal punto di vista personale, nella mia sfera di impegni questa esperienza occupa moltissimo tempo, che richiede una notevole abilità nell’essere giostrato tra studio, sport e tutte quelle attività a cui un ragazzo della mia età si dedica. Molto spesso, quasi inevitabilmente, ho la necessità di rinunciare a qualcosa per dedicarmi ad altro, anche se pongo altre esperienze e soprattutto la scuola ai primi posti, in quanto, per ora, considero questa mia realtà come una passione, alla quale mi dedico con piacere, ma che, nel bene e nel male, non ritengo un lavoro”.

Cosa si prova ad essere riconosciuto per strada, fermato da fans e sentirsi importanti? Ricordiamo che hai ormai raggiunto i 340.000 iscritti su Youtube, superato gli 81.000 seguaci su Instagram e ottenuto numerosi altri traguardi su svariati social.
“Devo dire che questa è la parte che più mi piace della mia vita da youtuber; col tempo ci si abitua e si riconosce sempre più velocemente il volto di un fan incrociato per strada, piuttosto che al ristorante o altrove. Sento proprio di aver imparato a riconoscere da pochi sguardi un mio iscritto, quando magari questo sussurra qualcosa nell’orecchio dell’amico, se con un po’ di disagio dice il mio nome o se mi si avvicina, il che mi fa piacere perché vuol dire che non sono solo io ad essere imbarazzato. Nei primi periodi c’è stata infatti della timidezza, sintomo che via via si è dissolto con un po’ di confidenza e sicurezza che ho appreso”.

Hai in programma progetti futuri, magari collaborazioni con colleghi, oppure preferisci improvvisare il tuo percorso e lasciarti trasportare da quelle che sono le tendenze piuttosto che interessi tuoi?
“Per il momento come progetti futuri ho soprattutto intenzioni che andranno a realizzarsi a lungo termine, in quanto c’è l’estate di mezzo che congela momentaneamente il mio ‘alter ego youtuber’. Per il momento tendo a dedicarmi in particolare a delle live che porto settimanalmente sul canale, ovvero trasmetto in diretta i miei contenuti, sia per la incomparabile comodità rispetto alla classica registrazione dei video, sia perché queste giovano al canale e ne aiutano la crescita sella piattaforma. Per quanto riguarda le collaborazioni, solitamente sono per lo più improvvisate, ci si incontra alle fiere, si scambiano due parole e può nascere lo spunto per un video insieme. Per il resto ribadisco che considero youtube quasi un hobby, una passione, alla quale dedico molto tempo e che mi riserva molte soddisfazioni, ma pur sempre una passione e, in quanto tale, evito di prendere scadenze e dipendere da essa”.

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