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Porta Osio e l’Arco di Napoleone, opera incompiuta di Giacomo Quarenghi foto

Nell’ambito delle celebrazioni per il Bicentenario di uno dei più significativi protagonisti del Settecento europeo, l’architetto Giacomo Quarenghi (Bergamo 1744 – San Pietroburgo 1817), l’Archivio di Stato di Bergamo propone nella propria sede una esposizione documentaria per rileggere uno dei suoi progetti non realizzati, quello dell’Arco di Napoleone.

Nell’ambito delle celebrazioni per il Bicentenario di uno dei più significativi protagonisti del Settecento europeo, l’architetto Giacomo Quarenghi (Bergamo 1744 – San Pietroburgo 1817), l’Archivio di Stato di Bergamo propone nella propria sede una esposizione documentaria per rileggere uno dei suoi progetti non realizzati, quello dell’Arco di Napoleone.

La mostra sarà occasione di studio e di approfondimento di uno spaccato di storia urbana della Bergamo napoleonica.

Il 19 marzo 1805 la Consulta di Stato con un proclama “Ai Popoli del Regno d’Italia” pubblica lo Statuto Costituzionale che dichiara l’Imperatore dei Francesi, Napoleone I, re d’Italia. Per celebrare l’avvenimento, l’Amministrazione Dipartimentale stabilisce di sistemare il tratto iniziale della strada che conduce a Milano mentre il comune di Bergamo decide di erigere un arco trionfale in onore del nuovo sovrano. Il luogo prescelto è l’antica porta cittadina detta Osio, ribattezzata per l’occasione porta Napoleone.

La realizzazione dell’opera incontra difficoltà di vario genere, si incroceranno con la storia dell’Arco diversi “tecnici”, operanti a Bergamo a vario titolo, tra cui: Simone Elia, Leopoldo Pollack, Carlo e Giovanni Battista Capitanio, Giovanni Francesco Lucchini. Infine la breve parentesi di Giacomo Quarenghi a cui nel 1811 viene dato l’incarico di redigere un nuovo progetto del monumento che, iniziato nel 1812, non arriverà mai ad essere compiutamente realizzato. Nel 1820 i materiali utilizzati per la sua costruzione vengono venduti alla “Deputazione per la fabbrica dell’erigenda Torre” del comune di Palazzolo sull’Oglio mentre viene indetto un appalto per la manutenzione e la sistemazione del tratto viario fuori dalla porta, ridenominata Osio, dopo la demolizione dell’incompiuto arco trionfale.

L’esposizione ruota intorno alla vicenda dell’arco attraverso piccole sezioni che lo fanno diventare il fulcro di una più ampia visione di un progetto urbanistico: una nuova immagine “civile e pubblica” della città e del suo territorio, ispirata a quell’idea di “decoro civile ormai acquisita nella coscienza della borghesia del primo Ottocento”.

I documenti, supportati in alcuni casi da splendidi disegni, ci parlano dell’abbellimento e del risanamento di Porta Osio / Porta Napoleone e della direttrice che da essa si dipana verso l’interno (contrada di Osio – anche contrada o Corso Napoleone – Cinque Vie, Contrada della Gallinazza), e verso l’esterno della città (progettazione dell’Arco e di un pubblico passeggio), essendo in linea con la principale via di comunicazione che portava verso la nuova capitale milanese.

Mostra documentaria 3.07.2017 – 31.08.2017
Bergamo – Via Fratelli Bronzetti n. 26
Orario: da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13
Ingresso libero

Porta Osio secondo Giacomo Quarenghi
Porta Osio secondo Giacomo Quarenghi
Porta Osio secondo Giacomo Quarenghi
Porta Osio secondo Giacomo Quarenghi
Porta Osio secondo Giacomo Quarenghi
Porta Osio secondo Giacomo Quarenghi
Porta Osio secondo Giacomo Quarenghi

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